martedì 20 novembre 2018

Vintage Reading Club - Presentazione iniziativa

Buondì gente! Eccoci finalmente alla presentazione dell'iniziativa di cui vi ho parlato su Instagram nei giorni scorsi. Io e Giusy di Divoratori di libri abbiamo unito le nostre forze e pensato di proporvi un gruppo di lettura di classici. In cosa consiste? È molto semplice.


Quante volte vi siete detti che presto o tardi avreste letto quei grandi romanzi e rimandate sempre, privilegiando il libro sulla bocca di tutti o l'ultima fatica letteraria del vostro autore del cuore, magari ahinoi in inglese? Ho constatato in prima persona che leggere un libro in gruppo è un piacere innanzitutto per il confronto ed anche un grosso stimolo per mettere mano a quel titolo che tanto spaventa!

Leggeremo un singolo classico dilazionato nell'arco di due mesi e lo sceglieremo attraverso Instagram, che in quanto a comodità ormai non ha eguali. Coloro che ci hanno aiutato a scegliere il primo libro sanno già come si svolge, ma un breve riepilogo per tutto male non fa: a. scegliamo un tema onde evitare che siano consigliati sempre gli stessi titoli; b. in base al tema più votato consigliamo dei classici da leggere; c. infine leggeremo il classico che avrà ottenuto il maggior numero di voti.

Il primo tema scelto è stato "Un classico scritto da una donna" e fra i titoli che avete proposto è prevalso "Anna dai capelli rossi" di Lucy Maud Montgomery, oppure, nella prima edizione integrale italiana, "Anne di Tetti Verdi" (se per caso ancora non l'avete in casa e pensavate di acquistarlo può essere l'occasione giusta!).

Titolo: Anne di Tetti Verdi
Autore: Lucy Maud Montgomery
Editore: Lettere Animate
Pagine: 324
Prezzo: ebook € 3,99 / cartaceo € 14,90
Anne di Tetti Verdi (Anne of Green Gables), la cui protagonista è stata definita da Mark Twain «la più cara e adorabile ragazzina nella letteratura dall'immortale Alice», non solo riscosse un successo planetario poco dopo la sua pubblicazione nel 1908, ma continua ancora oggi ad appassionare schiere di lettori e a ispirare trasposizioni televisive e cinematografiche (da questo romanzo sono tratti l'anime Anna dai capelli rossi e la serie tv Chiamatemi Anna).
La presente edizione del romanzo, curata da Enrico De Luca, propone una traduzione integrale e annotata dell'inaugurale romanzo della saga di Anne − composta da altri otto titoli che coprono quasi l'intera vita della protagonista −, che tributò un'immediata quanto duratura fama alla sua creatrice, la canadese Lucy Maud Montgomery.

Vogliamo (e auspichiamo) che questa iniziativa sia il più leggera possibile, avremo tempo due mesi per leggerlo e in questo modo non saremo costretti a mettere da parte altre letture in suo favore. Si dividerà in quattro tappe, due al mese alternate sul mio blog e su quello di Giusy, dove discuteremo dei capitoli letti e dei temi affrontati.

CALENDARIO
  • Prima tappa: capitoli 1-10 - 14 dicembre su Divoratori di libri
  • Seconda tappa: capitoli 11-19 - 28 dicembre su Sentieri di neve rossa
  • Terza tappa: capitoli 20-28 - 11 gennaio su Divoratori di libri
  • Quarta tappa: capitoli 29-38 - 25 gennaio su Sentieri di neve rossa
(Abbiamo notato che nell'edizione con la copertina della serie tv (questa), oltre a una traduzione molto fantasiosa, i capitoli non sono numerati, mentre nell'edizione di Lettere Animate sì)

Potete gestire la lettura come più vi pare: iniziando adesso, qualche giorno antecedente la prima tappa oppure quando saremo a metà. Il romanzo consta circa 300 pagine ma, essendo un classico per ragazzi, sono sicura che saranno fluide e si leggeranno con tranquillità.

