martedì 31 dicembre 2013

Rosa dell'anno

Sempre convinta di aver in mano tutto il tempo del mondo, mi ritrovo invece l'ultimo dell'anno con mille idee per la testa e il tic tac dell'orologio che non fa sconti ad alcuno.
Lascio dunque i miei auguri sotto forma di poesia, chi mi conosce un po' sa che non sono esattamente un'amante di questa festa e allora potrei apparire melanconica. Non farò il brindisi questo sì, per sopravvivere, ma spero che voi tutti possiate farlo con accanto coloro che più amate, e che sia un'altra buona occasione per festeggiare con il cuore più che per dovere.
Buon 2014 in arrivo a tutti quanti!


Arrivai una volta, 
che un anno finiva,
in un paese di mare,
era sera era freddo
io nessuno conoscevo,
saliva alla stanza
gelida e vasta
suono di danza
e, di più lontano,
l'ansito del mare.
Così m'addormii, né più ricordo
se in sogno piansi.
Una rosa ricordo
che il domani mi comprai,
nella stanza portai
per me sola il giorno
che l'anno incominciava,
bella e bianca fiorita
per me nel mattino del gelo,
e il mare che si lamentava.

Ancora in una sera
che l'anno finisce,
vasta è la stanza
ma c'è fuoco ed è mia,
lungi è il mare,
lungi chi vorrei con me, e tace,
sono sola come quella
che nella sera lontana
sì freddo aveva,
udiva il lamento del mare,
ancor non conosceva
l'amore d'oggi che tace.
Sono sola né piango,
se non forse in cuore,
c'è fuoco nella stanza,
fuori grida salve la città
grida speranza
nella notte dell'anno,
e domani, se non io,
qualcuno una rosa si comprerà.
(Sibilla Aleramo)

domenica 29 dicembre 2013

Tag: Year of Books

Che ne dite di avvicinarci al nuovo anno rispondendo ad un tag fresco fresco? E' vero ci sto prendendo gusto ma son così abituata a fare riepiloghi che mi è sembrata un'idea se non geniale molto bella! Complimenti ad Alessia di Il profumo dei libri per averlo creato.


Per tutti i lettori.
1) Il libro più bello?
Detesto questa domanda. Mi viene più facile elencare i primi tre, tutti e tre meritano davvero di essere letti: Wintergirls, Colpa delle stelle e Il dio femmina stuprato nel bosco.
Di Colpa delle stelle ho rimandato la recensione al prossimo anno, devo ancora riordinare le idee

2) Il libro più brutto?
Se solo fosse vero. Dubito di trovarne uno così lento e noioso per almeno i prossimi dieci anni!!!

3) Il libro più lungo?
Lui è tornato, che conta ben 443 pagine. Ma l'ho letto in ebook quindi non mi sono assolutamente accorta né lamentata della lunghezza

4) Il libro più corto?
Il bassotto e la Regina, 100 pagine se non vado errato e ho il sentore di aver buttato via i soldi

5) Il genere di cui hai letto più libri?
Narrativa contemporanea

6) Il genere di cui hai letto meno?
Giallo, con zero libri letti

7) Il libro che non avresti mai preso in considerazione ma che hai amato?
The day we died, scaricato ispirata dalla sola trama si è rivelato una bella lettura (detto da me che mi avvicino ai thriller molto difficilmente!)

8) Il libro da cui ti aspettavi moltissimo ma che ti ha deluso?
Il seno di Philip Roth. *Attenzione: SPOILER* Pensavo che leggere della realizzazione di un desiderio ancestrale dell'uomo sarebbe stato curioso e accattivante, ma non avrei mai immaginato che il tizio tramutato in seno pensasse soltanto ai suoi pruriti sessuali e a come tentare di soddisfarli!
Primo e ultimo libro di Roth che leggo, poco ma sicuro

9) Il libro che hai comprato d'impulso, senza averlo mai sentito nominare?
I gatti di Nizamuddin. Come resistere quando il gatto è il tuo animale preferito? Una delle prossime letture

10) Un libro super-pubblicizzato ma che hai deciso di non leggere?
Io sono Malala. Che sia 'la più giovane candidata al Nobel' mi interessa poco, ma come dimenticare il primo approccio con questo libro quando invece di Malala ho letto un poco elegante maiala? Io sono maiala ergo io e questo libro ci siamo giocati la possibilità di andare d'accordo

Per i blogger.
1) La recensione più difficile da scrivere?
Senza dubbio quella di Nessuno sa di noi. Il libro è bello ma molto duro, e anche per me che non sono credente scriverne si è rivelato arduo

2) La recensione nata con estrema spontaneità in pochi minuti?
Quella di Epistolario erotico tra due internauti sconosciuti. Storia semplice, breve e con un finale che non mi è proprio piaciuto

3) Il post più famoso e più commentato?
Il più famoso è la recensione dei Racconti di Halloween. Per non dormire questa notte, con 293 visualizzazioni. Il più commentato, tralasciando quello del giveaway del compliblog (14) e dell'iniziativa natalizia (37), è una parità tra Tag: Dieci domande e Siamo amici? Approfittate del National UnFriend Day!, con 11 commenti

4) Il post a cui sei più legato?
Se mi è concesso tornare agli albori del blog, nell'ordine:
-Incontro di anime;
-Prova a leggere (se intendi vivere);
-L'amore ai tempi di Baudelaire.

5) Il mese più attivo?
Il dicembre che sta per concludersi, con 9 post scritti includendoci questo

6) Il mese più "morto"?
Marzo, giugno e agosto, tutti con 4 post scritti. Solo a giugno ho cominciato a fare recensioni, e non avere molti follower attivi ha contribuito perchè mi adagiassi sugli allori

7) Un blog che avete iniziato a seguire per caso e che vi ha sorpreso?
(augurandomi che la blogger in questione non si offenda), mi ero aggiunta al blog di Ilenia Libri di cristallo dopo la sua iscrizione al giveaway per il compliblog. All'inizio pensavo fosse uno dei tanti blog libreschi, invece la voglia di fare e la simpatia della sua creatrice mi han fatto cambiare totalmente idea e non posso che ringraziarla per aver deciso quel giorno di partecipare al mio giveaway ^^

8) Un blog che vi hanno consigliato e che invece vi ha deluso?
Detto sinceramente, nessuno mi ha ancora consigliato alcun blog da seguire

Domanda finale per tutti.
Quali buoni propositi avete per il prossimo anno?

1) Servirmi sempre di aNobii per tenere il conto di quali e quanti libri leggo;
2) Leggere più autori italiani ed orientali;
3) Leggere almeno un libro di ogni genere (su giallo, thriller ed erotico però non offro garanzie);
4) Far conoscere di più il blog, magari riaffacciandomi a facebook (giammai) e arrivare a 200 follower;
5) Organizzare il giveaway per il secondo compliblog;
6) Tenere qualche altra rubrica oltre alla Monthly Recap, anche se sono sempre indecisa su quali;
7) Avere più tempo per leggere e soprattutto commentare i blog che seguo;
8) Trovare tempo ed energie per cominciare le collaborazioni con altri blog (vedi post a quattro mani, interviste ecc).

