domenica 30 dicembre 2012

Felice anno nuovo

Qui chiudo ed archivio l'anno 2012 semplicemente in questo modo, senza la preoccupazione di passare in rassegna dodici lunghi mesi che domani notte si concluderanno per buona parte del mondo. Credo che il mio 2012 possa trovare riassunto in questo post e nulla più. L'ennesima annata tediosa, monotona e ripugnante, di cui graverà il peso sulle spalle per un tempo imprecisato. Non butto fango sui microscopici traguardi effettuati, ossia perdere sei chili e conoscere lui, che sapranno aiutarmi più in là ad identificare il mio 2012, a farmi quasi dire sì, l'ho vissuto. Il resto altro non è che una lotta quotidiana coi miei demoni, spesso persa piangendo con la sola compagnia del computer o della 66 cl di birra. Dimenticavo, per merito suo ho smesso di portarmi la bottiglia alle labbra in quei momenti di malessere insostenibile. Non riesco nemmeno più ad apprezzarne il sapore. Non ho la più pallida idea di come possa esserci riuscito, con me che ho assaggiato il primo sorso d'alcol a 4 anni, ed è imbarazzante non sapere come dirgli grazie.
Il 2012 è anche l'anno della presa di coscienza che qualcosa non andava e il tentativo di reagire, non soltanto sfogando rabbia e male di vivere con il pianto, ma anche attaverso un aiuto farmacologico. E' ancora presto per parlare di guarigione ma ho quasi abbandonato l'idea di suicidarmi, per quanto sia affascinante. Ed è a dir poco incredibile, quando tralasci le tue passioni per innalzare un altarino alla depressione, o quando giorno dopo giorno la tua vita non muta di una virgola e tu senza fiatare ti fai posto nella "generazione senza speranza".
Concludo con un sincero grazie ad ognuno di voi. Alla mia famiglia che nonostante tutto non cesserà di darmi il suo amore incondizionato, ai miei amici reali e virtuali che mi sostengono ed accendono una luce nei momenti bui della mia esistenza, ai miei gatti per tenermi compagnia, a chi ha scoperto da poco questo blog e a chi è un lettore affezionato. E auguri di buon anno anche a te che stai leggendo.




-Mentre scrivo mi avvisano della scomparsa di Rita Levi Montalcini. Riposa in pace grande donna.-

venerdì 28 dicembre 2012

Abbracciami

In certi momenti non si ha voglia di altro, basta poco ma non è poco, è quel poco che in realtà è tanto, certe cose, certi contatti, certe emozioni, superano qualsiasi amplesso, io la vedo così ed anche se mi piace da morire fare certe cose, ora... prima di tutto, avrei bisogno di questo...

 
In questo momento, ho bisogno di un'unica cosa: un abbraccio.
Un gesto antico quanto l'umanità, il cui significato va al di là dell'incontro di due corpi.
Un abbraccio vuol dire: 'Non sei una minaccia, non ho paura di starti così vicino, posso rilassarmi, sentirmi protetto e comprendere che c'è una persona in grado di capirmi.'
Secondo la tradizione, ogni volta che abbracciamo qualcuno con piacere, guadagniamo un giorno di vita. Ti prego, abbracciami adesso.

da Aleph, di Paulo Coelho

lunedì 24 dicembre 2012

Caro Babbo Natale


Mi riduco sempre all'ultimo minuto, ma il cinema non ci ha insegnato che i miracoli, nel periodo di Natale in particolare, esistono? Realtà ed esperienza mi han però dimostrato in più di un'occasione che i miracoli vanno 'aiutati' credendoci, riponendovi fiducia genuina. Come è possibile che le persone lancino desideri per il gusto di parlare e dire la loro, già convinti che non si realizzeranno mai? Porre immediatamente il freno non favorisce altro che l'inequivocabile insoddisfacimento della richiesta.
Caro Babbo Natale, non ho espresso preferenze circa i doni da trovare sotto l'albero, ma se cortesemente volessi farmi la grazia di seminare un po' di felicità in questo cuore di pietra te ne sarei grata. Lo desidero veramente. Ci metterò tutto l'impegno che mi sarà possibile agguantare.
Grazie infinite

martedì 18 dicembre 2012

I Maya non hanno mai previsto la fine del mondo!

Articolo da ComeDonChisciotte 

 Fonte: WASHINGTONSBLOG.COM

Ignora le informazioni di seconda mano... Ascolta la profezia reale

Mentre gli adulti colti ovviamente non credono alla profezia del 2012, molti bambini sono terrorizzati e la NASA riporta che alcuni stanno prendendo in considerazione il suicidio.(1) Quindi per favore diffondete ciò come una pubblicità progresso.

Molte persone stanno parlando della profezia dei Maya sul 2012.

Ma pochi conoscono cosa dissero effettivamente i sacerdoti Maya riguardo al 2012. In realtà, gli anziani Maya dissero qualcosa molto diverso da ciò che avreste potuto sentire.