Se avete domande non esitate a scriverle nei commenti. Se volete potete anche lasciare il vostro indirizzo email per essere aggiornati sull'iniziativa e sulla pubblicazione delle tappe.

Abbiamo pensato inoltre che sarebbe bello utilizzare l'hashtag #VintageReadingClub sui social e per l'intera durata dell'iniziativa (quindi non soltanto per Anna dai capelli rossi ma anche in futuro con i prossimi libri), così da raccogliere sotto un'unica parola chiave tutte le citazioni, fotografie, fan art (privi di spoiler) che vorreste/vorremmo condividere tra noi lettori! Infine vi invitiamo a seguirci su Instagram (@sentieridineverossa & @divoratoridilibri) per tutti gli aggiornamenti riguardo l'iniziativa.

Speriamo che sarete in tanti ad unirvi! ♥

giovedì 15 novembre 2018

Abitudini letterarie Book Tag

Ciao a tutti! Rieccomi qui nuovamente in possesso di Sentieri di neve rossa anche su Instagram (e per questo devo assolutamente ringraziare una personcina cara che seguo là e su Twitter. Per discrezione non la nomino, le invio invece dei cuoricini ♥♥♥♥)

Anyway, ho scorto questo tag su youtube che, pur essendo abbastanza simile ad uno che ho già compilato in passato (QUI), mi è piaciuto soprattutto per due particolarità: è breve e le domande sono diverse dal solito, posso parlare un po' di me attraverso una delle poche gioie dell'esistenza e che ai miei nonni non era stata concessa: la lettura!
Inutile specificare che dovete considerarvi tutti taggati se voleste riproporlo sui vostri blog oppure su Instagram, dove vedo vanno molto. Questo era troppo lungo per portarlo sul social delle foto ma i prossimi potrei proporveli lì, chissà! Che ne dite?
Si comincia!

1. Hai un posto speciale a casa per leggere?
No, soltanto il letto o in sporadici casi il divano. Non amo comunque spostarmi dalla mia camera né portarmi in giro i libri, come avrete intuito leggo soprattutto tra le mura domestiche. In giro o a casa d'altri ci ho provato, ma tra che ti guardano storto o addirittura ti indicano e tra, specialmente con non lettori, che ridono di te e partono le domande classiche "Ma come fai a leggere tutti questi libri?" la voglia di tirargli addosso un vaso è indicibile.

2. Segnalibro o pezzo di carta a caso?
Segnalibro, prima di ogni lettura vedo se ne ho qualcuno di 'adatto' allo scopo. Ad esempio con tomi più vecchi o le cui pagine sembrano velina preferisco non usare i segnalibri magnetici in quanto la carta è meno resistente e potrebbe strapparsi.

3. Puoi smettere di leggere in qualsiasi momento o devi per forza fermarti a una certa pagina, capitolo, frase, etc.?
Se ho tanto sonno arrivo al punto e abbandono il libro/e-reader al suo posto (anche se puntualmente il giorno dopo devo rileggere tutta la pagina perchè non ricordo cosa ho letto). In genere se i capitoli sono brevi li leggo per intero, altrimenti preferisco terminare almeno un paragrafo o giungere alla fine di un dialogo. Così mi oriento meglio.

4. Mangi e bevi quando leggi?
No, è una delle poche attività dove non ne sento la necessità, arrivo anche a dimenticarmene!

5. Riesci a leggere mentre ascolti musica o guardi la tv?
Se ascolto musica non leggo (potrei rivolgere la mia attenzione alle parole della canzone) e ugual cosa con la tv, fonte anzi di massima distrazione e nervosismo. Non sono assolutamente una persona multitasking pur essendo donna.

6. Un libro alla volta o di più?
Uno solo, grazie. Quest'estate l'ho sperimentato su me stessa con due romanzi (Io sono un gatto e Via col vento), con il risultato che mi sono arenata con entrambi e per un pelo mi sono evitata il blocco del lettore. In questo momento sto leggendo più piano del solito ma comunque un libro per volta.