sabato 28 dicembre 2013

Recensione: La libraia dai capelli rossi di Suzanne Kearns

Titolo: La libraia dai capelli rossi
Autore: Suzanne Kearns
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2004
Genere: Romanzo
Pagine: 190
Prezzo: € 5,90
Joshua McKeon ha più di trent'anni, eppure l'amore, quello vero, non sa cosa sia. Isabelle, l'unica donna ad aver scalfito il suo cuore diffidente e indurito, si è stancata di aspettare e l'ha lasciato senza una riga, né un indirizzo. Le sue risate, i suoi libri e la sua cascata di riccioli rossi ormai sono solo un ricordo. Un giorno, però, un'anonima busta color ciclamino scuote la vita di Joshua: la scrittura e il delicato profumo di lavanda sono quelli di sua madre, Grace, morta suicida quando lui aveva appena sei anni. Ben presto, le lettere diventano due, poi tre, quattro..., ognuna racconta un pezzetto di Grace, ognuna contiene una scheggia del suo passato perduto. Ma i misteri, che affiorano sempre più numerosi, spingono Joshua a indagare.
Recensione: Tratta in inganno dal titolo (libri e capelli rossi, due cose che personalmente adoro), comincio a leggerlo per caso e per una buona settantina di pagine rimango con gli occhi incollati allo schermo dell'ebook. La vicenda narrata non è delle più esaltanti anzi è un pugno in pieno viso per chi cerca originalità ma ha il pregio di farsi leggere. Joshua McKeon è il classico giovane uomo che lascia che la sua amata esca dalla sua vita, ormai preparato alla lezione che l'amore debba inevitabilmente far soffrire. Per trenta anni gli è stato fatto credere che la madre si sia suicidata, abbandonandolo, ed è stato così allevato dai coniugi Mally presso cui la sua genitrice lavorava come cuoca. Entrambi sconvolti dalla perdita del figlio morto in culla, Edith Mally vive da allora in uno spazio vitale dove il piccolo Alan respira ancora, mangia e si fa adulto, mentre il mondo intorno cambia e le offre la possibilità di riavere indietro suo figlio quando Grace McKeon si presenta alla loro porta, visibilmente incinta ed in cerca di un riparo. Dal giorno della nascita di Joshua, Edith si attaccherà morbosamente a quel bambino che spesso chiamerà Alan, e che pur di tenerlo con sé metterà a dura prova i nervi e il coraggio di Grace... fino ad un segreto inconfessato.
La figura della libraia dai capelli rossi è presente nel racconto (il cui titolo originale è un più adatto Leap of faith), ma viene relegata in secondo piano perchè prima Joshua deve conoscere la verità su sua madre, e quando saprà che non lo ha abbandonato ma anzi era la sua gioia più grande, potrà scrollarsi di dosso l'inettitudine con cui è cresciuto e salvare la storia d'amore con la bella Isabelle. Per far sì che il miracolo avvenga gli giungeranno, preannunciate da un intenso profumo di lavanda, lettere scritte dal pugno di Grace indirizzate al bambino che era. La solita storia dell'aldilà che interviene, direte voi. Purtroppo è proprio così, il libro si finisce in un paio d'ore, scorre tranquillo come un fiume ma non lascia alcun insegnamento o altro, salvo la frase fatta dell'amore che 'trionfa su tutto'.
Visione dell'amore decisamente femminile e volta alla speranza. Gli inguaribili romantici apprezzeranno.

giovedì 26 dicembre 2013

Tag: Naughty or nice

Salve a tutti, come state? Io e il blog non dobbiamo riprenderci da grandi abbuffate quindi ci dedichiamo ad un altro tag. E' il momento di ringraziare Giulia del blog Giulia's world :) per questo premio-tag natalizio. Grazie Giulia!


Regole di questo tag:

1.  Nominare/ringraziare il blog che vi ha taggato o sul quale avete visto il tag
2.  Inserire l'immagine che vedete sopra nel post cui dedicherete il tag
3.  Rispondere alle domande
4.  Taggare un minimo di tre blog!
5.   Visitare i blog taggati e avvertirli

Ecco le mie risposte alle 8 domande:

1) Fino a che età hai creduto a Babbo Natale?
Non ricordo, tra gli otto-nove anni suppongo

2) Da piccolo eri un Nice (buono) o un Naughty (cattivo)?
Fin da piccola son sempre stata un diavoletto sotto le mentite spoglie di un angelo. Con il tempo anzi mi sono tranquillizzata, ero capricciosa e non stavo ferma un attimo

3) Sei stato buono durante questo anno 2013?
Tutto sommato si dai

4) Qual è l'azione più cattiva che hai commesso quest'anno?
A parte qualche litigata non penso di aver commesso nulla di deplorevole

5) Con che frequenza racconti bugie?
Non saprei ma mi sono resa conto di dirne di più ai miei genitori, mia madre in primis, che al resto del genere umano

6) Qual è la più memorabile "buona azione" che tu abbia mai fatto?
Creare da cima a fondo un blog per il mio migliore amico nel tentativo di farmi perdonare per averglielo eliminato per sbaglio. Siamo ancora amici ma mi avrà mai davvero perdonato? Chissà!

7) Perdono o vendetta?
Perdonare ma mai dimenticare, per poter nel caso ripagare con la stessa moneta

8) Quale tra questi spiriti sceglieresti per simpatia, virtù e ideali? Fantasma del Natale presente, passato, futuro?
Senza dubbio sceglierei quello del Natale futuro, per curiosità e per poter correggere in tempo eventuali errori che compio oggi

Ho scelto di passare il testimone a:

Libri-per-vivere
Il portale segreto
Nella trama

domenica 22 dicembre 2013

Christmas Book Tag

Rieccomi in abominevole ritardo causato dalla partenza anticipata della connessione per le vacanze di Natale, ma ancora in tempo per compilare il tag ideato da Lexie del blog 100% Booklover.
Non penso di scrivere altri post prima del 25 per cui con questo chiudo augurandovi un sereno Natale! ...e come al solito siete tutti taggati! Che cosa rispondete?

1- I tre libri sul Natale che preferisci.

Non sono un'amante di questo genere di storie, primo posto ovviamente per Canto di Natale che non stanca mai e piace a tutti, e a parte questo dico Gli arancini di Montalbano di Andrea Camilleri e Fuga dal Natale di John Grisham.

2- Un libro che regaleresti a Natale a qualcuno come primo approccio alla lettura.

Sopra il mare sotto la terra di Susan Cooper. Ogni singolo giorno è un'avventura per i più piccoli quindi perchè non provare a fargli amare i libri cominciando con un regalo del genere?

3- Un libro che vorresti leggere nel periodo natalizio.

Ho voglia di un libro cartaceo, sottile e non eccessivamente pesante, penso opterò per uno degli ultimi arrivati: La scuola della carne di Yukio Mishima. Qualcuno lo ha già letto?

4- Un libro che vorresti ricevere a Natale.


Da dove comincio? Deciso, dal primo per 'anzianità' sulla mia lista, vale a dire Elogio della quiete di Matsuo Bashō.

5- Un libro la cui copertina ti ricorda l'inverno.

Al centro dell'inverno di Marya Hornbacher (l'autrice di Sprecata, proprio lei). Una casetta di legno ricoperta di neve, dove all'interno ci si ritrova seduti davanti al caminetto stretti in maglioni di lana a sorseggiare cioccolata calda. Ho urgente bisogno di andare in Norvegia.

6- Il film di Natale che preferisci.


Forse il solo né troppo insulso né troppo palesemente per bambini, vale a dire l'unico che nel periodo natalizio non mi fa maledire l'invenzione del cinematografo è S.O.S. Fantasmi. Solitamente però i miei film di Natale sono d'animazione e quelli che mi riportano alle feste sono L'asinello - Un amico per Natale (è mai uscito in dvd?), Topolino e la magia del Natale, Buon anno con Winnie the Pooh e due piccole perle che non conosce nessuno ma che vale la pena scoprire come Seconda stella a sinistra e Babbo Natale e il tamburo magico.

sabato 14 dicembre 2013

Premio: Conòceme


Ringrazio Rita, Anita, Stefania e Ale, le fanciulle del blog Su Ali d'Inchiostro per avermi pensata, è stato del tutto inaspettato e come ogni regalo inatteso un piacere più grande nel riceverlo. Il mio grazie va naturalmente a tutte e quattro!
Questo premio non ha regole da seguire, deve solo essere assegnato. So che è già stato ricevuto da molti e anche a costo di creare doppioni lo rigiro a:

mercoledì 11 dicembre 2013

Tag: Dieci domande

Buongiorno gente, seppur l'ultimo tag da me compilato non abbia riscosso successo (clicca qui per andare al post) non so resistervi, in particolare se trattano il mondo dei libri. Per cui ecco di seguito dieci domande tratte dal blog Libri di cristallo. Buona lettura, naturalmente siete tutti taggati!

