giovedì 30 maggio 2013

Le Porte in cielo - Addio a Ray Manzarek


Mi domando se essere ancora su Facebook migliorerebbe la situazione, ma ho forti dubbi a riguardo.
Notizia del 21 ma scoperto solo ieri sera che Ray Manzarek, tastierista e co-fondatore dei Doors insieme a Jim Morrison, ci ha lasciati in un ospedale tedesco, vinto da un cancro al dotto biliare.
Già consegnato alla storia il loro incontro sulla spiaggia di Venice, in California, compagni di corso alla scuola di cinema. Ray militava in un complessino messo in piedi con i fratelli, e dopo un 45 giri che stava andando maluccio fu contento di incontrare Jim, in special modo quando lui gli recitò i primi versi di Moonlight Drive e Ray vide letteralmente le $ dei dollari.
Fu lui dopo la scomparsa di Jim a tentare di tener vivi i Doors indossando anche le vesti di cantante per un altro paio di album che i fan giustamente non includono nella discografia ufficiale, mantenendo accesa la fiamma della nostalgia nei quarant'anni successivi.
Pur avendo occhi solo per Jim, ricordare l'altro pilastro delle Porte era il minimo che potessi fare e mi stupisco che dei blog musicali che seguo non l'abbia citato nessuno.
Addio Ray e salutaci Jimmy!

martedì 28 maggio 2013

Cioè, un'enciclopedia

Uno dei miei Cioè, anno 2002
I miti come è noto possono cadere, ma da ciò a darsi la zappata sui piedi da sé direi che c'è un filo, sottile, ma c'è. Tra il rovinarsi con le proprie mani a rimanere in attesa che l'oblio passi un giorno davanti la finestra. E la palma per il piano A questa settimana la conquista Cioè.
Cioè. Il primo contatto con questo giornaletto fu a causa materna, ove un giorno di fine 1998 fece ritorno al nido con una copia del suddetto. A differenza di altri episodi stavolta la sottoscritta era al corrente di cosa si trattava, ma per un motivo o per un altro non le era mai venuta fantasia di leggerlo. E fu a cominciare da quel numero che si aprì un universo di gadget semi-inutili che ancora conservo ma che avevano il loro senso: anellini, bracciali, ciondoli, borse, magliettine rigorosamente taglia XS, agendine, borsellini, portacellulare per non parlare dei cosmetici e delle trousse dalle forme più originali e accattivanti.
Cominciando a sfogliarlo si faceva ingresso nella nostra mente e nei nostri timori, e man mano che si acquistavano altri numeri le risposte divenivano più complete, ci veniva insegnato come avere labbra perfette non soltanto truccandole o come presentarci ad una festa, consigli per i regali al nostro lui o come racimolare qualche soldo in vista del Natale o delle vacanze estive in maniera intelligente. Vi erano persino momenti più seri e di attualità, ricordo a questo proposito un servizio sulla droga in auge allora, l'ecstasy. In ogni numero si parlava molto di sesso, immancabile nei discorsi di gente impegnata nella lenta trasformazione da bambino ad adulto. Le domande delle lettrici erano spesso inverosimili e non sono mancate istantanee comiche come È vero che nel pene c'è un osso? Una mia amica mi ha detto che basta fare l'amore di giorno, perchè ai ragazzi lo sperma esce solo di notte, è vero? Io e una mia amica ci siamo sempre chieste: le donne primitive avevano il ciclo? E come facevano senza assorbenti?
Diciamo però che chi vi lavorava dietro era attento anche al problema più stupido, e quando non erano i giornalisti rispondevano esperti del settore. Anche l'oroscopo rendeva il giornalino più credibile e 'adulto' con le previsioni di Paolo Fox.
Facendo un salto di soli dieci anni in avanti Cioè è cresciuto, lasciando il posto al gossip. Pagine su pagine di questa o quella meteora, test più che dimezzati e non più rivolti a tentare di indovinare un altro lato del carattere, ma sulla falsa riga di Dimmi che maglietta sembra uscita dal tuo armadio e ti dirò chi sei. Inutili è dire poco. Mentre sul sesso, che prima copriva buona parte della testata e tante volte ha salvato centinaia di ragazzine, non viene spesa una sola parola. Domande hot, campagne a favore del profilattico, numeri salvavita, cosa dice la legge riguardo l'aborto, eliminati. Come l'aids, di cui nessuno parla più e ciononostante continua a mietere vittime. Mi sforzo di dare la colpa a internet, dove finite le elementari o peggio prima ancora ci incollano per non dover rispondere a quesiti scomodi. L'età delle sigarette e della prima volta si è drasticamente abbassata. E' questo ciò che vogliono dai nostri bambini, perchè questo sono, che se la cavino da soli? Che mentre reperiscono informazioni hanno tutto il tempo di farsi una scorpacciata di video pornografici?
Io povera vecchia fedele a Cioè, ne consigliavo la lettura a mia sorella per trovare risposte alle sue domande sul sesso, invece non ce n'è una pagina. Può ringraziare che li ho tenuti, chiusi in una scatola, dimodochè possa attingere quando ne ha bisogno. Una mia compagna li bruciava invece. Mentre per gli altri ragazzi di oggi non posso che pregare che non prendano 16 anni e incinta a mo' di contraccettivo, quando magari ne stanno già vivendo sulla pelle le conseguenze!


