giovedì 13 giugno 2013

Recensione: Wintergirls di Laurie Halse Anderson

Titolo: Wintergirls
Autore: Laurie Halse Anderson
Editore: Giunti
Anno di pubblicazione: 2009
Genere: Romanzo
Pagine: 352
Prezzo: € 9,90
Lia e Cassie sono amiche dall'infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un'assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da ''punirsi'' per aver mangiato. Si ingozza d'acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda.
Recensione: Uno dei tanti, troppi regali di Natale che sembrava aver vissuto solo il tempo dello scarto: l'ebook. Finalmente con Wintergirls ho avuto modo di apprezzarlo, pur privatami del piacere di sfogliare la carta ma opzione necessaria per via della scomodità di questo libro. Perchè Wintergirls parla. Lo fa tramite Lia, che ci conduce per mano nel vortice di ossessione fatto di numeri e calorie centellinate, dove il pensiero positivo viene accuratamente cancellato in risposta agli ordini della malattia.
Cassie l'ha chiamata invano trentatrè volte, prima di morire nella stanza di un motel. Lia esce così vincitrice di una scommessa fatta da bambine, generata da Cassie e portata avanti da entrambe, amiche inseparabili fino al tragico epilogo della prima. Lei ora è la ragazza più magra della scuola, in combutta con le persone cui vuol bene e il desiderio sempre vigile di esser bella, divenire invisibile.


Narrato in prima persona, come una sorta di diario, per immergere ancora più il lettore nella follia e nelle paure della protagonista. Di anoressia si muore, non lo si diventa dal giorno alla notte per somigliare alle modelle delle riviste e soprattutto è un corridoio senza via d'uscita. Il cervello malnutrito mostra alle ragazze (e al giorno d'oggi anche tanti ragazzi) un corpo sempre grasso, sempre sbagliato e inadatto alla società, anche quando le costole possono essere contate una per una e la spina dorsale risalta eccessivamente.
Le visite dello spettro di Cassie, che la tormenta sull'approssimarsi della sua ora non facendole mancare il messaggio di arrivare presto, sono probabilmente tra gli episodi che più vogliono scavare nel nostro animo, e ci riescono. La madre di Lia è un'affermata cardiologa, una scelta forse un po' sopra le righe ma che si rivela preziosa per quanto riguarda le informazioni mediche contenute in Wintergirls. Nota dolente la conclusione della storia. A differenza del resto del libro, scritto in maniera raffinata e con molte figure evocative, sembra che il lieto fine sia stato buttato lì da un'autrice impaziente di terminarlo. In poche parole: Lia ha visto la morte in faccia e d'ora in poi la sua filosofia sarà il cibo è vita. Un po' didascalico e non molto corrispondente a verità, le fortunate che ne escono impiegano diverso tempo per accettare di introdurre quantità normali di cibo nel loro corpo e almeno inizialmente non ne parlano con fare entusiastico. Unica pecca di un libro non per tutti ma che merita la lettura se non altro per ampliare le vedute su un argomento ancora chiuso dentro i mass media, per comprendere e liberarsi dei luoghi comuni. Direi perfetto se siete a dieta perchè ha il potere di chiudere lo stomaco e non far toccare cibo e interrogarsi su quale contenga meno calorie. Coinvolgente, prestarvi attenzione.


La bilancia fa capolino dal pavimento, quella buona, quella che non mente. Mi spoglio, salgo sopra, per pesare le mie colpe e misurare i miei peccati.40 chili.
Potrei dire di essere contenta, ma sarebbe una bugia. Il numero non importa. Se arrivassi a 30, vorrei pesare 29. Se pesassi 5, vorrei pesarne 3. L'unico numero che mi basterebbe è 0. Zero chili, zero vita, taglia zero, zero peso, zero e basta. Zero a tennis è love, amore. Finalmente ho capito perchè.

2 commenti:

  1. Cavolo, è un libro davvero significativo!
    Peccato per il finale un po' troppo affrettato D:
    Beh lo leggerò presto!
    Bella recensione! :3

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  2. Eccomi qua ^^ mi fa piacere leggere la tua prima recensione :3 questo libro mi sta entrando nel cuore ancor prima di leggerli ;) grazie mille per queste bellissime parole, Lumi ^^

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