giovedì 7 novembre 2013

Recensione: Salvare Mozart di Raphaël Jerusalmy

Titolo: Salvare Mozart
Autore: Raphaël Jerusalmy
Editore: E/O
Anno di pubblicazione: 2013
Genere: Diario
Pagine: 116
Prezzo: € 14,00
Questa è la storia di un attentato musicale. Estate 1940, l'Austria è già territorio tedesco. E mentre la Storia affila i coltelli, Otto J. Steiner trascorre i suoi giorni in un sanatorio di Salisburgo. Austriaco, ebreo (un po'), completamente solo, ha un unico amore, la musica. La tubercolosi lo divora, la malattia lo umilia, le privazioni lo costringono ai margini del mondo. Un mondo dissonante per il suo orecchio da melomane, una mancanza di gusto imperdonabile per quest'anima libera, testimone privilegiata e involontaria di una certa visione dell'uomo ormai in disfacimento. Tutto sembra perduto quando un evento inatteso porterà Otto a un passo dal cambiare i destini del secolo. E se l'unico da salvare fosse Mozart?
Recensione: Figlio di una violista, Otto J. Steiner era un critico musicale prima che la tubercolosi lo colpisse ed internasse in un sanatorio. Pallido, emaciato e senza muscolatura, non gli rimane che la musica, amica fedele, grandissima passione coltivata fin da bambino.
Venerdì 1 marzo 1940.
Il giorno della settimana che odio di più. Sono di umore nero. Meglio così, mi aguzza il cervello. Non ho più grasso né muscoli. Ma mi restano i nervi. E la musica. Non ho mai capito così a fondo la musica come adesso che non la ascolto più. Che ne sono privo per forza di cose. Ma la musica ha altri mezzi per farsi udire. Non serve il grammofono. E neppure gli spartiti. Il genio musicale è il soffio che attraversa Il flauto magico prima ancora che ne esca suono. L'attesa che prelude all'intesa. Il gesto, la condotta, l'emozione. Altro che le note.
Ricordo centinaia di arie, i testi di tutte le grandi opere in italiano, in tedesco, in francese, i nomi dei maestri e delle dive, gli applausi.
Mi risuonano nella mente. Mi battono sui timpani. Se mi rubano la musica... No, questo mai. Non lo permetterò.
Mercoledì 13 marzo 1940.
Anniversario dell'annessione dell'Austria alla Germania. Concerto di gala a Vienna. Discorso di Plaschke ritrasmesso alla radio. Nella sala comune rimbombava il Deutschland uberalles. Triste giorno. Inni e marce, messe e oratori. Perchè tutto questo accade a suon di musica? Gli strumenti dovrebbero tacere. I tenori, i violinisti. Non essere complici. Per pudore.
La voce narrante di questo diario fittizio è un richiamo al Meursault di Camus, un po' meno bestia di quest'ultimo. Otto riempie i giorni della sua malattia con indifferenza, quasi sotto dettatura, ma la natura umana a volte lo tradisce e gli riga il viso di emozioni.
Giovedì 4 luglio 1940.
Ricevuto un grazioso biglietto dall'affittuaria. Entra nel sesto mese ("di gravidanza") e si rammarica di non potermi venire a trovare. A causa dei microbi.
[...] Mi ha chiesto se avrei accettato di essere il padrino del nascituro. Anche se non potrò andare al battesimo.
Per la prima volta dopo tanto tempo ho pianto.
Non dimenticando che il nostro anti-eroe ha un figlio, cui auspica che il diario finisca nelle sue mani, e per questo gli scrive anche delle lettere. Di come cura la scaletta musicale per la settimana del Festspiele, che ancora oggi si tiene a Salisburgo, pur malato ma intenzionato a "salvare Mozart" come preannunciato dal titolo del romanzo ad ogni costo, scartabellando il ricco archivio musicale impresso nella sua mente.
Salvare Mozart è un'ode alla musica sotto forma di diario, senza pretese se non di essere letto. Otto ricorda di non averne mai tenuto uno, ma si renderà presto conto che perseguire questa scelta gli dà una mano a sopravvivere, come ogni scrittore passato e odierno sa.
Esordio letterario per Raphaël Jerusalmy, laureato che dopo aver fatto carriera nei servizi di intelligence militari israeliani vende ora libri antichi a Tel Aviv. Son persuasa nel credere che la musica sia un altro suo amore, perchè in questo libro traspare da cima a fondo.
Lunedì 20 maggio 1940.
Sono cominciati i lavori. Gli operai canticchiano. Colpi di martello, stridori di sega, raschi di trapano. Operetta per arnesi e voci grosse.
Il capomastro, un tirolese bercione ed efficiente, ha il ruolo di tenore.
Facile lettura, auguro a questo autore di potersi ripetere.

10 commenti:

  1. Molto bella questa recensione, grazie per averci consigliato questo romanzo, lo leggeremo con molto interesse anche perchè amiamo i romanzi storici.
    Un abbraccio zamposo

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  2. Si può prendere in considerazione, non è male anche se in questo periodo mi è un pò difficile leggere perchè sto studiando davvero molto.
    Buon fine settimana
    Xavier

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  3. Eccomi qui sono venuta a salutarti. Mi piace la trama di questo libro mi piacerebbe leggerlo. Complimenti ❤️

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    1. Grazie mille :) posso inviartelo se vuoi

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  4. Ciao,
    per prima cosa voglio ringraziarti per il commento che hai lasciato al mio post.
    Ora posso passare a questo libro che dalla trama sembra avvincente, scorrevole e molto bello, anche ho la sensazione che sia un po' triste. Lo è oppure è solo una mia impressione? Adoro le storie ambientate durante la seconda guerra mondiale anche se poi di soliti mi lasciano l'amaro in bocca.
    Guarda mi hai intrigato con la tua recensione, quindi lo inserirò nella mia super lista, non avendo tanto tempo per leggere mi segno i migliori e compri i libri un po' alla volta.
    Buona serata a presto ;)

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  5. Ciao Lumi, ho deciso di seguire il tuo blog, mi ha colpito molto la presentazione di questo libro: sarà perchè mi piace la storia, sarà perchè l'hai descritto con passione ma mi ha interessato e sicuramente lo leggerò (ahimè, appena avrò i soldi necessari per comprarlo).
    Ci risentiamo al prossimo posto, un abbraccio e grazie ancora per il bel commento che hai lasciato da me.

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  6. Non lo conoscevo proprio questo libro! Ma mi hai incuriosita tantissimo! :)
    Sembra proprio originale!

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  7. il libro mi è piaciuto ed è scritto bene. L'ambientazione è quella che in fondo si trova in Mozart la caduta degli dei che è una biografia di Mozart appena uscita, solo che questo è un romanzo mentre quella è storia reale. Nei primi capitoli è ben spiegata l'appropriazione dei nazisti dell'icona Mozart.

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  8. il libro mi è piaciuto ed è scritto bene. L'ambientazione è quella che in fondo si trova in Mozart la caduta degli dei che è una biografia di Mozart appena uscita, solo che questo è un romanzo mentre quella è storia reale. Nei primi capitoli è ben spiegata l'appropriazione dei nazisti dell'icona Mozart.

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