sabato 23 novembre 2013

Recensione: Se per un anno una lettrice di Nina Sankovitch

Titolo: Se per un anno una lettrice. La vita. Un libro alla volta
Autore: Nina Sankovitch
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2011
Genere: Romanzo, autobiografia
Pagine: 288
Prezzo: € 10,90
Decisi di dare inizio al mio progetto di lettura quotidiana il giorno del mio quarantaseiesimo compleanno. Tutti i libri sarebbero stati quelli che avrei condiviso con Anne-Marie, se avessi potuto. Il mio anno di intensa lettura sarebbe stato il mio progetto personale di fuga dentro la vita."
Per Nina Sankovitch è l'inizio di una folle impresa: concedersi – con quattro figli e un marito in giro per casa, tra liste della spesa, panni da lavare, merende da preparare e cene da cucinare – una pausa forzata dal mondo e dai suoi ritmi concitati. Ma soprattutto dal dolore della perdita, esploso dentro di lei con la violenza di un uragano alla morte di sua sorella Anne-Marie. Un dolore troppo profondo per limitarsi ad aggirarlo nella speranza di lasciarselo alle spalle. Dai libri Nina si aspetta di ricevere consigli e insegnamenti, distrazione ed entusiasmo, serenità e giusto distacco. Nei libri troverà molto di più. Questo è il racconto del viaggio che, iniziato tra pagine di carta, l'ha portata a ripercorrere le storie della sua famiglia e i ricordi di un'intera vita, alla ricerca della chiave capace di far scattare la serratura della felicità.
Recensione: Nina ha trascorso gli ultimi tre anni alla disperata ricerca di una risposta alla prematura scomparsa della sorella Anne-Marie, cui era legatissima. Per tre anni la sua reazione al lutto è stata letteralmente 'vivere per due', correndo da un punto all'altro del suo dolore senza potersi fermare. Quando nel 2008 si accorge che sta per compiere quarantasei anni, la stessa età della sorella, si prefigge a partire dal giorno del proprio compleanno di affidarsi ai libri, tanto cari a lei e alla sua famiglia, per diluire la perdita e averne conforto ed insegnamento. Leggerà un libro al giorno per un anno e recensirà ciascun titolo nel suo sito neonato Read All Day (traducendo, Leggere tutto il giorno). Come fa? Lo spiega lei stessa:

Il nuovo metodo includeva il mio solito curiosare tra gli scaffali scegliendo qualunque libro avesse un bel titolo, ma aggiunsi un nuovo criterio: avrei preso solo libri spessi un paio di centimetri. Il che, considerando un libro dalla copertina di altezza media, in genere corrisponde a un numero di pagine compreso tra le duecentocinquanta e le trecento.
Quindi:
Non avrei letto Guerra e Pace, ma potevo leggere l'ultimo racconto di Tolstoj, La cedola falsa.
Con una media di settanta pagine lette l'ora, Nina calcola quattro ore per terminare un romanzo e due per scrivere una recensione. È convinta di farcela.


Lo scrittore russo è ripreso anche nel titolo originale del volume: Tolstoj and the Purple Chair. My year of Magical Reading. La poltrona viola fa riferimento al morbido oggetto d'arredamento, vecchio e sfondato membro della famiglia su cui sono passati gatti e bambini, in cui Nina sprofonderà nelle pagine per la maggior parte delle sue letture. Porterà infatti il suo nuovo lavoro come lo ha definito affettuosamente anche in vacanza, nella casa che Anne-Marie divideva con il compagno. Proprio sotto l'ombrellone giungerà la risposta ai suoi interrogativi, da L'omicidio di Selb di Bernhard Schlink:
Capisce allora che la sua sanità mentale dipende dal fatto di riuscire ad accettare ciò che non si può cambiare:
«Compresi che era solo una mia scelta interpretare quel finale come ingiusto e insoddisfacente, e soffrirne, oppure decidere che quello, e solo quello, era il finale più adatto».
Anne-Marie se ne era andata tre anni prima per un cancro al dotto biliare portando con sé tutti coloro che la amavano. Non sarebbe più spuntata improvvisamente da un punto imprecisato del giardino ma non avrebbe potuto sfilarsi dai ricordi come un abito, i momenti condivisi con Nina e la sua famiglia sarebbero riapparsi per essere vissuti ogni volta che li si desiderava.
Ciò che facciamo gli uni per gli altri è ciò che resta. Mia sorella è morta ma tutto quello che ha fatto per me è ancora forte. Lei continuerà a modellarmi, a guidarmi e consigliarmi. [...]
Ho imparato, attraverso i libri, a trattenere la memoria di tutti i momenti belli e delle persone che hanno fatto parte della mia esistenza, perché ho avuto bisogno di quei ricordi per andare avanti nei momenti difficili. Ho imparato a consentire il perdono, sia nei confronti di  me stessa che delle persone che mi circondano, tutti impegnati ad andare avanti portando sulle spalle il proprio «pesante fardello». [...]
Non c'è un rimedio al dolore di aver perso una persona cara, e nemmeno deve esserci. Il dolore non è una malattia o un disturbo. È l'unica risposta possibile alla morte di una persona amata, un'affermazione di quanto valore diamo alla vita stessa, per tutte le meraviglie e i brividi e la bellezza e le soddisfazioni che ci dona.
La nostra unica risposta al dolore è vivere. Vivere guardandoci indietro, ricordando coloro che abbiamo perso, ma anche muovendoci in avanti, con un senso di attesa e di eccitazione. E diffondere quei sentimenti di speranza e possibilità attraverso gesti di gentilezza, generosità e compassione.
Se per un anno una lettrice è una vera e propria Bibbia per tutti i tipi di lettori. Per chi ha fatto dei libri cibo per lo spirito come per chi legge di rado. A volte la narrazione dell'esperimento rallenta in favore degli episodi di se stessa da giovane e del passato sofferto dei suoi genitori, ma in tutto ciò saprà intrufolarvi un libro, spiegando come sia sempre riuscita a trovarvi l'aiuto richiesto. Lo stile è semplice e molto simile al parlato (Nina di professione è avvocato non scrittrice) e quindi veloce da immagazzinare e trattenere nel cuore.

