venerdì 7 dicembre 2012

Depurarsi

E' necessario morire d'overdosi abitudinarie per cambiarle. La gente smette di fumare quando vita e tumore stan giocando a tris. Ebbene anch'io dopo questa notte non gareggerò più contro lo stomaco con la certezza di avere la meglio. Comprendo finalmente di essere più verso i 30 che i 18, e che il logorio non si misura esclusivamente da un capello bianco strappato via ogni tanto, ma ciò nonostante mi credo ancora immortale. Non ne ero del tutto convinta ieri notte mentre giacevo davanti al pc piegata in due dal dolore e non ho preso nulla per attenuarlo andando direttamente a letto. Dovrei essere un'esperta conoscitrice di farmaci dato il sesso cui appartengo, invece preferisco attendere che passi da sè, sempre. Non per il timore di fare pasticci con nomi o dosaggi, semplicemente non rientra nella mia natura. Sinonimo di trascuratezza? Forse. Mi preoccupo più riguardo come mi comporterei con un bambino che non nei confronti di me stessa, il mio istinto materno è sotto lo zero. Forse incosciamente cerco la via più semplice e indolore per abbandonare questo mondo, realizzando come non sia affatto facile se si lascia dettare le regole alla catatonia. Ma per star male più di quanto già non stia nel tempo che mi resta, ho deciso che è giunta l'ora di depurarmi. Eviterò con cura persino di comprare quel che mi fa gola (non essendoci in casa non vi è pericolo di cercare), snack, cioccolato, patatine, marsh mallow, alcol e via discorrendo. Per quanto riguarda il pane 'purtroppo' non lo si acquista bensì lo prepara mia madre, e dato che mi piace dovrò prestarci attenzione. Magari le dico di applicare un lucchetto alla dispensa. Non ce n'era bisogno quando ero determinata a dimagrire, non ho toccato una briciola di pane per mesi, ma mancandomi ora le forze non so quanto posso resistere. Sono a pezzi. Sto risalendo ma sono a pezzi. In più da circa due anni ho scambiato il giorno per la notte, e se domani mi offrissero un'opportunità di lavoro non ce la farei ad organizzarmi, muovermi e partecipare con naturalezza alle attività. Sono una macchinetta di carne vagante. Resta il fatto che serve una morte per rinascere e ne ho avuto dimostrazione con una cosa allegra come la colica. Se non lo faccio per me almeno per chi mi vuol bene e non ha intenzione di vedere la mia fotografia su una lapide. Da oggi mi sto nutrendo di cibi sani in piccole porzioni. Del dolce ho la nausea solo alla vista. Mi sento vuota, disintossicata, leggera e intendo proseguire con questa andatura.

© Laura Makabresku

Soccombere ti bisogna per vincere.
Chiudere gli occhi per poterti svegliare.
E' nella notte del tuo cuore che devi perderti, se vuoi ritrovare la luce.
(Gesualdo Bufalino)

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