sabato 17 novembre 2012

Noia?


Noia come letargismo
Letargismo implica passività, inerzia, rassegnazione, disperazione. Nel letargismo spesso non si cerca più nulla, perchè non si sa nemmeno più che cosa si vuole o che cosa si deve cercare. Poichè si è persa la fiducia di ricevere ciò che si vorrebbe, è meglio dimenticare ciò che si è desiderato. Da questo atteggiamento scaturisce un comportamento distruttivo, invidioso e aggressivo verso chi è più fortunato, verso chi ha uno scopo. Questo stato d'animo può anche provocare una grave forma di depressione, in cui la vita appare senza senso: non si è più in grado di 'partecipare alla vita', ci si sente esclusi da tutto, si è apatici, insensibili, svogliati. Tutto appare privo di senso, insulso, assurdo. In un simile stato d'animo viene addirittura a mancare l'impulso a mangiare. Mangiare, dopotutto, è un'attiva ricerca di cibo e di assunzione di cibo. Si prende, si mastica, si deglutisce. Nel letargismo predomina più l'immobilità della morte che la vita. E senza vita non c'è movimento, il tempo sembra fermarsi.
Se vivi spesso analoghi stati d'animo, è importante che tu possa parlare con altri dei tuoi problemi. Parlare è una forma di attività, il primo passo per uscire dallo stato di inerzia spirituale e morale. Chiediti se la tua vita non si trova in un vicolo cieco, prova a essere più spontanea, più impulsiva, magari con l'aiuto di un bravo psicoterapeuta. Prendi sul serio la tua condizione: è la tua vita che rischi di sprecare nell'inerzia.

 
Noia come vuoto interiore
«Quando mi sento vuota dentro, è come se a casa non ci fosse nessuno a rispondermi» ha detto una volta una mia paziente. E se questa 'casa vuota' è nel profondo di se stessi, è davvero terribile! Se esiste un vuoto interiore, l'attacco di fame può costituire una strategia di riempimento, di appagamento nel vero senso della parola.
Sforzati di avvertire questo vuoto interiore prima ancora di essere assalita da un attacco di fame. Come si manifesta? Che aspetto ha? È un buco freddo e buio? È possibile affrontarlo in modo diverso? Lo si può anche compensare con la 'pienezza esteriore': frenesia, appuntamenti, confusione, allegria possono cancellarlo. Il bisogno di nuovi stimoli può benissimo essere una fuga da questo vuoto, che torna a farsi sentire quando non si è più totalmente assorbiti. Se si potesse sconfiggerlo una volta per tutte, non occorrerebbe più affrontarlo. Eliminarlo, imparare a volersi bene ed essere consapevoli di cominciare qualcosa è un capitolo fondamentale della nostra vita, una tappa basilare per la crescita individuale. Quanto prima riuscirai a convivere con questo vuoto interiore, a vederlo come uno spazio libero, tanto prima rinuncerai al cibo come riempitivo. Mangiando ti neghi uno spazio libero, una opportunità per maturare. Questo è ciò che conta, non il fatto di ingrassare.


da Donne che mangiano troppo: Quando il cibo serve a compensare i disagi affettivi, di Renate Göckel

3 commenti:

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  2. Guarda è sabato sono le 3 sono senza voce, ho male ai piedi che ho ballato un casino, sono mezzo fuso perchè ho bevuto dello spumante per festeggiare il gruppo del ballo che si conosce da 1 mese, eppure sono qui a commentare XD allora secondo me la depressione siccome l'ho vissuta in prima persona per un anno intero, lo so che è poco, però ho avuto la "fortuna" non troppa eh XD comunque l'ho provata, e il periodo in cui l'ho avuta io è stato proprio un periodo in cui mi sono sentito abbandonato dal mondo, nel senso che nessuno e ripeto NESSUNO ha avuto la forza di mettersi li e ascoltarmi per tutto quello che avevo da dire. Tutto mi andava storto si, certo una classe mi aveva rovinato la salute e da li altre cose una dopo l'altra, insomma ho ceduto. Non ce la facevo... avevo perso ogni speranza. Però non so cosa è stato, un bel giorno ho deciso di cambiare pagina, forse perchè mi ero stufato di stare male? Non lo so, quello che so è che sono stato abbandonato. Un anno. Cioè il mondo mi ha lasciato solo per un anno, ma siamo pazzi? Cioè... Io credo sia una malattia particolare che colpisce la mente, non è una malattia da sottovalutare, perchè una volta che ha colpito la mente, se non sei abbastanza forte sei fatto, se non trovi persone che ti ascoltano lungo la strada non ce la fai... Se ti abbandonano a te stesso non ti rialzi più. Non ha senso... Io quindi dico, si la prima cosa che una persona depressa deve fare è ESSERE ASCOLTATA, questo aiuta, qualunque cosa tu dica, io sono qui... sto bene ora :D

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