mercoledì 7 novembre 2012

Giorni vuoti


"È sempre l'ultimo anno in cui un giorno trascorrerà in modo osceno. Finché non ti accorgi che lo è l'intera tua esistenza."

Questa frase l'ho appuntata sul mio twitter in occasione di Halloween e proviene dalla mente della sottoscritta.
Che cosa è accaduto questa settimana? Torna alla memoria quel gruppetto di persone giovani e meno dove, su indirizzo della psicologa, mi trovai forse un paio di volte contate. Il tipo che dirigeva, medico nella struttura, si ostinava a farci raccontare un piccolo episodio capitato negli ultimi sette giorni ad ognuno dei componenti del gruppo. La sola a non aprir bocca naturalmente ero io. Allora era possibile vedere lui riprendere il mio mutismo, credendo lo facessi per ritrosia: "Non può non esserti successo niente in tutta la settimana". Certo, il semplice fatto di avere un motivo per alzarsi dal letto al trillare della sveglia, ossia il lavoro, implica che ogni individuo tuttora vivente ne abbia uno e per questo debba confrontarsi con orari, impegni, sguardi superficiali. Mi dispiace non corrispondere alle banali aspettative della società, ma la risposta è no. Non immagazzino nulla di particolarmente significativo da anni. Sono stanca di inventare, non mi diverte. La psicologa si sentì rispondere "Aspetto di morire" al suo voler apparire rassicurante con il solito (perchè non si hanno mai argomenti di discussione): "Come trascorri le tue giornate?"

1 commento:

  1. per quanto possa sembrare banale e retorico solo un amore ti fa alzare dal letto all'alba senza proferir bestemmia..
    (poi, dopo, però, si bestemmierà comunque..)

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