7. Leggere ad alta voce o mentalmente?
Mentalmente. Non ci tengo in modo particolare a far sapere ad altri cosa leggo e tanto meno ad essere ripresa perché parlo. Vi sono occasioni dove leggo ad alta voce, ma devo avere la certezza di essere sola o in compagnia di una persona che apprezza il testo e/o l'autore.

8. Fai skimming o salti delle pagine?
Se ho ben capito il significato di skimming, confesso che lo faccio: quando sono in prossimità di morti per esempio, scorro velocemente il testo per sapere se il personaggio invece si salva. Il discorso di saltare le pagine non mi tocca a meno che non si tratti di prefazioni o postfazioni, peggio ancora se scritti da altri. Non è roba che mi interessa se acquisto il libro per leggere... il libro!

9. Rompere la costina o no?
Guai se è rotta! Sono riuscita a proibirlo a mia madre che i suoi libri più vecchi sono tutti rovinati da quel lato! Sfiorare le fioriture mi procura una sensazione come di viscido e sono terribili anche a vedersi.

10. Scrivi sui tuoi libri?
No

11. Quando leggi più spesso? Mattina, pomeriggio, sera...?
Prevalentemente la sera prima di coricarmi, a volte il pomeriggio e assai di rado la mattina.

12. Qual è il tuo posto preferito per leggere?
Un qualsiasi punto abbastanza morbido (più che altro per non irritare i gomiti quando appoggio la mano al viso), illuminato a sufficienza e soprattutto lontano da rumori altrimenti non riesco a concentrarmi.

13. Guardi prima il film o leggi il libro?
Se so che un film è tratto da un libro preferisco leggere prima il libro: vi saranno scene modificate oppure non incluse nella pellicola, ma in seguito saprò se potevo comprendere il film appieno non conoscendo nulla della trama oppure no. Se invece scopro più tardi che nasceva libro un film che ho visto e mi è piaciuto molto, lo leggo comunque. Tranne eccezioni che possono contarsi sulle dita di una mano, saranno sempre due storie differenti.

14. Quale preferisci: audiobook, ebook o libro cartaceo?
Libro cartaceo. Gli ebook sono fantastici dal punto di vista economico (specialmente quando si tratta di aborti letterari, sapere che hai pagato la cena a autore ed editore e a te il libro ha fatto pietà, non è la cosa più bella di questo mondo!) e di spazio, ma nulla regge il confronto col cartaceo. È lì pronto per te, batteria eterna, ok quando fa buio devi accendere la luce e non puoi ingrandire il carattere, ma se ti serve in tempi immediati per sfogliarlo e rileggere un passaggio non ha eguali. Discorso audiobook ho scaricato solo quello di Colpa delle stelle, e giuro che mi è bastato: credevo fosse come le soap opera che andavano in onda per radio una volta, con tutti i personaggi. Invece è una sola persona che non solo presta la voce a tutti ma anche senza il minimo segno di emozione o cambio di tono, pari alla signorina del navigatore. Non posso tollerare una cosa del genere.

15. Le tue serie di libri devono matchare?
Nei limiti del possibile sì. Se mi interessa acquisto i volumi uno o due alla volta e a distanza ravvicinata. Non amo i cambi di formato da parte delle case editrici, se una serie l'ho iniziata rilegata la finisco rilegata, e lo stesso con la brossura. Ho notato anche che quando una serie sta 'invecchiando' il primo volume a scomparire dagli scaffali fisici e di internet è sempre il numero uno, tutti gli altri sono tranquillamente acquistabili e per lungo tempo. Per cui, a meno che non si spargano voci di volume unico, è meglio non stare troppo tempo a pensarci e comprare la serie dei nostri desideri.

venerdì 2 novembre 2018

Qualcuno sta usando il nome del blog senza permesso

L'ironia ha voluto che io me ne accorgessi un anno esatto dopo la creazione di quella pagina, e a seguito di una serata trascorsa a chiedere una mano con le segnalazioni eccomi ora sul luogo primigenio del misfatto.
Quando abbiamo in serbo un bel nome per il nostro progetto dovremmo avere il buon senso di 'fermarlo' su qualsivoglia sito venga in mente: i maggiori social visitati ad esempio, ugual cosa l'indirizzo email, ecc. Perché quando questa consuetudine non vien portata a compimento possono insorgere omonimie, come in questo caso:

Se su Instagram cercate Sentieri di neve rossa vi uscirà una pagina che promuove l'autolesionismo. Eccola: http://www.instagram.com/sentieridineverossa/
Quel che dovete sapere è che a gestirla non sono io, né ho acconsentito alla persona nascosta dietro di utilizzare tale nome. Non ho mai spiegato perché ho battezzato il blog in codesta maniera se non forse a tre o quattro utenti quando iniziai a palesare l'intenzione di un rinnovamento alla grafica, fatto sta che mai e poi mai lo userei per pubblicare foto che circolano bellamente da almeno un decennio e che possono per prima cosa arrecare disturbo alle persone più sensibili, minorenni in primis. È vero, sono l'autrice di un vecchio post -guarda caso il più letto della storia del blog- in cui, in occasione della giornata mondiale contro l'autolesionismo (Qui), stilavo un elenco di letture "atte a capire il fenomeno" come scrivevo all'epoca, non ad elogiarlo. E della stessa idea rimango anche a distanza di tre anni. Ma come dicevo, se il nome 'Sentieri di neve rossa' nulla ha a che fare con l'autolesionismo, ed è conosciuto nella blogosfera ed il web in genere come un blog letterario, vi pare che l'avrei infangato così, in ricordo di un post? Sappiate che non mi ha mai fatto granché piacere fosse proprio quello in pole position, su 258 post frementi di essere letti.

In ogni caso, la mia corsa sul blog è stata innanzitutto per avvertirvi del problema e, se potete/avete Instagram, chiedo di segnalare la pagina affinché venga rimossa. Su Instagram il blog sostanzialmente non è presente ma ci sono io e mi chiamo Lumifugum. Dovessi aprire in futuro un profilo per il blog (vorrei utilizzare il suo nome, se fosse possibile riaverlo indietro, che è una mia invenzione), tutti gli annunci riguardo la sua creazione partiranno sempre da me, da Lumifugum.
Per cominciare ho provveduto a registrarlo su Facebook, lo trovate Qui. Aggiungetemi pure, che con la sua apertura non mi venga voglia di comunicare le uscite dei nuovi post anche là sopra!
Vorrei ringraziarvi uno per uno se tutte le segnalazioni andranno a buon fine, per il momento sappiate che la mia fiducia in voi non si è mai spenta. Se la blogosfera è ancora, nonostante segni dell'età ed acciacchi, in vita e posso sentirla sotto questi polpastrelli che stanno battendo sulla tastiera, è grazie a voi che non avete permesso ad alcunché di abbattervi. Forza!
Un abbraccio 💘

martedì 23 ottobre 2018

Un gradito ritorno in libreria per la notte di Halloween

Nei preparativi per la notte delle streghe e dopo una decina d'anni circa di assenza dalle librerie e dai siti di e-commerce (se qualcuno è in linea: non avete idea della fatica che ho fatto per procurarmi questo libro! La penultima volta me lo son visto soffiare da sotto il naso nel giro di un paio d'ore perché ero andata a cena. Nell'ordine: notata l'inserzione Ebay sul cellulare, pensatoci su come è mia consuetudine, arrivata al computer lo avevano già acquistato. Vaffanculo), Mondadori ha finalmente deciso di ripubblicare il romanzo-simbolo di Halloween, almeno per me. L'ha restituito alle stampe lo scorso 2 ottobre presentando al pubblico una copertina a dir poco orripilante e che non c'azzecca per nulla, ma se non altro per un po' di tempo non sarà più disponibile soltanto in formato ebook, che è la cosa migliore di tutte. Bradbury scrisse il racconto in previsione di portarlo sullo schermo, cosa che a conti fatti avvenne ma nei soli Stati Uniti ➜ click
In Italia, dove inspiegabilmente Halloween non veniva più celebrato, arrivò nel 1976 con il titolo L'albero stregato e solo negli anni '90 grazie a Bompiani venne ripristinato il titolo originale.
Spero con questo mini post di aver instillato in voi un po' di curiosità e, se la risposta è sì, siete più che in tempo per farlo vostro (Amazon è una pacchia), leggerlo e fornirmi un parere prima del sopraggiungere della festa.
Buon Halloween!

