martedì 11 febbraio 2014

Recensione: L'uomo di ferro di Ted Hughes

Titolo: L'uomo di ferro
Autore: Ted Hughes
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 1968
Genere: Fantascienza, Racconto 
Pagine: 63
Prezzo: € 8,00
Un gigante di ferro apparve un giorno in cima a una scogliera. Nessuno sapeva da dove venisse né dove sarebbe andato. Il vento cantava tra le sue dita di ferro, mentre lui esplorava con i suoi grandi occhi luminosi il mare che non aveva mai visto. Erano molte le cose da scoprire, lì sulla Terra, e l'Uomo di Ferro fu felice di trovare una discarica di metalli in cui fare scorpacciate di rottami e un piccolo, intrepido amico da difendere. Perché dallo spazio stava per arrivare un pericoloso drago-angelo-pipistrello...
Recensione: Da amante del film a cartoni animati come potevo lasciare indietro questo libriccino? Chi se ne importa se l'età consigliata per la lettura è a partire dai nove anni, è un piccolo lingotto d'oro per coloro che sbadigliano non appena si tratta l'argomento fantascienza (me compresa). E poi Mister Hughes è il marito di Sylvia Plath, la grande poetessa, una garanzia che non ha tradito le aspettative.
Il racconto come il film è ambientato nel 1957 in piena Guerra fredda, non ho a dire il vero grande cultura a riguardo ma vi ho riscontrato alcune caratteristiche simbolo del periodo a partire dal nostro protagonista fatto di ferro, o comunemente chiamato robot, che cominciava a farsi strada nelle menti umane come sostituto dell'uomo. Un'annata dove la televisione non è ancora bene comune e il tempo viene speso perlopiù a lavorare la terra. Qui fa capolino l'uomo di ferro portando il terrore tra gli abitanti, ma divenendo presto un eroe mondiale... in cambio di un po' di metallo da sgranocchiare!
Libro e film sono com'era prevedibile leggermente differenti. Se nel film il gigante è un'immensa arma da guerra, tra le pagine non è specificato il suo scopo. Parla meno ancora ma è sempre l'amicizia che lo lega al piccolo Hogarth che lo smuoverà per salvare la Terra, questa volta da un gigantesco drago-angelo-pipistrello nero che ha occupato l'intero territorio australe e mira a tutto il globo, completamente assente nel film. Il finale è quanto di più poetico ed ottimista si potrebbe trovare in un racconto di fantascienza (per ragazzi certo, ma pur sempre di fantascienza), dove l'autore sembra quasi dirci di prestare più ascolto al nostro cuore perchè più dell'udito è lui a farci udire bellissime melodie. Rinomato ormai il potere della musicoterapia sia nell'essere umano che negli animali e Hughes sul finire degli anni Sessanta aveva già provato ad esprimere questo concetto in cui, attraversati dalla musica, diveniamo gioiosi e pacifici, desiderosi di tutto tranne che di combatterci l'un l'altro.
Dimenticate l'età consigliata sul retro di copertina, non ridacchiate infantilmente sulle illustrazioni e leggetelo. Alla fine maturerete il medesimo affetto provato per il film.

8 commenti:

  1. Beh dai, non sono una grande amante dei libri di fantascienza, ma sembra carino ^^

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  2. Oh cielo, non avevo idea che il cartone fosse tratto da un libro.. che ignorante! O_O lo cercherò sicuramente perché il cartone mi è piaciuto molto :)

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  3. Lumi, grazie di cuore: non ricordavo più chi fosse l'autore del libro e lo stavo cercando come una disperata!
    Il cartone animato è bellissimo, ma sono curiosa di divorare le pagine del romanzo.
    Un abbraccio

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  4. Ciao, sono Xavier (ex Chat Noir), guarda che ho cambiato indirizzo web, adesso è http://queerasblog96.blogspot.it/
    Riprendimi con te! :)

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  5. Io l'ho letto in inglese, durante un viaggio a Miami ed è stato emozionante, trovo che sia una bella favola contemporanea per tanti ragazzini che vogliono scoprire il vero valore dell'amicizia.
    Un abbraccio
    Mary

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  6. Ma chissà se questi libro lo troveremo anche noi nella savana... sicuramente sì, perchè vale la pena di leggerlo!
    Un abbraccio zamposo

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