-Ebook o libri cartacei?
Niente da fare, ho centinaia di ebook ed in genere li leggo anche più velocemente, ma alla domanda rispondo cartacei: se ho voglia di rileggere un passaggio non devo preoccuparmi se la batteria è scarica o meno, e poi sono belli da vedere sui ripiani della libreria.

-Prestare o comprare?
Se in una libreria altrui c'è un titolo interessante lo chiedo in prestito ma tendenzialmente sono per il comprare. Come faccio a separarmene se scopro che mi piace alla follia?

-Libreria o acquisti online?
Devo confessare che non ho mai comprato libri online pur essendo registrata su ibs da una vita. Mi riprometto sempre di farlo, i libri costano meno e ve ne sono tantissimi difficili da scovare in giro. Perciò per ora la libreria è il mio regno, se ce n'è una per strada devo obbligatoriamente entrarvi!

-Libri lunghi o brevi?
Entrambi, se la storia mi prende i numeri di pagina non si calcolano.

-Libri romantici o thriller?
Ma anche nessuno dei due, a meno che il romantico non sfoci nell'erotico e il thriller nel giallo. Se però devo scegliere prendo il romantico.

-Dove e come ti piace leggere?
Principalmente la sera, a letto o sul divano, in assoluto silenzio o con un minimo rumore di sottofondo altrimenti non riesco a concentrarmi.

-Compri libri a scatola chiusa o leggi recensioni e ascolti consigli?
Do un'occhiata al web prima di comprare qualsiasi libro per farmi un'idea sul contenuto. Se le recensioni sono tutte positive storco un po' il naso anche se esistono eccezioni felicissime come Colpa delle stelle, ma in linea di massima mi piace ci siano pareri contrastanti e poi vedere quale prevarrà nel giudizio finale.

-Storia singola o trilogie/saghe?
Storia singola. Prequel, sequel e roba varia alla lunga han sempre finito con l'annoiarmi e confondermi le idee.

-Quale libro terresti se dovessi buttar via tutti gli altri?
Ma per quale motivo dovrei buttarli via e tenerne uno soltanto? Comunque credo terrei La mia migliore amica di Anne-Sophie Brasme. Non è certo un capolavoro ma l'ho letto a sedici anni e con il senno di poi sembra quasi la trascrizione della mia vita fino a un certo punto. Nessuno butterebbe via la sua vita, no?

-Un libro che leggi o leggeresti di continuo?
Non rileggo mai i libri ma spesso leggo capitoli interi di Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino pur conoscendo la storia ormai a memoria, è sconvolgente che sia tutto vero!

venerdì 6 dicembre 2013

Recensione: I lettori di libri sono sempre più falsi di Gianni Celati

Titolo: I lettori di libri sono sempre più falsi
Autore: Gianni Celati
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2012
Genere: Racconto breve
Pagine: 52
Prezzo: € 0,99
Un giovane studente di letteratura approda all'università con la speranza di risolvere un quesito che gli preme moltissimo: di cosa parlano i libri? Scontrandosi con l'evidente realtà che i professori non lo sappiano davvero ma parlino solo di quello che hanno capito loro dei libri, abbandona gli studi per approdare assieme alla sua compagna al settore vendite rateali di una casa editrice. Vendere porta a porta gli permetterà di svelare infine il mistero?Tratto da "Quattro novelle sulle apparenze", pubblicato da Feltrinelli.
Recensione: Di cosa parlano i libri, ma soprattutto perchè vengono letti? Cosa ci spinge all'assidua ricerca di parole quando praticamente siamo inglobati in esse, nei discorsi, nelle insegne dei negozi? A dispetto della quarta di copertina (che tra l'altro non esiste, dato che il racconto è stato distribuito solo in formato ebook), I lettori di libri sono sempre più falsi sembra volerci dire proprio questo. Scrittura semplice e spoglia, quasi da tema di scuola, in questa mini opera troviamo una riflessione sul mondo dei lettori a cominciare dal bisogno di far ballare la penna degli scrittori. Le parole con cui intratteniamo amici e parenti nel quotidiano non corrispondono mai in misura perfetta a quelle che serbiamo in seno, le nostre sono conversazioni povere, vuote, di circostanza. L'idea del romanzo dello studente di letteratura, che ironia della sorte non trova un editore disposto a pubblicarlo, è incentrata proprio sulla falsità del lettore di libri. Perchè ricercare altre parole quando forse ce n'è a sufficienza? Forse perchè non sono abbastanza per chi legge.
Lascia qualche buon momento per riflettere e nulla più, nel complesso è carino.
Tutto ciò che si scrive è già polvere nel momento stesso in cui viene scritto, ed è giusto che vada a disperdersi con le altre polveri e ceneri del mondo. Scrivere è un modo di consumare il tempo, rendendogli l'omaggio che gli è dovuto: lui dà e toglie, e quello che dà è solo quello che toglie, così la sua somma è sempre lo zero, l'insostanziale.
Noi chiediamo di poter celebrare questo insostanziale, e il vuoto, l'ombra, l'erba secca, le pietre dei muri che crollano e la polvere che respiriamo.
Se c'è qualche interessato me lo dica e gli invio l'ebook gratis.

martedì 3 dicembre 2013

Iniziativa: Sotto l'albero di Natale

Natale è alle porte e nella blogosfera fioccano giveaway ed iniziative a tema, tra le tante questa che vi propongo a cui ho deciso con piacere di aderire. Si tratta di "Sotto l'albero di Natale", lanciata dal blog Viaggiatrici Immobili.
Riporto le medesime parole usate da Alexiel per spiegarvi in cosa consiste, e più in basso troverete la mia lista dei desideri.


Di cosa si tratta esattamente? 
Partirò con una breve premessa: è da qualche anno che su DeviantArt gira un'iniziativa molto bella, si chiama Elf christmas wishlist e consiste nel creare una lista di 10 desideri che "gli elfi" (ovvero chi aderisce all'iniziativa) si sforza di realizzare. Ognuno di noi nel suo piccolo può rendere felice un'altra persona, a volte basta poco: una parola, un sorriso, un disegno.
Sotto l'albero di Natale nasce sulle orme dell'Elf Christmas Wishlist, ma è un'iniziativa strettamente legata alla lettura e alla scrittura, rivolta ai bookblogger, ai vlogger, agli autori e a chiunque abbia un legame con il mondo dei libri.

Regolamento, ovvero come partecipare. 
Aprite un post nel vostro blog; nel post devono comparire il regolamento, una lista di 10 desideri, la lista dei partecipanti con il link alla loro whislist natalizia.
Cosa potete desiderare? Qualsiasi cosa che sia attinente al nostro piccolo universo letterario: magari desiderate un libro e una di noi lo possiede, molte di noi hanno romanzi che non vogliono più o di cui vogliono sbarazzarsi, ciò che a uno non piace potrebbe portare il sorriso sul volto di qualcun altro; ebook e pdf di libri che cercate da tempo, in fondo sappiamo tutti che ne abbiamo a bizzeffe e loro attendono solo di essere letti; segnalibri, quaderni,anche solo una storia. C'è chi ha la mania di collezionare cartoline per inserirle nei libri, chi preferisce i segnalibri, c'è chi adora scrivere a mano e si riempie di blocchi o di post-it e chi scrive racconti per passione e potrebbe condividerne uno o magari siete un autore e potete regalare una copia del vostro romanzo autografata.
Insomma potete desiderare ciò che volete, dalle cose più semplici, magari anche legate a un fandom ("Vorrei leggere una Fanfiction su Shadowhunters in cui si approfondisce il rapporto tra Alex e Magnus", "Vorrei un disegno di Tris e Four di Divergent"), a quelle che richiedono un minino sforzo ("Vorrei un segnalibro con il mio nome sopra", "Vorrei il romanzo Fangirl di Rainbow Rowell), fino alle più complicate ("Vorrei una nuova libreria IKEA perché la mia è piena", "Vorrei una copia autografata di Allegiant").
L'importante è che si tratti di cose che desiderate e le altre persone partecipanti all'iniziativa cercheranno - nel loro piccolo - di realizzare questi desideri. È chiaro che non potrò pagare una libreria nuova a nessuno, ma magari posso regalare un libro che ho e non leggo. Mi raccomando, ricordatevi di aggiornare la vostra pagina con i vari partecipanti e se aderite all'iniziativa provate a realizzare i desideri degli altri, non è un obbligo, ma non è molto corretto sperare solo di vedere realizzati i propri desideri senza fare nulla per gli altri. Non dovete fare regali che includano spendere dei soldi, non è richiesto, a volta basta un follower in più, un commento, un consiglio per rendere felice qualcuno.
Ripeto, non ci sono obblighi, nessuno vi punterà una pistola alla testa perché realizziate i sogni degli altri, né è garantito che i vostri desideri verranno esauditi, però ricordatevi che è Natale e non c'è niente di più bello che sapere di avere reso qualcuno un po' più felice.