Per esempio, Wakatel Utiw -- leader del National Council of Elders Mayas, Xinca and Garifuna (gli Xinca e Garifuna sono tribù non-Maya dell'America Centrale), colui che conta i giorni del calendario maya, e leader spirituale della tredicesima generazione dei Quiche Maya -- sostiene che la fine del calendario maya non ha niente a che fare con la fine del mondo. (2)

Egli spiega anche che il 21 Dicembre 2012 potrebbe addirittura non essere la fine di questo ciclo del calendario (3)

Contrariamente alla credenza popolare gli antenati viventi dei Maya non concordano che il 21 dicembre 2012 sia la fine del loro calendario. Un nuovo "sole" rappresenta l'inizio di un ciclo del Lungo Computo nel sistema del calendario di approssimativamente 5200 anni, che essi dicono che non possa avvenire per molti anni.
E guardate qui. (4)

(un nuovissimo film chiamato "shift of the ages" (5) spiega nel dettaglio le credenze dei Maya... e presenta i loro veri avvertimenti).

Similmente, l'anziano dei maya Tz'utujil Tata Pedro Cruz sostiene che il mondo non finirà nel 2012:

VIDEO - 2012 The Real Maya Prophecy - The world will not end

L'anziano e sacerdote Maya Carlos Barrios -- che ha ampiamente studiato i calendari Maya- sostiene: (6)

"Gli antropologi visitano i siti del tempio e leggono le iscrizioni e inventano storie sui Maya, ma non leggono i segni correttamente. È solo la loro immaginazione. Altre persone scrivono riguardo la profezia nel nome dei Maya. Loro dicono che il mondo finirà nel dicembre 2012. Gli antenati Maya sono irritati da ciò. Il mondo non finirà. Verrà trasformato".

Leonzo Barreno - un nativo guatemalteco che è stato istruito dagli anziani Maya a leggere gli antichi calendari (7) - sostiene (8) che il concetto di "apocalisse" è un'interpretazione errata del calendario di Lungo Computo, che gli anziani Maya gli hanno insegnato che il 21 dicembre di questo anno semplicemente marca l'inizio di un nuovo calendario:


"Ci sono due lati della storia", ha detto alla CBC. "quello che conosciamo è il significato apocalittico che è stato dato al Lungo Computo.
L'altro lato della storia è il lato Maya, che voi vedete raramente negli articoli dei media, perchè loro non intervistano mai la mia gente.
Per loro è un evento gioioso, non apocalittico. Ciò che arriva è la fine di un calendario e l'inizio di uno nuovo".

Ricardo Cajas -- presidente del Collective of Native Organizations of Colectivo de Organizaciones Indigenas de Guatemala – disse (9) che la data NON rappresentò la fine dell'umanità o il compimento di profezie catastrofiche, ma che il nuovo ciclo "suppone cambi nelle coscienze umane" (traduzione).

Pedro Celestino Yac Noj -- un saggio maya che vive a Cuba -- sostiene: (10)

Il 21 è per ringraziare e dare riconoscenza e il 22 dà il benvenuto a un nuovo ciclo, a una nuova alba.

Invece di essere la fine del mondo, il sacerdote maya Jose Manrique Esquive crede che il 2012 possa portare alla transizione verso un periodo migliore per l'umanità. E AP (11) ha osservato nel 2009:
Apolinario Chile Pixtun è stanco di essere bombardato dalle domande agitate riguardo il supposto "termine" del calendario Maya il 21 dicembre 2012. Dopotutto, non è la fine del mondo.

Definitivamente no, insistono gli anziani indiani Maya

Chile Pixtun, un guatemalteco, afferma che le teorie catastrofiche nascono dalle idee occidentali, non Maya.
E se non credete a ciò che dicono gli attuali leader Maya, per favore ricordate che gli archeologi hanno recentemente trovato un deposito di antichi calendari Maya che va oltre il 2012 di migliaia di anni (12). E guardate qui. (13)

Nota: gli anziani Maya fanno avvertimenti profetici, ma non ha niente a che fare con il 2012.
Specificamente, loro avvertono che dobbiamo mettere un freno alla guerra o all'inquinamento altrimenti ci distruggeremo.

Considerato che le numerose profezie sulla fine del mondo, sono andate e venute senza accadimenti, e che il Papa ha dichiarato che -a causa di un errore di calcolo- siamo al momento nell anno 2016 D.C e non 2012 -- è intelligente prendere le predizioni di una data specifica con una dose di cinismo.

Fonte: www.washingtonsblog.com

Link: http://www.washingtonsblog.com/2012/12/hear-the-2012-prophecy-direct-from-the-mouths-of-the-mayan-priests.html
9.12.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ILARIA GROPPI

NOTE:

1) http://www.dailymail.co.uk/news/article-2240718/2012-Mayan-apocalypse-rumors-pose-threat-frightened-children-suicidal-teenagers-says-NASA.html
2) http://www.ibtimes.com/2012-not-end-world-say-maya-elders-285191
3) http://www.shiftoftheages.com/maya-message-2012
4) http://www.youtube.com/embed/UJfJqct5AGI
5) http://www.shiftoftheages.com/
6) http://www.indigenous.youth-leader.org/?p=3712
7) http://www.cbc.ca/news/offbeat/story/2011/12/29/sk-mayan-calendar-1229.html
8) http://www.dailymail.co.uk/news/article-2080941/Mayan-calendar-December-21-2012-wont-end-world-says-Leonzo-Barreno.html
9) http://prensalibre.com/noticias/controversia-detras-profecia_0_191380911.html
10) http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/northamerica/usa/9730618/Mayan-apocalypse-panic-spreads-as-December-21-nears.html
11) http://www.cbsnews.com/stories/2009/10/12/ap/strange/main5378465.shtml
12) http://www.washingtonsblog.com/2012/05/archeologists-discover-mayan-hieroglyphs-showing-the-world-continuing-for-thousands-of-years-past-2012.html
13) http://www.washingtonsblog.com/2012/01/no-mayan-apocalypse-in-2012-but-theres-alot-of-other-amazing-stuff-happening.html

Fonte: ComeDonChisciotte 

Autore: WASHINGTONSBLOG.COM  - tradotto per www.ComeDonChisciotte.org da ILARIA GROPPI

Licenza:
Copyleft


Articolo tratto interamente da ComeDonChisciotte

venerdì 14 dicembre 2012

Christmalloween

Inizio premessa- Spuntano come funghi dei dubbi assurdi... che vengono quasi subito sbrogliati da un po' di razionalità. Noi italiani, allattati dal credo religioso e involutici con internet, non resistiamo al richiamo della festa. Pur dichiarandoci in crisi da almeno tre decenni, basta la prima opportunità di party, veglione, manifestazione che ci capita perchè i quattrini escano dalle tasche come per magia.
Ammettendo che gli italiani sono un popolo in crisi perenne, le catene di luci natalizie che fan bella mostra di sè sui balconi in questi giorni non dovrebbero costituire spreco energetico? Perchè allora non imparare la lezione da internet, con siti come Neroogle e Darkoogle. Codesti, a sfondo nero, promettono un sostanzioso risparmio proprio perchè trasmessi in una non tinta, oltre che costituire minor affaticamento per la vista umana. Perchè non salutare il santo Natale attraverso luci nere e bianche, ordunque? -Fine premessa.

Un altro Natale per cui non sto gioendo dell'imminente arrivo ma anzi sento scoppiare in me un pianto assolutamente non da mostrare in pubblico. I cattolici non praticanti con cui convivo affermano di dover festeggiare l'essere in vita e lo stare insieme. E poi, se uno non stesse bene, non preparereste albero e presepe per fargli piacere? Ecco, io non sto bene ma di questi gingilli faccio anche a meno. Dovrei sapere che tra poco è il 25 dicembre leggendo negli occhi altrui solo la contentezza per aver azzeccato il regalo, quando il dono più bello sarebbe la possibilità che fosse sempre Natale e scambiarsi tutto l'affetto possibile. Sentirsi amati, amare a nostra volta, essere ricambiati. Forse sono solo elucubrazioni di chi già ha contato quanti pacchetti deve consegnare ai destinatari o in quali case dovrà recarsi in cui piangere sotto un sorriso ipocrita. E soprattutto sa a memoria quel che proverà nel guardare i fuochi artificiali la notte di Capodanno. Gente, non stupitevi e non indignatevi se in questo periodo la percentuale di suicidi sale...
Per noi Natale è un secondo Halloween, ancor più macabro del precedente.



Cos'è? Cos'è? Ma che colore è? 
Cos'è quel bianco intorno a me? 
Cos'è? Io non l'ho visto mai, starò sognando. In guardia Jack! Ma cos'è? Cos'è? 
Cos'è? Cos'è? Qualcosa qui non va. 
Cos'è? C'è musica in città. 
Cos'è? Le strade sono piene di persone che sorridono felici sono pazzi oppure amici?  
Ma cos'è? Cos'è? 

Bambini nella neve che giocano così,  
nessuno è solo e poi non c'è mai tristezza qui. 
E brilla ogni finestra o non so che cosa sia  
quel piccolo calore mai provato in vita mia. 

Oh no! Cos'è quel vischio appeso lì? Eh sì! Si baciano così? 
E poi le storie intorno al fuoco, le castagne e qualche gioco, come mai? Cos'è? 
Cos'è? Follia quell'alberello che sta lì e io non so più perché.  
Perché lo coprono di luci colorate e poi di stelle ritagliate, di sorrisi e di allegria?  
Io non capisco cosa sia! 
Mi sembra gioia, sembra gioia o forse il sogno è già realtà? Chissà! 

Oddio che c'è? Quaggiù si dorme già. Perché? 
Di mostri non ce n'è, no, no! 
Né streghe, né fantasmi, niente notti di paura,  
i bimbi dormono sicuri nei lettini... Cos'è? 
I mostri non ci sono e gli incubi mai più 
e tutto sembra bello come un cielo sempre blu. 
Io sento il dolce suono di canzoni intorno a me, 
profumo di biscotti, odore di felicità! 

