giovedì 6 marzo 2014

Recensione: Mi si è fermato il cuore di Chamed

Titolo: Mi si è fermato il cuore
Autore: Chamed
Editore: Newton Compton
Anno di pubblicazione: 2014
Genere: Autobiografia 
Pagine: 224
Prezzo: € 9,90
La vita di Chamed è stata sfortunata. Ancora bambina, le viene diagnosticata una poliomielite incurabile. E invece, grazie al suo coraggio e alla forza del padre, riesce a guarire e camminare di nuovo. Ma la cattiva stella sotto cui è nata pare non volerla abbandonare: a soli quattordici anni perde i genitori in un incidente d'auto. Essere affidata a una zia coincide con l'inizio del suo incubo: odiata, disprezzata e maltrattata da chi invece dovrebbe amarla, Chamed tenta il suicidio e subito dopo viene internata in manicomio. La legge Basaglia non è ancora entrata in vigore, e la ragazza va incontro all'inferno vero e proprio: violenze, abusi e l'immancabile elettroshock. Eppure, nonostante tutto, Chamed riesce a trovare il modo per denunciare i suoi aguzzini, grazie all'aiuto di un medico illuminato che la adotterà e le darà modo di ricominciare a vivere. Finché l'amore sembrerà illuminare la sua vita. Una storia vera, una testimonianza toccante sul dolore, sulla forza e il coraggio che sono in ognuno di noi.


L'autore:

Chamed è lo pseudonimo dietro al quale si cela la protagonista di Mi si è fermato il cuore. Che è il racconto vero della sua vita. Il libro, pubblicato nel 2012 da un altro editore, ha riscosso un notevole successo tra i lettori, occupando per molti mesi le classifiche dei libri più venduti sugli store.






Copertina originale
Recensione: Romanzi forti ne ho letti ma nessuno finora arriva ad eguagliare questo, Mi si è fermato il cuore. Prima dell'internamento nell'ospedale psichiatrico, ancor più dolorosa è l'esperienza in casa degli zii seguita alla morte dei genitori. Zio Raul, fratello della madre, la adora, ma spesso è fuori per lavoro; lei, zia Patrizia, si rivela una della matrigne più (mi si passi il termine) bastarde che il genere umano abbia mai prodotto. Bastarda, sì. Avrei voluto metterle le mani attorno al collo e stringere, non fosse che con tutta probabilità è già morta e sepolta. La sola 'colpa' di Chamed è stata l'essere nata da un'altra donna, la zia era innamorata di suo padre tanto da chiamare la figlia con lo stesso nome dell'amore rubato. Negli occhi di Chamed rivede Michael, e i frutti della sua rabbia sono veramente agghiaccianti. Chamed, figlia unica, per i primi quattordici anni ha vissuto circondata da amore, ora il suo mondo è costellato di insulti, maltrattamenti e solitudine.
Mentre camminavo vidi una signora che aveva partecipato ai funerali. Mi avvicinai per salutarla, ma lei si allontanò. Pensai che non mi avesse riconosciuta [...]. Proseguii per la mia strada. Mi accorsi che dall'altra parte del marciapiede c'era una conoscente di mamma, veniva tutti i giovedì a casa mia a pregare con altre persone. Attraversai la carreggiata, la raggiunsi, la salutai. Non mi rispose e se ne andò come se avessi la lebbra. Allora notai che le persone che mi conoscevano e che ai funerali piangevano e mi baciavano, dicendo «se hai bisogno chiamami, io ci sarò sempre per te», adesso, quando mi vedevano da lontano, cambiavano strada, mi evitavano come un'appestata. Non riuscii a trovare una sola ragione che potesse dare un senso a quanto stavo vivendo. Non mi rimaneva altro che il freddo, il buio, il vuoto.
Delle varie angherie attuate dalla perfidia della zia, la più terrificante a parer mio è quando arriva a fasciarle il seno, prosperoso e provocante per aver solo quattordici anni, «A casa mia non voglio puttane», le dice. Può somigliare ad un consiglio materno o una variante dei piedi fasciati delle donne cinesi, per evitare che il seno cresca ancora, non fosse che l'intingolo con cui la ragazza viene fasciata è calce: l'obiettivo non è arrestarne la crescita ma farlo cadere. L'episodio mi ha fatto salire i brividi lungo la schiena, fino a questo momento il romanzo era una copia più o meno riuscita di Cenerentola ma invece mi ritrovo ad aver a che fare con la realtà, che supera ogni fantasia. La sua storia è intrisa di tristezza dalla prima pagina ma quel che le capita durante l'adolescenza è un ammonticchiare dolore continuo, una battaglia contro chi dovrebbe volerle bene che lascia spiazzati. Non mi ha affatto stupito il tentativo di fuggirne ingollando pillole, si cerca la morte per molto meno e Chamed ha sofferto a sufficienza per la sua età.
L'entrata al manicomio passa attraverso i fumi delle pasticche, come in un sogno, per qualche pagina ho creduto di leggere i postumi del tentato suicidio. Chamed, creduta pazza dalle voci fatte circolare dalla zia, con facilità viene sbattuta lì dentro senza possibilità di venirne fuori. Solo il medico curante prende in esame la sua verità aiutandola ad uscirne.
Lo stile di scrittura è molto semplice e per questo arriva diritto al punto. Si legge velocemente proprio per sapere cosa ne è stato di Chamed, autrice del libro certo, ma non si sa fino alla fine se viva o vittima che piange sulle cicatrici passate.

7 commenti:

  1. Bellissimo, io amo questo genere di libri perchè sono atti di coraggio e gridano voglia di vivere. Lo leggerò senz'altro, speriamo esista anche l'ebbok.
    Un abbraccio!

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  2. Per fortuna che sul suo cammino ha trovato una persona che l'ha portata fuori dall'inferno in cui l'avevano rinchiusa e che con l'amore di un vero padre l'ha riportata alla vita. Da leggere assolutamente!
    Un abbraccio
    Xavier

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  3. Dev'essere molto bello, buona serata! :)

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  4. Ciao, passa dal mio blog http://lettereinliberta.blogspot.it/2014/03/liebster-award.html, c'è un premio per te ! Ciao, Alessandra

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  5. Sono sempre molto belle le tue presentazioni, così aggiungeremo anche questo libro nella nostra wishlist della savana!
    Un abbraccio zamposo

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  6. Sembra davvero bello, sono sicura che questo libro é pieno di forti emozioni...
    Lo devo leggere, hai fatto proprio una bella recensione!

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  7. L'avevo già visto in altri blog, ma devo assolutamente leggerlo.

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