La mia wishlist, ovvero cosa desidero.
1. Desidero la copia cartacea di "Colpa delle stelle" di John Green, "Winnie Puh" di A. A. Milne (questo per intenderci, vorrei leggerlo da quando ero bimba), "La fattoria degli animali" di George Orwell e "Lui è tornato" di Timur Vermes;
2. Ampliare la bibliografia di Charles Baudelaire anche soltanto di un titolo. Li ho presi tutti della collana Oscar Mondadori (quelli con il dorsetto nero), e quelli che mi mancano sono: "Diari intimi", "La fanfarlo", "La capitale delle scimmie" e "Il mio cuore messo a nudo" (i più comuni insomma xD);
3. Scrivere un post a quattro mani su un qualunque argomento e vederlo pubblicato su entrambi i blog;
4. Qualsiasi oggetto, dvd a parte, riguardante Totoro. Si forse c'entra poco con i libri e l'unico uscito in Italia è praticamente introvabile (clicca qui), ma magari qualcuno ce l'ha e non sa cosa farsene. Comunque se volete vedermi al suolo svenuta basta un peluche! *.*
5. Raggiungere i 100 follower sul blog;
6. Un pacco a sorpresa di libri misconosciuti ma che secondo voi vale la pena leggere (a parte gialli, thriller, serie tipo I love shopping ecc. leggo praticamente di tutto, meglio se autoconclusivi);
7. Essere contattata da un autore/ice per leggere e recensire il suo libro;
8. Ritrovarci tutti su aNobii e vedere un po' animato il mio profilo Twitter;
9. Un oggetto che ricordi la Norvegia o la Svezia;
10. Stessa cosa del punto 6 ma in formato ebook.

Partecipanti, ovvero regala un sorriso a:
Il Bianco...Il Nero. Emozioni di una Musa
Clouds Seas, un mare di nuvole
Il Giornale del Libro
Lettere in libertà
Sentieri di neve rossa
Whisper: La voce del tempo
Nella trama
Inside a Book
Da una stella cadente all'altra
Divoratori di libri
Le tazzine di Yoko
Walks with Gio
Books Land
Forgotten Pages
I libri ci salvano
Never Say Book
L'angolo dei libri
La libreria di Clio
Libri-per-vivere
La tana di una booklover
Il Portale Segreto
Fangirland
Frannie Pan. Una lettrice tra le nuvole
Liber Arcanus
Dreaming Wonderland
ilparoliere
Parole Alate
Libri per Passione
The Bookworms
Bookcret
Il giardino d'estate
L'Anima dei libri
Flowerstardust
Il profumo delle pagine stampate

Potete contattarmi con un'email a sentieridineverossa@gmail.com per inviarmi ebook e chiedere il mio indirizzo per gli altri tipi di regali.
Avvisatemi se decidete di partecipare così aggiorno la lista e provo ad esaudire anche i vostri desideri.

domenica 1 dicembre 2013

Monthly Recap #4: Novembre

Monthly Recap è la rubrica che riepiloga gli avvenimenti degli ultimi trenta giorni sul blog.
In questo novembre ho iniziato ed accantonato un libro non appena si è creata l'occasione per leggere Colpa delle stelle in un gruppo di lettura, spero di poterlo riprendere anche se come era prevedibile ieri ne ho cominciato direttamente un terzo. Ho recensito soltanto due libri:



Ho parlato dell'iniziativa made in USA National UnFriend Day, ossia la giornata nazionale dell'eliminazione dei contatti inutili su facebook, e ricevuto il premio Liebster award. Non che mi sia impigrita d'improvviso, semplicemente al primo spot pubblicitario a sfondo natalizio che ho visto si è riaccesa la depressione. E' tutto normale, non sento le feste da circa cinque anni, che volete farci?

La citazione del mese:
I libri si offendono quando vengono dati in prestito, per questo spesso non ritornano.
-Oskar Kokoschka-

Trovata nel periodo di lettura di Se per un anno una lettrice. Chissà cosa ne penserebbe la Sankovitch, personalmente oltre ad avermi regalato un sorriso sono d'accordo con questa massima. Non riesco a separarmi da niente figuriamoci dai libri, che se tornano lo fanno con angoli piegati indelebilmente o con la copertina rovinata. Oramai tutti hanno il collegamento ad internet e se qualcuno vuole un libro da me gli passo l'ebook, a meno che non decida di dargli una copia cartacea in vista di Natale o compleanno.

La canzone del mese:
Cover 1, Originale 0. Gli Happy Days mi han sempre detto poco o niente e ci è voluta questa principessa delle ombre a farmeli apprezzare un po' di più. Anche se il brano originale in questo caso viene assolutamente battuto dalla cover, merito della sublime voce di Anastasia Nevica e di un arrangiamento più dolce e melanconico che fusi insieme han dato vita a un piccolo gioiello depressive. Ecco a voi la cover di Don't Go eseguita dai Bitter Reflections.


Please Don't Go,
Please Don't Go...
I thought you were everything,
I thought you were the one...
But once again I'm still blind,
By the fake mask of life.
Again I fell for its trap,
Again I fell for its lies...
And now you are leaving,
And I'm begging you to stay...
What we had was something special.
What's going on? It's getting hard 
to breathe. I'm torn open,
I'm on my knees, asking you 
to stay and not to leave.
Please Don't go,
Please Don't go...

Il film del mese:
Un altro capolavoro, questa volta del cinema. Chi ha incastrato Roger Rabbit? è stata la prima vhs a fare il suo ingresso in casa mia, e di conseguenza è uno dei film che durante l'infanzia ho visto di più in assoluto. Ma non mi stanca, assolutamente. Questo è il cartone animato con cui si apre il film, Roger non dà il meglio di sé sul lavoro a causa della conturbante moglie Jessica, che si vocifera lo tradisca.
Mi inquietava quando ero piccola, specialmente Baby Herman.


Farò uno sforzo per essere più presente in questo dicembre, vi auguro buon mese!

sabato 23 novembre 2013

Recensione: Se per un anno una lettrice di Nina Sankovitch

Titolo: Se per un anno una lettrice. La vita. Un libro alla volta
Autore: Nina Sankovitch
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2011
Genere: Romanzo, autobiografia
Pagine: 288
Prezzo: € 10,90
Decisi di dare inizio al mio progetto di lettura quotidiana il giorno del mio quarantaseiesimo compleanno. Tutti i libri sarebbero stati quelli che avrei condiviso con Anne-Marie, se avessi potuto. Il mio anno di intensa lettura sarebbe stato il mio progetto personale di fuga dentro la vita."
Per Nina Sankovitch è l'inizio di una folle impresa: concedersi – con quattro figli e un marito in giro per casa, tra liste della spesa, panni da lavare, merende da preparare e cene da cucinare – una pausa forzata dal mondo e dai suoi ritmi concitati. Ma soprattutto dal dolore della perdita, esploso dentro di lei con la violenza di un uragano alla morte di sua sorella Anne-Marie. Un dolore troppo profondo per limitarsi ad aggirarlo nella speranza di lasciarselo alle spalle. Dai libri Nina si aspetta di ricevere consigli e insegnamenti, distrazione ed entusiasmo, serenità e giusto distacco. Nei libri troverà molto di più. Questo è il racconto del viaggio che, iniziato tra pagine di carta, l'ha portata a ripercorrere le storie della sua famiglia e i ricordi di un'intera vita, alla ricerca della chiave capace di far scattare la serratura della felicità.
Recensione: Nina ha trascorso gli ultimi tre anni alla disperata ricerca di una risposta alla prematura scomparsa della sorella Anne-Marie, cui era legatissima. Per tre anni la sua reazione al lutto è stata letteralmente 'vivere per due', correndo da un punto all'altro del suo dolore senza potersi fermare. Quando nel 2008 si accorge che sta per compiere quarantasei anni, la stessa età della sorella, si prefigge a partire dal giorno del proprio compleanno di affidarsi ai libri, tanto cari a lei e alla sua famiglia, per diluire la perdita e averne conforto ed insegnamento. Leggerà un libro al giorno per un anno e recensirà ciascun titolo nel suo sito neonato Read All Day (traducendo, Leggere tutto il giorno). Come fa? Lo spiega lei stessa:

Il nuovo metodo includeva il mio solito curiosare tra gli scaffali scegliendo qualunque libro avesse un bel titolo, ma aggiunsi un nuovo criterio: avrei preso solo libri spessi un paio di centimetri. Il che, considerando un libro dalla copertina di altezza media, in genere corrisponde a un numero di pagine compreso tra le duecentocinquanta e le trecento.
Quindi:
Non avrei letto Guerra e Pace, ma potevo leggere l'ultimo racconto di Tolstoj, La cedola falsa.
Con una media di settanta pagine lette l'ora, Nina calcola quattro ore per terminare un romanzo e due per scrivere una recensione. È convinta di farcela.


Lo scrittore russo è ripreso anche nel titolo originale del volume: Tolstoj and the Purple Chair. My year of Magical Reading. La poltrona viola fa riferimento al morbido oggetto d'arredamento, vecchio e sfondato membro della famiglia su cui sono passati gatti e bambini, in cui Nina sprofonderà nelle pagine per la maggior parte delle sue letture. Porterà infatti il suo nuovo lavoro come lo ha definito affettuosamente anche in vacanza, nella casa che Anne-Marie divideva con il compagno. Proprio sotto l'ombrellone giungerà la risposta ai suoi interrogativi, da L'omicidio di Selb di Bernhard Schlink:
Capisce allora che la sua sanità mentale dipende dal fatto di riuscire ad accettare ciò che non si può cambiare:
«Compresi che era solo una mia scelta interpretare quel finale come ingiusto e insoddisfacente, e soffrirne, oppure decidere che quello, e solo quello, era il finale più adatto».
Anne-Marie se ne era andata tre anni prima per un cancro al dotto biliare portando con sé tutti coloro che la amavano. Non sarebbe più spuntata improvvisamente da un punto imprecisato del giardino ma non avrebbe potuto sfilarsi dai ricordi come un abito, i momenti condivisi con Nina e la sua famiglia sarebbero riapparsi per essere vissuti ogni volta che li si desiderava.
Ciò che facciamo gli uni per gli altri è ciò che resta. Mia sorella è morta ma tutto quello che ha fatto per me è ancora forte. Lei continuerà a modellarmi, a guidarmi e consigliarmi. [...]
Ho imparato, attraverso i libri, a trattenere la memoria di tutti i momenti belli e delle persone che hanno fatto parte della mia esistenza, perché ho avuto bisogno di quei ricordi per andare avanti nei momenti difficili. Ho imparato a consentire il perdono, sia nei confronti di  me stessa che delle persone che mi circondano, tutti impegnati ad andare avanti portando sulle spalle il proprio «pesante fardello». [...]
Non c'è un rimedio al dolore di aver perso una persona cara, e nemmeno deve esserci. Il dolore non è una malattia o un disturbo. È l'unica risposta possibile alla morte di una persona amata, un'affermazione di quanto valore diamo alla vita stessa, per tutte le meraviglie e i brividi e la bellezza e le soddisfazioni che ci dona.
La nostra unica risposta al dolore è vivere. Vivere guardandoci indietro, ricordando coloro che abbiamo perso, ma anche muovendoci in avanti, con un senso di attesa e di eccitazione. E diffondere quei sentimenti di speranza e possibilità attraverso gesti di gentilezza, generosità e compassione.
Se per un anno una lettrice è una vera e propria Bibbia per tutti i tipi di lettori. Per chi ha fatto dei libri cibo per lo spirito come per chi legge di rado. A volte la narrazione dell'esperimento rallenta in favore degli episodi di se stessa da giovane e del passato sofferto dei suoi genitori, ma in tutto ciò saprà intrufolarvi un libro, spiegando come sia sempre riuscita a trovarvi l'aiuto richiesto. Lo stile è semplice e molto simile al parlato (Nina di professione è avvocato non scrittrice) e quindi veloce da immagazzinare e trattenere nel cuore.

I libri sono l'umanità stampata.
(Barbara Tuchman)

In ultimo ma non meno importante, un consiglio ritrovato in queste pagine che ritengo sempre attuale ma valevole cento volte di più in occasione delle feste natalizie. Tra libri da donare ed altri non richiesti si potrebbe finire per rovinare un'amicizia, come è capitato a Nina, ma è possibile invece uscirne arricchiti da entrambe le parti.


Sedici anni fa Mary, una collega di lavoro, mi prestò I ponti di Madison County di Robert James Waller. Lessi il libro in una notte e quando ne parlai con lei feci alcuni commenti dicendo che avevo trovato il libro assurdo e poco realistico.
[...]
Mary mi rispose che non avevo capito proprio niente e smise di venire alla mia scrivania o di coinvolgermi nei pettegolezzi dell'ufficio. Affermando che il suo libro era sciocco, avevo detto che era sciocca anche lei.
Le persone condividono i libri che amano. Vogliono trasmettere ad amici e familiari il benessere che hanno provato quando lo hanno letto e le idee che hanno trovato in quelle pagine.
Condividendo un libro amato, si sta cercando di condividere la stessa eccitazione, il piacere e i brividi della lettura. Per quale altro motivo farlo?
Condividere l'amore per i libri e per un libro in particolare è una bella cosa. Ma è anche un gesto delicato, per entrambe le parti.
Il donatore non sta esattamente mettendo a nudo la propria anima perché l'altro possa darvi un'occhiata ma, quando offre un libro dicendo che è uno dei suoi preferiti, è come se lo stesse facendo.

mercoledì 20 novembre 2013

Liebster award

Buonasera gente! Giusy P. autrice di Divoratori di libri e organizzatrice sul blog stesso del gruppo di lettura tramite cui sto leggendo un libro molto, molto bello che da sola non avevo il coraggio di iniziare, mi ha assegnato il premio Liebster award.


Le regole di questo premio:
Ringraziare la premiatrice.
Era sottinteso ma grazie Giusy! Sei stata carina!

Rispondere alle domande poste dal blogger premiatore.
Animale preferito? Lo sanno anche i sassi, gatto gatto gatto! Anche se non amo particolarmente quelli di colore grigio, non so perchè
Cantante o band che adori? Credo che le due cose coincidano, gli Skid Row (con Sebastian Bach alla voce) e Sebastian Bach da solista. Se non li conoscete andate a colmare la lacuna, S-U-B-I-T-O!
Pizza o patatine fritte? Dico pizza senza farmi paranoie di 'tradire' le patatine fritte, che sanno essere quanto di più unto e non digeribile si può trovare nei fast-food. Per carità mi piacciono, ma tra le due vince la pizza
Hai mai avuto una cotta per un personaggio famoso? Per Sebastian resiste tuttora ♥
Se potessi essere una creatura mitologica, cosa saresti? Un unicorno
Se invece potessi entrare in un libro, quale sarebbe? L'albero di Halloween di Ray Bradbury. A chi non piacerebbe essere uno degli otto ragazzini per fare un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta delle origini di Halloween? Per non parlare della festa in Messico che è strepitosa!
Quale personaggio di un libro ti piacerebbe essere? Mami, la ragazza preveggente di Delfini di Banana Yoshimoto. O Zedka di Veronika decide di morire di Paulo Coelho
Di quale personaggio libresco sei innamorato\a? Nessuno, mi affeziono ma da lì ad innamorarsi ce ne passa
Cosa ami fare? Leggere, scrivere, ascoltare musica
Cosa vorresti cambiare della tua vita? Più o meno l'intero periodo che va dai sette ai vent'anni, ma non è possibile
Ami le serie tv? Se si, parla della tua preferita. Io e la tv abitiamo su due pianeti differenti, ma ammetto che Il commissario Montalbano e My name is Earl riescono a tenermi incollata allo schermo