È qui! È qui il posto dove io vorrei restare per magia. 
Vorrei scaldarmi il cuore e ridere e vivere, adesso voglio vivere! 
Io lo voglio! Sì lo voglio! Sì lo voglio e lo farò! 
Io lo saprò! Io lo saprò se questo posto è vero o no! 
Che cos'è?

sabato 8 dicembre 2012

Happy birthday Jim


Buon compleanno Jimbo. Grazie per avermi bucato l'anima facendone uscire farfalle...

venerdì 7 dicembre 2012

Depurarsi

E' necessario morire d'overdosi abitudinarie per cambiarle. La gente smette di fumare quando vita e tumore stan giocando a tris. Ebbene anch'io dopo questa notte non gareggerò più contro lo stomaco con la certezza di avere la meglio. Comprendo finalmente di essere più verso i 30 che i 18, e che il logorio non si misura esclusivamente da un capello bianco strappato via ogni tanto, ma ciò nonostante mi credo ancora immortale. Non ne ero del tutto convinta ieri notte mentre giacevo davanti al pc piegata in due dal dolore e non ho preso nulla per attenuarlo andando direttamente a letto. Dovrei essere un'esperta conoscitrice di farmaci dato il sesso cui appartengo, invece preferisco attendere che passi da sè, sempre. Non per il timore di fare pasticci con nomi o dosaggi, semplicemente non rientra nella mia natura. Sinonimo di trascuratezza? Forse. Mi preoccupo più riguardo come mi comporterei con un bambino che non nei confronti di me stessa, il mio istinto materno è sotto lo zero. Forse incosciamente cerco la via più semplice e indolore per abbandonare questo mondo, realizzando come non sia affatto facile se si lascia dettare le regole alla catatonia. Ma per star male più di quanto già non stia nel tempo che mi resta, ho deciso che è giunta l'ora di depurarmi. Eviterò con cura persino di comprare quel che mi fa gola (non essendoci in casa non vi è pericolo di cercare), snack, cioccolato, patatine, marsh mallow, alcol e via discorrendo. Per quanto riguarda il pane 'purtroppo' non lo si acquista bensì lo prepara mia madre, e dato che mi piace dovrò prestarci attenzione. Magari le dico di applicare un lucchetto alla dispensa. Non ce n'era bisogno quando ero determinata a dimagrire, non ho toccato una briciola di pane per mesi, ma mancandomi ora le forze non so quanto posso resistere. Sono a pezzi. Sto risalendo ma sono a pezzi. In più da circa due anni ho scambiato il giorno per la notte, e se domani mi offrissero un'opportunità di lavoro non ce la farei ad organizzarmi, muovermi e partecipare con naturalezza alle attività. Sono una macchinetta di carne vagante. Resta il fatto che serve una morte per rinascere e ne ho avuto dimostrazione con una cosa allegra come la colica. Se non lo faccio per me almeno per chi mi vuol bene e non ha intenzione di vedere la mia fotografia su una lapide. Da oggi mi sto nutrendo di cibi sani in piccole porzioni. Del dolce ho la nausea solo alla vista. Mi sento vuota, disintossicata, leggera e intendo proseguire con questa andatura.

© Laura Makabresku

Soccombere ti bisogna per vincere.
Chiudere gli occhi per poterti svegliare.
E' nella notte del tuo cuore che devi perderti, se vuoi ritrovare la luce.
(Gesualdo Bufalino)

lunedì 3 dicembre 2012

Innominata bambina


Se non volesse il cielo me ne nascesse una, da sola non saprei che nome imporle. Non è un problema esistenziale, ma così appare nella vita di tutte le donne, chi più chi meno. Una mia zia trascorse l'infanzia riempiendo pagine e pagine di quaderno di nomi per poi chiamare Roberto l'unico figlio. Io non ho mai voluto arrivare a queste estremizzazioni, ma divengo sempre più consapevole che, effettivamente, una mia figlia rimarrebbe innominata.
In pratica fin da quando ho memoria auspico a diventare madre di un maschietto, di Francesco per la precisione. Perchè questo nome? E' come chiedermi la ragione per cui son conosciuti così i colori. E l'universo, per quanto io sia atea e nichilista da far spavento, mi ha dato ascolto. Non c'è sogno dove ho un figlio di cui ho ricordo, che non vi sia Francesco. Non appendo mai fiocchi rosa al portone, ogni volta ho un bel bambino cui impongo sempre il medesimo nome. Non posso che esserne sollevata, eccitata anzi per queste premesse che il desiderio di stringere Francesco tra le braccia venga esaudito. Ma se un giorno arrivasse anche lei? Conosco tanta gente che ha concepito figli su figli pur di avere l'altro sesso, ma non vorrei arrivare nemmeno a ciò. Soprattutto mettermi nei panni degli indesiderati.
Cara Innominata, ti amo ma è meglio se rimani dove sei perchè non hai da soffrirne.

venerdì 30 novembre 2012

L'uomo aspetta, il tempo no

Megadeth - Countdown to extinction (Inlay)
Calendario dell'avvento pronto da circa una settimana, da una decina d'anni a questa parte. Piccole grandi gioie dell'esser bimbi scoperte tardivamente nel pieno dell'adolescenza che la fattrice non vuol metter via. Comincia ad esprimere il desiderio di un nipote ma al contempo non fa nulla per scacciare i demoni della maternità. E così ecco il rinnovo dell'attesa, infilare le dita nelle tasche di pannolenci per estrarne la medesima sorpresa in tutti e ventiquattro i giorni: cioccolata. Non che si possa auspicare ad altro coi tempi che corrono, per carità. Ma perchè caricare di aspettative una data come un'altra, la sua tragica fotocopia? E futuro che in un attimo diviene passato.
Di questo anno che volge al termine posso affermare di aver avuto la percezione effettiva soltanto di due eventi:

1. Concerto di Alcest andato a monte la notte prima, quando avevo il biglietto da tre mesi;
2. Aver conosciuto Andrea di persona.