Riposa in pace Cioè.

venerdì 24 maggio 2013

Tendi la mano...

Tendi la mano e te la empiono di pillole, fortunatamente nel dramma non sono stata considerata un caso disperato cui prescrivere psicofarmaci, un antidepressivo per me era sufficiente. Non fosse che ho cominciato ad avvertire qualche effetto 'positivo' dopo quindici giorni, che per quanto soffrivo pareva un'eternità, dopo aver trascorso notti a svegliarmi ogni due ore esatte, persino il sonno contenitore ermetico del mio malessere mi era stato negato. A giugno è un anno che sono in cura e quella melanconia nefasta che vestiva le mie giornate mi manca. Avevo l'impressione di provare emozioni, mentre oggi non provo nulla; se prima giungevo al pianto almeno una volta al giorno, ora devo fare un bello sforzo perchè fuoriesca qualche lacrima meticolosamente contata. E visto che a quanto pare i farmaci incidono soprattutto sulla vita sessuale posso confermarlo, anche quel piacere solitario che ogni tanto mi concedevo è volato via. E' come se fossi imprigionata in una bolla di sapone, dove la percezione del mondo, con i suoi rumori e colori, è attutita.
Lo scotto per tornare alla vita, neppure equiparato, è il seguente:

confezione da 50 mg: € 6,00
confezione da 100 mg: € 13,28

Meno male che ammettere di avere un problema e chiedere aiuto era il primo passo verso la guarigione. Pillole e nient'altro. Forse per questo motivo sono diventata una muraglia impenetrabile e se così è la mia vita futura rivorrei indietro la precedente. Senza nulla togliere allo sfogo personale di assumere 75 mg invece di 100 come indicava l'ultima ricetta medica. Con la psichiatra all'oscuro di tutto. Mi sono rivolta a te per guarire, uscirne, dammene la possibilità.

sabato 18 maggio 2013

Nuovo abito per Sentieri di neve rossa


Sentieri di neve rossa si rifà il look affidandosi al sito Graphics Phoenix, in cui neanche a farlo apposta ha trovato lo sfondo che meglio gli si adattava. Certo ha bisogno ancora di qualche piccola rifinitura, ma con la dovuta calma vi apporrò rimedio, spero in tempi brevi. Già così però, per me che non ho mai installato altro che adesivi e calendarietti vari, ho di cui essere contenta. Il lavoro fatto con le proprie mani è impagabile.
Grazie Elena!
A presto mondo

giovedì 9 maggio 2013

Chi ha paura del tatuatore?

Federica Iammatteo

Ringrazio gli innumerevoli canali di sapere offerti da internet, dato che non ero venuta a conoscenza degli esiti della vicenda che ha investito il mondo del tatuaggio dopo che il 20 aprile scorso una 23enne è deceduta a neanche 48 ore da un'ultima incisione. La notizia mi aveva sufficientemente spaventata dal convincermi a rimanere fuori della porta di questi studi e mantenere così com'è un desiderio vecchio quasi quanto me. Son felice delle risposte direi esaustive che ho trovato.
Dai risultati dell'autopsia è emerso che la sua morte prematura non è da attribuire al tatuaggio bensì ad una sepsi meningococcica. Ecco cosa è trapelato dal web:

Sepsi meningococcica
«Come la storia clinica ed il drammatico esito ci avevano suggerito, ad uccidere Federica sembra proprio sia stata una sepsi meningococcia», ha spiegato Massimo Galli, professore di malattie infettive all'Università degli Studi di Milano e direttore della terza divisione di malattie infettive all'ospedale Luigi Sacco, al Corriere della Sera.
«Un evento molto raro in cui un'infezione da Neisseria meningitidis, il meningococco appunto, invade l'organismo e causa uno choc, in molti casi irreversibile, prima ancora di manifestarsi come meningite. Di fatto nessuna infezione batterica è in grado di avere un decorso altrettanto fulminante in una persona giovane e sana.»
«Se si fosse trattato di allergia all'inchiostro, come è stato ipotizzato, lo choc anafilattico si sarebbe manifestato subito - spiega l'infettivologo - e invece in questo caso la reazione è arrivata dopo diverse ore. Il tatuaggio è sempre una porta d'ingresso, ma la sua invasività è molto minore rispetto per esempio a un intervento chirurgico. Che le infezioni chirurgiche esistano lo sappiamo e spesso non derivano da negligenza ma da casi sfortunati. Potrebbe trattarsi di un caso simile, ma la letteratura medica non descrive situazioni di questo genere successive a un tatuaggio: se così fosse, sarebbe un caso di assoluta novità ed eccezionalità.»