Dire altre 11 cose su di me.
- Ho i capelli castani, fatti salvi dei fili biondi e rossi sparsi qua e là. 100% naturali
- Quando piango di solito è per rabbia piuttosto che per tristezza
- Sono stata in viaggio la prima volta a soli quaranta giorni
- Tutti i film fantasy ad eccezione del Signore degli anelli hanno su di me poteri soporiferi (sì, anche Harry Potter)
- Fin da quando ero piccola e vidi un film dove c'era uno struzzo di nome Giuditta sogno di comprarmene uno e tenerlo a scorrazzare in giardino. Non fosse che possono vivere fino a ottant'anni!
- La bomboniera del mio battesimo è una streghetta che regge una zucca. Manco a farlo apposta sono sensitiva come mia madre, mia nonna e la mia bisnonna e le altre donne prima di loro suppongo
- Devo essere l'unica donna che non ha un debole per le scarpe, vado avanti a Converse praticamente tutto l'anno e i negozi di scarpe non sono esattamente il mio posto preferito
- E non sono nemmeno una patita di borse, bensì di borsellini
- Sono freddolosa, arrivo ad avere i brividi anche in estate ma amo troppo l'inverno per rinunciarvi
- Non ho mai preso l'aereo, per timore di smarrire il bagaglio, ed ora se la mia famiglia continua a guardare Indagini ad alta quota mi verrà una tale ansia che davvero morirò senza averlo preso
- Non mi piacciono i cannoli

Formulare altre 11 domande per chi viene premiato da me.
1.Di che cosa ami il profumo?
2.La pioggia: ti deprime o ti rilassa?
3.Quali giochi amavi fare da bambino/a?
4.Pennarelli o matite colorate?
5.Hai un libro cui sei molto legato/a per ragioni particolari?
6.Hai un libro che tieni sul comodino, già letto, per poterlo consultare quando ne hai bisogno?
7.Ti piacciono le dediche nei libri? Le scrivi?
8.Un supereroe ti presta un suo potere per un giorno, qual è?
9.Com'è la casa dei tuoi sogni?
10.In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere?
11.Come ti vedi da qui a dieci anni?

Premiare 11 blog con meno di 200 follower.
(mi spiace ma non ci arrivo)

Bookcret
Nella trama
Attraverso i libri e quel che Serena vi trovò
Welcome to the city of bones
Le Jene son tornate
Libri Mes Amours

Avvertire i blogger premiati.
Andiam, andiam...

sabato 16 novembre 2013

Siamo amici? Approfittate del National UnFriend Day!


Hai la bacheca facebook intasata da aggiornamenti di persone di cui fatichi a ricordare il nome? Che l'unico scopo nella vita è taggarti e mandarti notifiche per i giochi? Preso/a dall'euforia hai accettato tutte le richieste di amicizia ma molti dei tuoi "amici" neanche li conosci? Domani 17 novembre hai un'occasione in più per liberartene!
L'opportunità arriva dagli Stati Uniti grazie all'iniziativa del comico Jimmy Kimmel, che durante il suo programma ha proposto la caccia ai contatti inutili su facebook, ribadendo il concetto che l'amicizia è sacra e che l'eccessivo utilizzo di social network può far scemare la vera importanza di questo legame.
L'idea è stata accolta positivamente tanto da istituire la National UnFriend Day, la giornata dedicata all'eliminazione delle amicizie inutili su facebook.
Kimmel lancia l'invito a sbarazzarsi assolutamente di alcuni tipi di utenti particolarmente fastidiosi:
- la "super model", la donna che cerca di essere sexy in ogni momento della giornata (e intendo dimostrarlo postando improbabili foto ammiccanti)
- quello "arrabbiato" che relaziona ogni evento alla politica
- l'artista, il tipo creativo, che crede di avere un talento incompreso postando foto del cibo che consuma
- l'eterno depresso, che pubblica sempre status tristi
- l'amico che "odia tutto e tutti"
- lo spammer, quello che pubblica tutte le notizie che gli vengono in mente, intasando la bacheca e il news feed di ogni utente
- chi si fotografa in bagno

Il National UnFriend Day è applicabile in ogni Paese, Italia compresa come dimostra un articolo del Secolo XIX. Domani quindi passate in rassegna i vostri contatti senza sensi di colpa, ma armatevi di giustificazione: esiste un plug-in apposito che permette di ricevere una notifica ogni volta che un "amico" ti elimina dalla sua lista o ignora la tua richiesta di amicizia.
Se qualcuno si lamenterà, provate ad indirizzarlo alla pagina del National UnFriend Day.

giovedì 7 novembre 2013

Recensione: Salvare Mozart di Raphaël Jerusalmy

Titolo: Salvare Mozart
Autore: Raphaël Jerusalmy
Editore: E/O
Anno di pubblicazione: 2013
Genere: Diario
Pagine: 116
Prezzo: € 14,00
Questa è la storia di un attentato musicale. Estate 1940, l'Austria è già territorio tedesco. E mentre la Storia affila i coltelli, Otto J. Steiner trascorre i suoi giorni in un sanatorio di Salisburgo. Austriaco, ebreo (un po'), completamente solo, ha un unico amore, la musica. La tubercolosi lo divora, la malattia lo umilia, le privazioni lo costringono ai margini del mondo. Un mondo dissonante per il suo orecchio da melomane, una mancanza di gusto imperdonabile per quest'anima libera, testimone privilegiata e involontaria di una certa visione dell'uomo ormai in disfacimento. Tutto sembra perduto quando un evento inatteso porterà Otto a un passo dal cambiare i destini del secolo. E se l'unico da salvare fosse Mozart?
Recensione: Figlio di una violista, Otto J. Steiner era un critico musicale prima che la tubercolosi lo colpisse ed internasse in un sanatorio. Pallido, emaciato e senza muscolatura, non gli rimane che la musica, amica fedele, grandissima passione coltivata fin da bambino.
Venerdì 1 marzo 1940.
Il giorno della settimana che odio di più. Sono di umore nero. Meglio così, mi aguzza il cervello. Non ho più grasso né muscoli. Ma mi restano i nervi. E la musica. Non ho mai capito così a fondo la musica come adesso che non la ascolto più. Che ne sono privo per forza di cose. Ma la musica ha altri mezzi per farsi udire. Non serve il grammofono. E neppure gli spartiti. Il genio musicale è il soffio che attraversa Il flauto magico prima ancora che ne esca suono. L'attesa che prelude all'intesa. Il gesto, la condotta, l'emozione. Altro che le note.
Ricordo centinaia di arie, i testi di tutte le grandi opere in italiano, in tedesco, in francese, i nomi dei maestri e delle dive, gli applausi.
Mi risuonano nella mente. Mi battono sui timpani. Se mi rubano la musica... No, questo mai. Non lo permetterò.
Mercoledì 13 marzo 1940.
Anniversario dell'annessione dell'Austria alla Germania. Concerto di gala a Vienna. Discorso di Plaschke ritrasmesso alla radio. Nella sala comune rimbombava il Deutschland uberalles. Triste giorno. Inni e marce, messe e oratori. Perchè tutto questo accade a suon di musica? Gli strumenti dovrebbero tacere. I tenori, i violinisti. Non essere complici. Per pudore.
La voce narrante di questo diario fittizio è un richiamo al Meursault di Camus, un po' meno bestia di quest'ultimo. Otto riempie i giorni della sua malattia con indifferenza, quasi sotto dettatura, ma la natura umana a volte lo tradisce e gli riga il viso di emozioni.
Giovedì 4 luglio 1940.
Ricevuto un grazioso biglietto dall'affittuaria. Entra nel sesto mese ("di gravidanza") e si rammarica di non potermi venire a trovare. A causa dei microbi.
[...] Mi ha chiesto se avrei accettato di essere il padrino del nascituro. Anche se non potrò andare al battesimo.
Per la prima volta dopo tanto tempo ho pianto.
Non dimenticando che il nostro anti-eroe ha un figlio, cui auspica che il diario finisca nelle sue mani, e per questo gli scrive anche delle lettere. Di come cura la scaletta musicale per la settimana del Festspiele, che ancora oggi si tiene a Salisburgo, pur malato ma intenzionato a "salvare Mozart" come preannunciato dal titolo del romanzo ad ogni costo, scartabellando il ricco archivio musicale impresso nella sua mente.
Salvare Mozart è un'ode alla musica sotto forma di diario, senza pretese se non di essere letto. Otto ricorda di non averne mai tenuto uno, ma si renderà presto conto che perseguire questa scelta gli dà una mano a sopravvivere, come ogni scrittore passato e odierno sa.
Esordio letterario per Raphaël Jerusalmy, laureato che dopo aver fatto carriera nei servizi di intelligence militari israeliani vende ora libri antichi a Tel Aviv. Son persuasa nel credere che la musica sia un altro suo amore, perchè in questo libro traspare da cima a fondo.
Lunedì 20 maggio 1940.
Sono cominciati i lavori. Gli operai canticchiano. Colpi di martello, stridori di sega, raschi di trapano. Operetta per arnesi e voci grosse.
Il capomastro, un tirolese bercione ed efficiente, ha il ruolo di tenore.
Facile lettura, auguro a questo autore di potersi ripetere.