E constatare che essi son separati da ben otto mesi lascia intendere non solo che la mia vita è piatta come una tavola da surf, ma che non sono stata una buona manager del tempo concessomi. Più che sprecarlo l'ho bensì conservato, ritrovandomi a rimpiangerlo. Non ho più idea nemmeno io di che cosa ho mantenuto la verginità per più avanti, per tempi migliori. Ma francamente, alla vigilia di un giudizio universale tanto temuto quanto fasullo, mi vien solo da ridere. Semplicemente perchè non ho vissuto. Vedo i coetanei del passato con le loro esperienze sulle spalle, i volti grigi e stanchi, chi è diventato madre o padre, e non vi è alcuna invidia a rodermi il fegato. Le mie risa anzi si fanno più fragorose al pensiero che per loro che han vissuto la vita ha un che di ripugnante, è una merda. Io non ho fallito perchè non ho perso nulla, in fin dei conti.

sabato 17 novembre 2012

Noia?


Noia come letargismo
Letargismo implica passività, inerzia, rassegnazione, disperazione. Nel letargismo spesso non si cerca più nulla, perchè non si sa nemmeno più che cosa si vuole o che cosa si deve cercare. Poichè si è persa la fiducia di ricevere ciò che si vorrebbe, è meglio dimenticare ciò che si è desiderato. Da questo atteggiamento scaturisce un comportamento distruttivo, invidioso e aggressivo verso chi è più fortunato, verso chi ha uno scopo. Questo stato d'animo può anche provocare una grave forma di depressione, in cui la vita appare senza senso: non si è più in grado di 'partecipare alla vita', ci si sente esclusi da tutto, si è apatici, insensibili, svogliati. Tutto appare privo di senso, insulso, assurdo. In un simile stato d'animo viene addirittura a mancare l'impulso a mangiare. Mangiare, dopotutto, è un'attiva ricerca di cibo e di assunzione di cibo. Si prende, si mastica, si deglutisce. Nel letargismo predomina più l'immobilità della morte che la vita. E senza vita non c'è movimento, il tempo sembra fermarsi.
Se vivi spesso analoghi stati d'animo, è importante che tu possa parlare con altri dei tuoi problemi. Parlare è una forma di attività, il primo passo per uscire dallo stato di inerzia spirituale e morale. Chiediti se la tua vita non si trova in un vicolo cieco, prova a essere più spontanea, più impulsiva, magari con l'aiuto di un bravo psicoterapeuta. Prendi sul serio la tua condizione: è la tua vita che rischi di sprecare nell'inerzia.

 
Noia come vuoto interiore
«Quando mi sento vuota dentro, è come se a casa non ci fosse nessuno a rispondermi» ha detto una volta una mia paziente. E se questa 'casa vuota' è nel profondo di se stessi, è davvero terribile! Se esiste un vuoto interiore, l'attacco di fame può costituire una strategia di riempimento, di appagamento nel vero senso della parola.
Sforzati di avvertire questo vuoto interiore prima ancora di essere assalita da un attacco di fame. Come si manifesta? Che aspetto ha? È un buco freddo e buio? È possibile affrontarlo in modo diverso? Lo si può anche compensare con la 'pienezza esteriore': frenesia, appuntamenti, confusione, allegria possono cancellarlo. Il bisogno di nuovi stimoli può benissimo essere una fuga da questo vuoto, che torna a farsi sentire quando non si è più totalmente assorbiti. Se si potesse sconfiggerlo una volta per tutte, non occorrerebbe più affrontarlo. Eliminarlo, imparare a volersi bene ed essere consapevoli di cominciare qualcosa è un capitolo fondamentale della nostra vita, una tappa basilare per la crescita individuale. Quanto prima riuscirai a convivere con questo vuoto interiore, a vederlo come uno spazio libero, tanto prima rinuncerai al cibo come riempitivo. Mangiando ti neghi uno spazio libero, una opportunità per maturare. Questo è ciò che conta, non il fatto di ingrassare.


