lunedì 3 dicembre 2012

Innominata bambina


Se non volesse il cielo me ne nascesse una, da sola non saprei che nome imporle. Non è un problema esistenziale, ma così appare nella vita di tutte le donne, chi più chi meno. Una mia zia trascorse l'infanzia riempiendo pagine e pagine di quaderno di nomi per poi chiamare Roberto l'unico figlio. Io non ho mai voluto arrivare a queste estremizzazioni, ma divengo sempre più consapevole che, effettivamente, una mia figlia rimarrebbe innominata.
In pratica fin da quando ho memoria auspico a diventare madre di un maschietto, di Francesco per la precisione. Perchè questo nome? E' come chiedermi la ragione per cui son conosciuti così i colori. E l'universo, per quanto io sia atea e nichilista da far spavento, mi ha dato ascolto. Non c'è sogno dove ho un figlio di cui ho ricordo, che non vi sia Francesco. Non appendo mai fiocchi rosa al portone, ogni volta ho un bel bambino cui impongo sempre il medesimo nome. Non posso che esserne sollevata, eccitata anzi per queste premesse che il desiderio di stringere Francesco tra le braccia venga esaudito. Ma se un giorno arrivasse anche lei? Conosco tanta gente che ha concepito figli su figli pur di avere l'altro sesso, ma non vorrei arrivare nemmeno a ciò. Soprattutto mettermi nei panni degli indesiderati.
Cara Innominata, ti amo ma è meglio se rimani dove sei perchè non hai da soffrirne.

1 commento:

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