venerdì 1 novembre 2013

Monthly Recap #3: Ottobre

Rieccomi ad aprire il mese con la rubrica Monthly Recap, arrivata al terzo appuntamento, dove in un unico post si fa un breve riepilogo degli ultimi trenta giorni sul blog.
Partiamo dalle recensioni ottobrine, click sui link per leggerle:



P.S. Alla fine per il 31 non ho letto Racconti di Halloween ma un altro a tema, se siete curiosi andate sul mio profilo aNobii, aperto da qualche giorno. Aggiungetemi se ci siete!

Sugli altri post, ho preso coraggio e ho cercato di illustrare perchè spesso appaio chiusa e diffidente attraverso Il mio amore distrutto da un computer, ho annunciato il vincitore del giveaway di compleanno e ricordato che festeggiare Halloween con un gatto nero non porta sciagure.

  La citazione del mese:
 Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce t'insegneranno le cose che nessun maestro ti dirà.
-San Bernardo da Chiaravalle-

Non sono religiosa ma amen.

La canzone del mese:
Questa è la parte della rubrica che preferisco perchè tutti o quasi si aspettano successi da classifica ed io puntualmente smentisco! Il metal è la mia vita, il sottogenere black la pelle che indosso. E poi mi auguro sempre di riuscire a convertire qualcheduno...
Negli ultimi tempi mi sono un po' spostata sul black atmosferico, veniamo quindi agli Alda con la splendida ed evocativa Shadow of the mountain.


Ho cercato di tradurre il testo, ecco qui:

La paura ci avvolge, sparpagliando tutti i nostri ricordi
E siamo diventati la fame insaziabile
Avvolta intorno alle nostre radici

Noi non siamo che polvere
Noi non siamo che acqua
Vagando per questa terra devastata
All'ombra della montagna

Il film del mese:
E' un periodo di magra, niente cinema né videonoleggio che mi manca da matti. Soprattutto pochissima o nulla tv, che invece odio con tutta me stessa. Il film di ottobre arriva mio malgrado da rai movie, una lacuna così evidente non vuoi colmarla? Parlo di L'aereo più pazzo del mondo, che probabilmente perchè prodotto in America ha ottenuto il successo che conosciamo, cosa nota che se ad esempio noi giriamo pellicole simili il resto del mondo ci deride...
Trailer inglese per questo 'capolavoro':


Come sempre grazie dell'ascolto, buon novembre a tutti!

martedì 29 ottobre 2013

Recensione: Le vergini suicide di Jeffrey Eugenides

Titolo: Le vergini suicide
Autore: Jeffrey Eugenides
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1993
Genere: Romanzo
Pagine: 213
Prezzo: € 9,50
Un narratore "collettivo", voce di un gruppo di coetanei maschi, rievoca a vent'anni di distanza la vicenda delle cinque sorelle Lisbon, oggetto proibito della loro adolescenza, avvolte in un'aura di mistero che la tragica fine comune - si sono tutte tolte la vita nel breve spazio di un anno - ha fissato per sempre. Nella memoria di questi antichi, tenacissimi spasimanti, esse divengono il simbolo di una possibilità remota e perduta: l'irruzione di un fremito ignoto nel mondo tranquillo, ordinario, opprimente dell'America suburbana degli anni Settanta.
Recensione: Un'inchiesta, corredata di testimoni e di reperti, fotografie, oggetti appartenuti alle ragazze conservati gelosamente che il tempo sta deteriorando ma che non affievoliscono l'amore, a volte melanconicamente dolce a volte maniacale, che un gruppetto di giovani ha vissuto in poco più di un anno. Il romanzo è strutturato in questo modo, tra ricordi e confessioni inedite.
Devo però ammettere che le pagine iniziali sono un po' dispersive e di non facile comprensione: coloro che parlano sembrano più maniaci pervertiti che ex ragazzi infatuati ma forse è tutto studiato per farci intendere che le sorelle Lisbon hanno occupato una parte fondamentale del loro percorso di crescita, e con tutta probabilità non andranno mai via.
Therese, Mary, Bonnie, Lux e Cecilia, di età compresa tra i 13 e i 17 anni, sono cinque bionde sorelle che a distanza di due decenni perseguono a tormentare i cuori degli allora ragazzi che abitavano nel loro quartiere.
Delle cinque sembra che solo le due più giovani abbiano una personalità definita, le altre appaiono forse rassegnate alla non-vita progettata per loro. Sfuggenti ed inarrivabili, per via del padre professore di matematica nel loro stesso istituto e della madre, religiosa ed iperprotettiva che crede di far il bene delle figlie permettendo loro solo di andare a scuola e in chiesa. Gli anni non la aiuteranno a capire, tanto che rimarrà ben ferma sulle sue idee:
«Le mie figlie non soffrivano certo per mancanza d'amore. La nostra casa era piena d'amore.»
A far vacillare i piani interviene la minore, appena tredicenne che al secondo tentativo riesce ad evadere da questo asfissiante quadretto famigliare. Cecilia viene descritta come la pecora nera di casa Lisbon, un piccolo diavolo interessato di esoterismo che ama indossare un abito da sposa che le sarà tolto solo nella bara. Da questa morte si assiste lentamente al declino dei Lisbon. Le sorelle superstiti sembrano riprendersi a poco a poco ma a casa la situazione è degenerata, le stanze sono caotiche e intrise di sporcizia, nessuno sa se le ragazze mangino a sufficienza vedendole deperire a vista d'occhio. Ciononostante trovano ancora nelle lezioni un minimo di vita sociale che permette loro di non impazzire, e riescono persino a strappare il primo ed unico appuntamento, dove con sorpresa dei loro cavalieri si riveleranno ragazze perfettamente normali:
Chi avrebbe mai potuto supporre che erano così loquaci, che avevano tante opinioni, che ghermivano gli scenari del mondo con tutte quelle dita avide? Tra una nostra occhiata furtiva e l'altra, le ragazze avevano continuato a vivere la loro vita, crescendo e cambiando come non potevamo immaginare, e leggendo ogni singolo libro che occupava il loro scaffale domestico censurato.
[...] A tradire la loro inesperienza in fatto di appuntamenti erano soltanto i capelli: rialzati sul capo mediante dei fermagli, somigliavano a un'imbottitura fuoriuscita o a un intrico di cavi elettrici. La signora Lisbon non aveva mai dato suggerimenti alle figlie su come curare il loro aspetto, e non voleva vedere riviste femminili per casa (un'inchiesta di Cosmopolitan, "Sei una donna pluriorgasmica?" era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso).
Lux non rispetta il coprifuoco e su questa svista sarà firmato l'infausto destino delle sorelle. Vittime di una donna mamma-chioccia, riguardo il padrone di casa si rimane col dubbio se accetti ogni decisione della moglie senza fiatare o se interpreti più semplicemente un perfetto zerbino. Le quattro sorelle vengono ritirate da scuola e tenute prigioniere dentro casa, in una classica campana di vetro.
La casa diviene così ancora più abulica e fatiscente ma fuori da ogni previsione pare a tutti che la tragedia non li abbia toccati, fatti salve il prato non più curato e la posta in eterna attesa di essere ritirata.
Nessuno «riusciva a spiegarsi come mai i Lisbon fossero così tranquilli e silenziosi, perchè non urlavano al cielo la loro angoscia e la loro rabbia». Da americani esemplari trovano addirittura la forza di festeggiare il Natale come svelano le parole di un vicino:
«Il suicidio non ci sembra un atto illogico. Mettere fuori le luminarie di Natale dopo che tua figlia... be', questo sì che è fuori da ogni logica.»
Gli adolescenti ormai adulti che ci narrano la storia delle sorelle saranno i tramiti di un'ultima richiesta di aiuto prima del tragico gesto, i quattro angeli biondi si daranno una morte intesa come gesto di libertà nei confronti di coloro che gli hanno negato l'adolescenza... o per ricongiungersi a Cecilia?
Una lettura inusuale e un po' bizzarra, a tratti impegnativa e con risvolti psicologici, non un capolavoro ma neppure carta straccia e per questo credo che meriti.
Fanno tenerezza i loro racconti di fanciulli, di quando per sentirle più vicine annusano saponette al mercato certi che le ragazze utilizzano gli stessi profumi o comprano il loro rossetto. Ancora in vita, e tutte e cinque insieme, le sorelle Lisbon sono l'emblema dell'adolescenza, triste e meravigliosa come può esserlo l'età più bella, e di una femminilità non del tutto maturata ma che proprio per questo è così seducente e indimenticabile.
E infine capimmo che le ragazze erano proprio donne camuffate, che capivano l'amore e anche la morte, e che il nostro compito consisteva semplicemente nel creare il rumore che sembrava capace di affascinarle.
Da questo romanzo nel 1999 Sofia Coppola, al suo esordio come regista, ne ha tratto un film distribuito nel nostro Paese con il titolo Il giardino delle vergini suicide. Nel complesso fedele ma devo ancora vederlo e spero di poter rimediare presto.