Titolo: L'Albero di Halloween
Autore: Ray Bradbury
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1972
Genere: Fantastico
Pagine: 124
Prezzo: € 13,00
Nella serata che precede Ognissanti qualcosa di stupefacente è accaduto: un enorme albero è apparso e, dai suoi rami, pendono centinaia di zucche. Zucche in cui sono intagliati sorrisi inquietanti e occhi luminescenti che fissano otto ragazzini mascherati per l'occasione: Tom è vestito da scheletro, Henry da strega, Ralph è fasciato come una mummia, Georg è diventato uno spettro, J.J. scompigliato come un cavernicolo, Fred stracciato come un accattone, Wally indossa una maschera da grottesca, Pipkin... «Ehi, dov'è finito Pipkin?»... Indossava una maschera bianca e portava una lunga falce. Ma ora è sparito! Che fine ha fatto? Scortati da Mr Moundshroud, una guida davvero particolare, i sette ragazzi partono alla ricerca dell'amico e strada facendo si imbatteranno in una fitta serie di avventure grottesche e allucinanti. E... riusciranno a salvare Pipkin?

venerdì 21 settembre 2018

Recuperare tutto

Ieri ho smesso bruscamente di scrivere. È stato in parte per un tentennamento di resistenza durante la disintossicazione. Gli scrittori come gli atleti devono rimettersi in forma a ritmo lento e costante. Ma non è questa la ragione principale per aver mollato.
Il fatto è che devo ancora lottare contro i mancamenti dovuti a questa riduzione nella mia dose di surrogato. Le parole mi appaiono strane nel momento in cui si staccano dalla mia penna. È come se ci fosse una grande distanza tra la punta di questo strumento di scrittura e il campo bianco della pagina, con le sue linee sottili come le corsie di un'autostrada. È come se da quella distanza, che è più che altro un'altitudine, le parole si paracadutassero succube dei capricci di strane correnti d'aria, cosicché, quando toccano terra e rotolano un po', non sono nel punto dove me le aspettavo, né atterrano con il medesimo significato. Ho provato con la macchina per scrivere ma mi è andata male, anche peggio. Ogni lettera battuta sembra masticare quella precedente come un cane cattivo, impedendo alle parole di venire completate. Se componevo un numero sufficiente di parole da completare una frase, con il passare del tempo si scomponevano dal loro ordine lineare come automobili parcheggiate e filmate a intervalli di tempo nel corso di un'intera giornata.


È tutto come se parole, frasi, immagini, sintassi fossero perline di vetro di una collana che, strappata da un collo, si è disfatta spargendole sul pavimento e giù per i cuscini del divano e delle poltrone e sotto le librerie e magari qualcuna è stata inghiottita dal gatto. E io devo ritrovare tutte le perline prima di poter riordinarne la sequenza cromatica, per poi reinfilarle e compattarle più di prima. C'è sempre splendore nel ricominciare daccapo. Anche se si è costretti a inginocchiarsi per cercare sotto quella scaffalatura o perlustrare in anni di batuffoli e ceneri sotto quei cuscini. Anche se si è costretti a spezzettare lo sterco del gatto, opportunamente depositato in una cassetta di plastica, più meticoloso di quanto potrebbe mai sperare qualsiasi segretaria.
Allora apprezzerò il valore di ciascuna perlina, o per meglio dire di ciascuna parola e immagine, come mai in passato, per mai sprecarne un'altra ancora. E, giuro a me stesso, avrò la pazienza di recuperare tutto, reinanellare tutto, stringendolo, come ho detto, più di prima.

da Jim ha cambiato strada, di Jim Carroll