Un batterio trasmissibile
Il meningococco infatti è un batterio comune, 'albergato' nella gola di circa il 10% della popolazione e 'trasportato' da una persona all'altra, con una elevata probabilità per ciascuno di noi di esserne portatore una o più volte nel corso della vita. Il 'trasporto' del meningococco è un fenomeno dipendente dall'età, con tassi rapidamente crescenti a partire dall'adolescenza e picco nei giovani adulti. Si ritiene che persone geneticamente predisposte, con il concorso di fattori favorenti ambientali (comunità chiuse, sovraffollamento) e climatici (da noi le meningiti meningococciche sono più frequenti in inverno e in primavera) possano sviluppare un'infezione meningococcica invasiva, che causa di regola una meningite e molto più raramente una sepsi fulminante.
Rispetto al gran numero di portatori, un'infezione invasiva da meningococco è comunque un evento eccezionale. In Italia l'incidenza delle meningiti è minore rispetto al resto d'Europa: circa 200-300 casi all'anno, pari a 3-5 casi per milione di abitanti. La letalità delle infezioni meningococciche invasive in Italia è del 14% circa, come negli altri Paesi occidentali e comunque molto inferiore a quella registrata nei Paesi poveri, dove i morti si sono contati a migliaia. La letalità è condizionata dalla tempestività della terapia, anche se in alcuni casi l'andamento dell'infezione nel caso di sepsi non lascia il tempo per interventi efficaci. Come nel caso di Federica.

Il parere del tatuatore
«Nel mondo non c'è notizia finora di persone morte per colpa di un tatuaggio». Claudio Pittan, storico tatuatore milanese, commenta così il rischio che si diffonda nell'opinione pubblica la paura dei tattoo dopo il caso di Federica Iammatteo.
Il titolare dell'atelier Pittan spiega che «nel mondo occidentale non ci sono pericoli per la vita. Esistono casi di scarsa cura della fase post-tatuaggio, che possono portare a contrarre virus rischiosi. Ma avviene solo nel terzo mondo o in situazioni igieniche non idonee, come in carcere».
Secondo Pittan, tra i più noti tatuatori di Milano, non si può morire per un tatuaggio perché «le quantità di inchiostro che vengono a contatto col corpo sono molto ridotte. Chi è allergico a qualche pigmento sa quasi sempre di esserlo, perché sono sostanze alle quali siamo esposti ogni giorno, un po' come con il nichel nelle monete».
Federica aveva già diversi tatuaggi ed era sempre stata bene. Ma esiste il sospetto che la ragazza fosse diventata improvvisamente allergica all'inchiostro. Secondo alcuni studi clinici, continuare a fare tatuaggi può sensibilizzare alle sostanze utilizzate e quindi provocare forti reazioni allergiche. Normalmente, racconta Pittan, quando ci si tatua «il massimo a cui si può andare incontro è una leggera febbre dovuta allo stress fisico, con un po' di spossatezza o irritazione. Nei casi limite potrebbe verificarsi anche un calo di pressione», ma nulla di più.

Fonti:
http://www.lettera43.it/cronaca/morta-dopo-il-tatuaggio-uccisa-da-un-batterio_4367593768.htm
http://www.lasestina.unimi.it/lasestina/posts/tatuaggi-quali-rischi-pittan-non-hanno-mai-ucciso-nessuno/

lunedì 6 maggio 2013

Maledetto cibo

Non ho memoria di dove ne lessi, riporto con parole mie:

Il bambino che quando piange vedrà soddisfatta la sua richiesta con il ciuccio intinto di zucchero o di miele, oltre a sviluppare una probabile carie da biberon (si chiama proprio così), imparerà a rispondere ai suoi bisogni con il cibo. Il pianto per fame, sete o semplice richiesta del contatto materno, troveranno così conforto e non appena ci sarà un problema l'adulto avrà capito di dover mangiare per rilassarsi.

Premesso che ancora non ho avuto modo di leggere Donne che mangiano troppo, e nemmeno che io sappia mi son mai ritrovata il ciuccio addolcito, ma sono ormai convinta che l'origine di un disturbo alimentare o il solo fatto che taluni traggano piacere nel mangiare sia da imputare alla madre. Non è insomma un comportamento che si apprende per imitazione a scuola ma avviene in casa, dove è bene finire tutto quello che si ha nel piatto e via discorrendo...

Molte persone utilizzano alcool, droghe, sesso, cibo, lavoro, televisione, o perfino il fare acquisti come anestetici in un tentativo inconsapevole di eliminare il loro disagio di fondo.
Quando ciò avviene, un'attività che potrebbe essere molto piacevole se svolta con moderazione si permea di una situazione di compulsione o di dipendenza e tutto ciò che se ne trae è un sollievo dei sintomi di brevissima durata.
(Eckhart Tolle)