venerdì 25 ottobre 2013

Festeggiate Halloween con il vostro micio nero

Ogni anno nella notte di Halloween vengono sacrificati da gruppi di «satanisti fai da te, esoterici da strapazzo ed altri imbecilli migliaia di gatti neri uccisi in nome di un non ben definito rito della magia nella notte delle streghe». A renderlo noto è il sito dell'Aidaa, associazione italiana difesa animali ed ambiente.

I luoghi dei riti
Come ogni anno anche quest'anno l'associazione italiana difesa animali ed ambiente organizzerà per la notte di Halloween delle ronde che vedranno impegnati centinaia di volontari che pattuglieranno le zone dove avvengono sacrifici nella notte delle streghe, si tratta di cimiteri, ex chiese sconsacrate, boschi ed altri luoghi appartati. Secondo una stima presa dalle segnalazioni delle sparizioni e dei rapimenti di gatti neri, ogni anno sono almeno 35.000 i gatti neri che vengono uccisi, di questi una buona parte per la realizzazione delle pellicce, mentre alcune migliaia vengono sacrificati nella notte di Halloween ed in altre notti del solstizio d'estate e d'autunno (festa questa celebrata anche dalle sette massoniche esoteriche). L'invito a tutti in questi giorni è di controllare i propri gatti neri, senza farsi prendere da isterismi e a denunciare immediatamente le sparizioni anche attraverso il nostro portale: emergenzamici@libero.it.

L'Umbria codice rosso
Secondo Lorenzo Croce, presidente dell'associazione animalista Aidaa le zone italiane più a rischio sono il Piemonte, il varesotto, la zona a cavallo tra Viterbo e Roma, Terni e Perugia «dove lo scorso anno - ha spiegato Croce all'Adnkronos e pubblicato dal Messaggero - abbiamo beccato un gruppo che faceva un rito esoterico dentro una chiesa sconsacrata».

Gatti mangiati
«In Italia si mangiano ancora migliaia di gatti», rende noto ancora l'Aidaa, tramite l'agenzia di stampa AdnKronos che segnala come, l'ultimo dato relativo al 2011 parla di circa 6.000 gatti mangiati in Italia, «e non solo per effetto della crisi»: «Si tratta di un'abitudine legata non alla necessità ma alla tradizione culturale di alcune zone d'Italia del centro nord, soprattutto nell'est della Lombardia, in Emilia Romagna e nell'ovest del Veneto».

Fonti:
http://aidaa-animaliambiente.blogspot.it/2013/10/gatti-neri-una-strage-annunciata.html
http://www.umbria24.it/gatti-neri-sacrificati-nei-riti-della-magia-la-notte-di-halloween-tra-perugia-e-terni/223135.html

Come ogni anno, la mia resterà in casa al calduccio ed al riparo dall'ignoranza. E voi farete questo regalo al vostro amico? Spargete la voce, preveniamo queste inutili tragedie!

lunedì 21 ottobre 2013

Racconti di Halloween. Per non dormire questa notte

La notte di Halloween si avvicina inesorabile, e mentre cercavo un titolo che mi tenesse compagnia ecco che mi torna alla mente di averlo già. Non mi andavano le solite storie di fantasmi trite e ritrite, o romanzetti per ragazzi che tanto vanno di moda anche tra gli adulti. Che sanno essere belli, ma gli manca il segreto che tiene in vita una giornata come questa, ossia la paura. Il cinema moderno (dagli anni '80 in avanti) ci ha abituati a racconti truci e sanguinolenti per impressionare il pubblico eliminando l'ingrediente che porta a credere. I cosiddetti film dell'orrore sono talmente fantasiosi che pensare che certi episodi possano poi verificarsi nella realtà diventa pura utopia. Ammettendo che spesso la realtà supera l'immaginazione...
L'amore per questa festività pagana mi ha spinta ad acquistare questo libro lo scorso anno. Non un libraccio da edicola ma una raccolta di racconti scritti dagli autori più noti e maestri del genere, dal XVIII secolo ai giorni nostri, spartiti sotto quattro titoli inquietanti: il male, presenze, assenze, finale?.
Ma per cominciare finalmente a tremare, dalla paura o dall'orrore a seconda, occorre la giusta atmosfera. Come ben dice Marcello Fois nell'introduzione, meritevole di lettura anch'essa: "Leggere Poe di giorno o di notte cambia, e cambia anche leggerlo in un pomeriggio uggioso piuttosto che in riva al mare mentre ci si arrostisce sotto alla canicola". Se poi siete anche spiritualmente preparati, Halloween è in tavola!
Buona lettura!


Titolo: Racconti di Halloween. Per non dormire questa notte
Autore: Autori Vari
Editore: Einaudi
Anno di pubblicazione: 2006
Genere: Raccolta di racconti
Pagine: 371
Prezzo: € 14,80
Mostri, streghe, fantasmi, vampiri: nella notte di Halloween, quando il Male esce per strada, l'unica salvezza è chiudersi in casa e restare svegli e all'erta, raccontandosi storie di orrori che si spera di non dover mai affrontare. Perché se sono solo storie, come mai ci inquietano a tal punto? Se sono pura invenzione, perché ci suonano profondamente vere?
Da Poe a Bradbury, da Lovecraft a Matheson, passando per Benni, Cortázar, Buzzati e Moody, una raccolta dei racconti più spaventosi mai scritti, in cui l'unica costante è quel brivido, magnifico e insopportabile, che colpisce all'ultima riga, all'ultima parola.