I libri sono l'umanità stampata.
(Barbara Tuchman)

In ultimo ma non meno importante, un consiglio ritrovato in queste pagine che ritengo sempre attuale ma valevole cento volte di più in occasione delle feste natalizie. Tra libri da donare ed altri non richiesti si potrebbe finire per rovinare un'amicizia, come è capitato a Nina, ma è possibile invece uscirne arricchiti da entrambe le parti.


Sedici anni fa Mary, una collega di lavoro, mi prestò I ponti di Madison County di Robert James Waller. Lessi il libro in una notte e quando ne parlai con lei feci alcuni commenti dicendo che avevo trovato il libro assurdo e poco realistico.
[...]
Mary mi rispose che non avevo capito proprio niente e smise di venire alla mia scrivania o di coinvolgermi nei pettegolezzi dell'ufficio. Affermando che il suo libro era sciocco, avevo detto che era sciocca anche lei.
Le persone condividono i libri che amano. Vogliono trasmettere ad amici e familiari il benessere che hanno provato quando lo hanno letto e le idee che hanno trovato in quelle pagine.
Condividendo un libro amato, si sta cercando di condividere la stessa eccitazione, il piacere e i brividi della lettura. Per quale altro motivo farlo?
Condividere l'amore per i libri e per un libro in particolare è una bella cosa. Ma è anche un gesto delicato, per entrambe le parti.
Il donatore non sta esattamente mettendo a nudo la propria anima perché l'altro possa darvi un'occhiata ma, quando offre un libro dicendo che è uno dei suoi preferiti, è come se lo stesse facendo.

7 commenti:

  1. Che bellissima recensione, Lumi! Avevo già sentito parlare di questo libro, ma non avevo capito esattamente "cosa fosse"... mi attira molto!

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  2. Recensione fatta ad OK con la quale si capisce ciò che vuole comunicarci questo bel libro! E' già nella mia wishlist

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  3. Bella recensione, questo è il genere di libri che piacciono a mia sorella perciò glielo consiglierò senza indugiare.
    Certo che sei molto brava, si vede che hai un'autentica passione per la lettura, è una cosa che condividiamo!
    Un abbraccio

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  4. Non ne avevo mai sentito parlare, ma lo metto assolutamente in wishlist. Ottima recensione!

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  5. Carissima, buon pomeriggio.. come va? Perdona la mia assenza, innanzitutto sempre complimenti per questo tuo angolo, lo trovo molto professionale e davvero unico! Volevo informarti che ho inaugurato un nuovo spazio web, al quale mi dedicherò maggiormente, qui:
    http://incantidiluna.altervista.org/
    , se ti va di passare a trovarmi ne sarò felicissima! Ti saluto con affetto!
    Usagi (nuovo nickname) ♥

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  6. La prima cosa che ho pensato è stata: beata lei. Non per quanto le è accaduto, ovvio, ma per il progetto in cui si è immersa. Riuscissi anch'io a leggere un libro al giorno sarei senza dubbio un po' più felice, per il semplice fatto che sentirei di meno il rimorso per tutti quei libri che voglio leggere assolutamente ma che restano sempre indietro. Diciamo che andrei un po' più di pari passo con l'infinita wishlist.
    Dev'essere stata una lettura molto particolare, non avevo mai sentito né titolo né autrice. Bella recensione!

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  7. Uuuh che libro interessante!
    Lo aggiungo alla mia wish list, visto che in questo periodo ho un milione di libri da leggere ^^

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