sabato 28 dicembre 2013

Recensione: La libraia dai capelli rossi di Suzanne Kearns

Titolo: La libraia dai capelli rossi
Autore: Suzanne Kearns
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2004
Genere: Romanzo
Pagine: 190
Prezzo: € 5,90
Joshua McKeon ha più di trent'anni, eppure l'amore, quello vero, non sa cosa sia. Isabelle, l'unica donna ad aver scalfito il suo cuore diffidente e indurito, si è stancata di aspettare e l'ha lasciato senza una riga, né un indirizzo. Le sue risate, i suoi libri e la sua cascata di riccioli rossi ormai sono solo un ricordo. Un giorno, però, un'anonima busta color ciclamino scuote la vita di Joshua: la scrittura e il delicato profumo di lavanda sono quelli di sua madre, Grace, morta suicida quando lui aveva appena sei anni. Ben presto, le lettere diventano due, poi tre, quattro..., ognuna racconta un pezzetto di Grace, ognuna contiene una scheggia del suo passato perduto. Ma i misteri, che affiorano sempre più numerosi, spingono Joshua a indagare.
Recensione: Tratta in inganno dal titolo (libri e capelli rossi, due cose che personalmente adoro), comincio a leggerlo per caso e per una buona settantina di pagine rimango con gli occhi incollati allo schermo dell'ebook. La vicenda narrata non è delle più esaltanti anzi è un pugno in pieno viso per chi cerca originalità ma ha il pregio di farsi leggere. Joshua McKeon è il classico giovane uomo che lascia che la sua amata esca dalla sua vita, ormai preparato alla lezione che l'amore debba inevitabilmente far soffrire. Per trenta anni gli è stato fatto credere che la madre si sia suicidata, abbandonandolo, ed è stato così allevato dai coniugi Mally presso cui la sua genitrice lavorava come cuoca. Entrambi sconvolti dalla perdita del figlio morto in culla, Edith Mally vive da allora in uno spazio vitale dove il piccolo Alan respira ancora, mangia e si fa adulto, mentre il mondo intorno cambia e le offre la possibilità di riavere indietro suo figlio quando Grace McKeon si presenta alla loro porta, visibilmente incinta ed in cerca di un riparo. Dal giorno della nascita di Joshua, Edith si attaccherà morbosamente a quel bambino che spesso chiamerà Alan, e che pur di tenerlo con sé metterà a dura prova i nervi e il coraggio di Grace... fino ad un segreto inconfessato.
La figura della libraia dai capelli rossi è presente nel racconto (il cui titolo originale è un più adatto Leap of faith), ma viene relegata in secondo piano perchè prima Joshua deve conoscere la verità su sua madre, e quando saprà che non lo ha abbandonato ma anzi era la sua gioia più grande, potrà scrollarsi di dosso l'inettitudine con cui è cresciuto e salvare la storia d'amore con la bella Isabelle. Per far sì che il miracolo avvenga gli giungeranno, preannunciate da un intenso profumo di lavanda, lettere scritte dal pugno di Grace indirizzate al bambino che era. La solita storia dell'aldilà che interviene, direte voi. Purtroppo è proprio così, il libro si finisce in un paio d'ore, scorre tranquillo come un fiume ma non lascia alcun insegnamento o altro, salvo la frase fatta dell'amore che 'trionfa su tutto'.
Visione dell'amore decisamente femminile e volta alla speranza. Gli inguaribili romantici apprezzeranno.

1 commento:

  1. E pensare che il titolo aveva tratto in inganno anche me! Effettivamente questa famigerata libraia non è la protagonista e non sembra neanche un personaggio importante, bensì secondario.
    Io purtroppo sono un po' prevenuta nei confronti dei moderni romanzi romantici, infatti se ne leggo uno è perchè sono attratta dal titolo e non ho la minima idea del genere o della trama (a volte come trama mettono citazioni moolto ambigue).

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