da Donne che mangiano troppo: Quando il cibo serve a compensare i disagi affettivi, di Renate Göckel

martedì 13 novembre 2012

Ode a Messenger


Credo che il crearmi un account Skype sia ormai questione di poco dato che Microsoft non smentisce ciò che pregavo essere una bufala. O peggio ma lo tengo come seconda opzione, rientro su Facebook.
Come regalo di buon augurio per l'anno a venire gli addetti ai lavori han deciso che Messenger deve essere integrato a Skype. Non è chiaro al momento come fare ad usufruire della chat, ma forse per gli irriducibili di Messenger una speranza c'è.
Rare volte mi è capitata una tale amarezza. Con la dipartita di Messenger se ne andrà anche una fetta abbondante del mio cuore. Sì, il mio cuore sta piangendo. Ancora ricordo quando ero la mosca bianca che non sapeva neppure cosa fosse. Tutto ciò che sapevo al riguardo era che serviva ad inviare messaggi più lunghi rispetto ad una normale e-mail (!). E se oggi sono qui a dedicargli qualche pensiero il merito va all'utente di un forum. Incredibile come i viandanti del web appaiano più interessanti di chi ci sta intorno, tanto da convincerti ad installare l'osannato Messenger per poter dialogare con loro. Mi spiegò pazientemente che cosa fosse e così fu che nel 2007 questo programmino è entrato a far parte delle mie giornate. Non fosse stato per Messenger avrei potuto sorvolare su questi ultimi cinque anni, invece è sufficiente un click su una vecchia conversazione per comprendere che in realtà anch'io ero presente in questo mondo. Soltanto ero impegnata a coccolare Messenger.
Ancor prima di avviare la connessione aprivo la finestrella per inserire i dati. Imparai presto che lo stato perenne di Occupato permetteva di non udire alcun suono pregustando musica, e molto più tardi che è meglio evitare di informare in tempo reale gli altri dei propri ascolti (non ascoltate gli Onslaught mentre chattate, non si sa mai). Rispolveravo spesso e con amore il campionario di emoticon, chiedendo ai più fidati di salvarle e rimandarmele dopo eventuali formattazioni.
E' grazie ad esso se mi sono confidata, ho creato un blog, rafforzato il legame con l'unico sopravvissuto dai tempi della scuola, ho avuto in mano una testimonianza più o meno dettagliata del tempo che se ne va. Se ho percepito il suo andare e venire, lo devo a Messenger. Ugual discorso per le mode, il disprezzo del vecchio (Messenger) in favore del nuovo (Facebook), e se volevo parlare con qualcuno dovevo mandargli un sms chiedendogli di accedere. Rimarrà sempre il rimpianto di non aver mai partecipato ad una chat di gruppo o non essere riuscita ad usare la webcam causa internet lento. Quantificare le ore e tutti i sentimenti più contrastanti che vi ho riversato è impossibile, e il timore che Skype sia invece freddo e poco propenso a donarmi di queste emozioni è molto grande. Messenger va in pensione da rockstar in declino ma non per chi a conti fatti vi lascia il proprio cuore. Grazie di tutto fin da ora.

mercoledì 7 novembre 2012

Giorni vuoti


"È sempre l'ultimo anno in cui un giorno trascorrerà in modo osceno. Finché non ti accorgi che lo è l'intera tua esistenza."

Questa frase l'ho appuntata sul mio twitter in occasione di Halloween e proviene dalla mente della sottoscritta.
Che cosa è accaduto questa settimana? Torna alla memoria quel gruppetto di persone giovani e meno dove, su indirizzo della psicologa, mi trovai forse un paio di volte contate. Il tipo che dirigeva, medico nella struttura, si ostinava a farci raccontare un piccolo episodio capitato negli ultimi sette giorni ad ognuno dei componenti del gruppo. La sola a non aprir bocca naturalmente ero io. Allora era possibile vedere lui riprendere il mio mutismo, credendo lo facessi per ritrosia: "Non può non esserti successo niente in tutta la settimana". Certo, il semplice fatto di avere un motivo per alzarsi dal letto al trillare della sveglia, ossia il lavoro, implica che ogni individuo tuttora vivente ne abbia uno e per questo debba confrontarsi con orari, impegni, sguardi superficiali. Mi dispiace non corrispondere alle banali aspettative della società, ma la risposta è no. Non immagazzino nulla di particolarmente significativo da anni. Sono stanca di inventare, non mi diverte. La psicologa si sentì rispondere "Aspetto di morire" al suo voler apparire rassicurante con il solito (perchè non si hanno mai argomenti di discussione): "Come trascorri le tue giornate?"

lunedì 29 ottobre 2012

Puntate su cavalli deludenti

E' in uscita domani il nuovo disco di inediti dei Forgotten Tomb, e nel mio cuore si rinnova una speranza andata in frantumi ormai da diverso tempo: salvarmi la vita con una bella morte musicale. Le prime due perle della band piacentina spesso m'han tirata fuori dal baratro in cui stavo lucidamente annegando, senza alcuna intenzione di chiedere aiuto se non a chi poteva capirmi. E' da quando è iniziato il mio calvario nella depressione che, non appena le energie mi abbandonano, mi lascio trascinare nell'oblio da queste potenze distruttive, per poi crollare nel letto a bagnare il cuscino. I Forgotten Tomb, in special modo con una bomba psicologicamente disarmante come Disheartenment, mi hanno infuso il coraggio di cui ero priva atto alla sopravvivenza. Non rinnego ora ogni angosciante meraviglia depressive che finora han valicato i confini delle mie trombe di Eustachio, ma questi signori mi sento di piazzarli sulla cima della scalinata. Capitanati da un individuo che descrisse se stesso come "completamente depresso, paranoico e fissato col suicidio", autolesionista e per giunta vedovo, dopo un iniziale demo di puro normalissimo black metal, diedero alle stampe dolore autentico scisso in due volumi disgiunti. Come poi è inevitabile per tutti la ruota gira nel verso giusto, il sole fa capolino e nella loro proposta si è aperto un varco ad esso. Non più alunni, eccellenti imitatori di Dolorian e Katatonia ma corde ispirate ai Black Sabbath, autori di un depressive rock che conosce episodi qualitativamente superiori altrove come Thränenkind o i compianti Lifelover.
Anni addietro quelle come me rispondevano al nome di fan della prima ora. Se codesto vocabolo è in uso tuttora, nell'era della musica liquida, per quale motivo perseguito a rincorrerli nelle nuove uscite discografiche se non sono più in grado di dispensare magia vitale? La vita è tutto quel che uno possiede, e se pur detestandola si riesce a trovare una boccata d'aria, si viene in debito con chi o cosa ci ha porto la mano sussurrando che non tutto è perduto. I suicidi non desiderano morire ma per vivere non hanno altra scelta. Discordanze.

mercoledì 24 ottobre 2012

Incontro di anime


La felicità non si scrive, si vive. Mai frase fu più azzeccata. Ho potuto comprenderla appieno soltanto questo sabato quando, dopo un anno e mezzo tra chat e youtube, io e lui abbiamo potuto incontrarci. Ancora non riesco a capacitarmi della sensazione di serenità regalatami il solo vederlo, poterlo abbracciare, passeggiare insieme come se non avessimo mai fatto altro nella vita. Probabilmente la felicità non si ricopia su carta per il semplice motivo che non ti rende le parole, va vissuta. Non so a dire il vero se sono felice, quel che so è che posso smettere con gli antidepressivi molto presto ora.
Grazie Andrea, ti voglio bene!

mercoledì 17 ottobre 2012

Prova a leggere (se intendi vivere)

Jean-Jacques Henner - La lettrice, 1883
Non mi riesce più di comprendere quella gente che si dichiara non amante della lettura. Non che io sia un'incallita divoratrice di parole cartacee, anzi. Leggo per l'autentico piacere di confrontarmi con lo scrittore, constatare quanto possano essere veri e naturali i miei pensieri. Escludo il termine 'normale' perchè la normalità è una delle cose più soggettive di questo pianeta, quella su cui il dibattito è aperto dalla notte dei tempi senza venirne mai a capo. Per molti ho gusti difficili, incomprensibili, eppure essi dipanano la matassa e mi confortano. Sull'ultimo comperato mi sono addirittura commossa. Nulla di male, non fosse che non si trattava di un romanzetto rosa ma di Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. Proprio così.
Il disappunto di una madre inorridita dalle scelte poco felici della sua bambina è sempre, ironia della sorte, inversamente proporzionale al fatto che quelle stesse letture trovino poi un posto tra le mie favorite. A mia madre non sono bastate due figlie per ottenerne una a sua immagine e somiglianza all'incirca, io assolutamente in misura non pervenuta. Lei si difende con scusanti come la sindrome di Peter Pan o l'adolescenza a scoppio ritardato, ma non ho mai provato un Io così puro e genuino da quando ho libero accesso a pensieri non contaminati dalla massa. Sono nata quando ho deciso di adottare leggi mie senza farmele imporre. Il perchè non vi siano così tanti evasori della regola resta un mistero cui faccio spallucce. È questo l'orgasmo. Affari loro se il più intenso della vita vogliono assisterlo su un corpo estraneo.
Qualche citazione da Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino su richiesta di Raito Yagami:

1) Cominciò il 1977. Il tempo non riuscivo quasi a seguirlo. Se era estate o inverno, o se si festeggiava Natale o San Silvestro, per me ogni giorno era uguale all'altro. 
2) «Ma chi spinge all'infelicità quanti arrivano al mondo giovani, pieni di voglia di vivere?» 
3) Una volta mi misi a leggerlo durante la lezione perchè pensavo che avrei trovato una risposta a dei problemi che erano emersi nella lezione stessa. L'insegnante se ne accorse, guardò il titolo e subito mi prese il libro. Quando, finita l'ora, lo rivolevo indietro, lui disse: «La signorina, dunque, legge pornografia durante le lezioni! Il libro è sequestrato». Disse proprio così. Il nome Fromm non gli diceva nulla, o gli ricordava gli omonimi preservativi. E il titolo L'arte di amare segnalava naturalmente che era un libro pornografico. E del resto cosa altro può essere l'amore per questi individui frustrati? 
4) Una volta ho chiesto stupidamente perchè tutto quello che facevamo non potevamo farlo anche senza stravolgerci. E quelli mi hanno detto che era proprio una domanda cretina. Come ci si potrebbe altrimenti liberare di tutta la merda che uno vive durante il giorno? 
5) Spesso riflettevo sul perché i giovani erano così miseri. Non riuscivano ad aver gioia di niente. Un motorino a sedici anni, una macchina a diciotto: questo era quasi ovvio. E se questo non c'era allora uno era un essere inferiore. Anche per me, nei miei sogni, era stato naturale pensare che un giorno avrei avuto un appartamento e una macchina. Ma ammazzarsi di lavoro per un appartamento, per un nuovo divano, come aveva fatto mia madre, questo non esisteva. Questi erano stati gli ideali sorpassati dei nostri genitori: vivere per poter tirar su dei soldi. Per me, e credo anche per molti altri, quel paio di cose materiali erano il presupposto minimo per vivere. Poi doveva esserci qualche altra cosa. Esattamente quello che da un significato alla vita. E questo non si vedeva.
Un paio a scuola mia, tra cui mi ci mettevo anch'io, erano ancora alla ricerca di quel qualcosa che da significato alla vita.
Quando a scuola parlammo del nazionalsocialismo ebbi dei sentimenti molto contrastanti. Da una parte mi si rivoltava lo stomaco quando pensavo alle orribili brutalità di cui sono capaci gli uomini. D'altra parte trovavo giusto che prima c'era qualcosa cui gli uomini credevano. Capitò che una volta durante le lezioni dissi: "In un certo senso sarei stata volentieri giovane nel periodo nazista. Allora i giovani avevano un'idea di come stavano le cose e avevano ideali. Credo che per un giovane è meglio avere falsi ideali che non averne nessuno". Questo non è che lo pensassi completamente. Ma un po' sì.
6) Nel nostro gruppo è diverso il tipo di libertà che arriva attraverso la droga. [...] Per quelli del nostro gruppo è proprio il colmo farsi il trip della libertà sotto lo sbrilluccichio delle reclame del Kurfürstendamm. Noi tutti odiamo la città. Siamo nel trip della natura totale.

venerdì 5 ottobre 2012

Buongiorno Inerzia



Per arrivare all'alba non c'è altra via che la notte. (Kahlil Gibran)

Sì, sto male perchè la mia vita è senza scopo, non ho un obiettivo da raggiungere, in poche parole non so che farmene. Lo ammetto finalmente.
Finchè ti trascini verso la scuola ogni santa mattina e fai il conteggio di quanto manchi alla rinascita, hai la presunzione di chiamarti vivo. E quando infine entri nel dorato mondo della disoccupazione, ecco. Arrivi perfino a detestare l'infinito giocare a nascondino del sole, l'alba della medesima giornata, come ieri e come domani. Ti domandi cosa ci trovi la gente comune di questa monotonia ripugnante ed in fondo anche tu potresti sentire di non esserne mai completamente sazio. Anche la morte è un evento naturale e soprattutto monotono. Che cosa cambia uccidersi questa mattina o la settimana prossima? Nulla si aggiunge né la minima mancanza viene notata.
Rimango ancora un po' distesa a fissare il biancore del soffitto, avvolta fino al mento dalle lenzuola, mio riparo dai rigurgiti del mondo. Al resto, me inclusa, penserò domani.
Buongiorno Inerzia.

mercoledì 26 settembre 2012

Descrivere il silenzio

Per lavorare di banalità, potrei dire che tutte le parole contenute in un dizionario non sarebbero sufficienti. Non ci sono aggettivi abbastanza sinceri per descrivere il male oscuro. Ognuno di essi è troppo ottimista. Ventisette mesi di depressione, apatia, lacrime, desideri suicidi e tentativi di autolesionismo. Chi l'avrebbe detto alla mia veneranda età di vivere il proprio amore impossibile, e non potendolo raggiungere sacrificare il po' di dignità vacillante in nome del dolore. Mi ero promessa di non entrare in contatto con alcun tipo di entità virtuale, un'utopia se si trascorre molto tempo in rete. E se non può più pensarci facebook si accolla il compito youtube... e qualche click di troppo.
Ero diventata la bevitrice del sabato sera ma se, salvo rare eccezioni, ne sono uscita è proprio grazie ad una di queste entità, che con il passare dei giorni odora sempre meno di virtuale.
Mi sono poi recata di mia spontanea volontà all'ospedale, nel reparto psichiatrico, nel tentativo di liberarmi da questo male. E preciso, non fosse stato per i sentimenti che nutro verso alcune persone non avrei mai trovato il coraggio di dire basta. Ora sono sotto antidepressivo, che ripaga l'effetto collaterale della sonnolenza in favore di un limite, ossia non portarmi alla disperazione totale. So anche che il merito non è mio e che funge da 'tappo' ma per il momento ho di cui sentirmi soddisfatta.
Ed eccomi alla data d'oggi.

lunedì 24 settembre 2012

#1

E' una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.

Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arruginite
Possono ancora uccidere!
(Emily Dickinson)

Una miscellanea di terrore ed eccitazione mi attraversa, a più di due anni dal mio ultimo scritto. Eppure oggi più che mai avverto il bisogno di ricominciare. Era terapia e così deve essere.
Ben ritrovato, mondo.