mercoledì 19 marzo 2014

Recensione: Niente mi basta di Giusi Quarenghi

Devo prima di tutto ringraziare le amiche Jene per avermi suggerito questo libro, grazie!

Titolo: Niente mi basta
Autore: Giusi Quarenghi
Editore: Salani
Anno di pubblicazione: 2012
Genere: Romanzo
Pagine: 143
Prezzo: € 12,00
Riedizione di Un corpo di donna, uscito nel 1997
La protagonista ha quattordici anni e una vita "normale". Ma lei non si sente tale. Non si piace, il suo corpo le sembra goffo e grosso, non si sente capita dai genitori e dai compagni di scuola, si sente sempre impacciata e fuori luogo. Il suo rapporto con il cibo oscilla tra l'anoressia e la bulimia: fa grosse scorpacciate e vomita, oppure, semplicemente, non mangia. Ma non ci si può rifiutare di crescere, e la strada dell'adolescenza, seppur lunga e dissestata, non è infinita. E dietro l'angolo ci può essere un'amica speciale con cui cominciare ad affrontare questo viaggio.
Recensione: Un libro che si occupa di temi quali bulimia e disturbi alimentari in genere può occupare il reparto di narrativa per ragazzi? Non l'avrei mai detto eppure devo ricredermi dopo questa veloce lettura. Niente mi basta (Un corpo di donna nella precedente edizione), parla sì di argomenti tanto cari alle adolescenti come l'amore, l'amicizia e i rapporti vacillanti con i genitori ma ne aggiunge uno su cui sarebbe bene prestare un po' più di ascolto e attenzione: i primi problemi con il cibo. Tua figlia non mangia per somigliare alle modelle delle riviste di moda o si abbuffa per riempire il vuoto che la circonda? Queste due non sono che le facce della stessa medaglia nella vita reale e in quella fittizia del racconto.
Melania Gaspara è l'antitesi della popolarità nella sua scuola, il primo luogo al mondo dove l'aspetto conta più delle proprie capacità. Ha in testa un casco di capelli ricci, un corpo magro frutto del vomito autoindotto e nessun amico. E' nata e cresciuta all'ombra del fratello, pupillo di mamma e papà e molto fortunato nella vita. Non può contare sul loro appoggio, men che meno su quello materno, non raro tra madri e figlie in questa età burrascosa. Melania, più conosciuta con il suo secondo orribile nome ereditato dal nonno, si avvia verso l'età adulta studiando con impegno ed evitando il più possibile la socialità. Quando una compagna di classe sembra ricordarsi della sua esistenza e le consegna un invito per la sua festa di compleanno, dapprima stenta a crederci pensando ad uno scherzo, e poi decide di non andarci.
Mi sono ritrovata molto nel comportamento di Melania: condurre i primi anni in solitudine, giocando da soli, non solo non aiuta nell'approccio con gli altri ma fa in modo che degli altri se ne fa a meno e anzi in occasioni come feste e ritrovi vari si inventano mille scuse per non uscire di casa. La mia preferita era il denaro: "no mamma, non voglio andare là perchè spendi soldi". Eppure mia madre sarebbe stata felicissima di spendere quei soldi, perchè l'avrebbe fatto per la sua bambina. Ma come fai ad andare incontro ai coetanei con slancio, quando per anni li hai visti solo a scuola e alle feste non c'era mai nessuno? Io ancora non ho risposta a questa domanda, tranne che leggermi in questo libro sotto il nome di Melania mi ha fatto male. Sì sono io, anche se io andavo volentieri ai compleanni dei compagni, chissà poi perchè. E come lei mangiavo, convinta con il cibo di colmare i vuoti che finivo per trascinarmi dietro.
I piani di Melania comunque non andranno secondo i suoi calcoli, sarà presente alla festa di Giulia con un regalino tra le mani, la aiuterà a sistemare i bagordi della notte e diverrà per davvero un'amica, anche se l'unica. Il racconto è diviso in due parti, la prima narrata da una voce esterna e la seconda dalla stessa Melania, ora diventata donna, che ripercorre all'incirca la strada che l'ha portata ad essere quello che è. L'aver trovato Giulia, la spassosissima zia Nenette che parla per aforismi e il suo gatto Psycho non sarà che l'incentivo a migliorarsi, uscendo dal suo guscio pieno di paure, dandosi i giusti tempi per guarire le ferite ed aprirsi al mondo. Scrittura semplice ed essenziale, che non giudica, rivolta ai più giovani. Questo libro non mi ha però convinta del tutto, gli episodi di bulimia e rifiuto del proprio corpo avrebbero potuto trovare maggiore spazio e chiarimento. Se comunque siete attratti dall'argomento, vuoi per esperienza personale o altro, è un testo leggero e ideale per cominciare ad entrare nella tematica senza esserne turbati ma capaci all'ascolto. Si legge dai dodici anni, ma vale per tutta la vita.
Che sollievo sarebbe stato vomitare, insieme al cibo, anche se stessa. Ma forse era proprio quello che succedeva, tanto forte era la sensazione di essere tutta nella gola, di stare intera nella bocca e di venir poi buttata fuori. Sentiva il cuore arrivarle fin sulle labbra e poi ritornare giù, per essere affannosamente risospinto in su. Su e giù, su e giù, e lei impotente a fermarlo.
Mangiare non la rendeva felice. Però la placava, cancellava l'angoscia... Quando sentiva che non avrebbe più potuto ingoiare neanche un'oliva, allora, di colpo, tutto quel cibo dentro le diventava insopportabile, un'occupazione indebita, una cosa rivoltante. Doveva liberarsene immediatamente, ritornare indietro, a quando aveva fame. Perché a quel punto 'sentire fame' le sembrava qualcosa di nobile e di superiore, un obiettivo da raggiungere, la rassicurante conferma di non avere niente dentro, niente di estraneo che potesse renderla più rotonda, più tanta, più pesante. E poi sentirsi pieni è soffocante e spregevole, e la sazietà è volgare. I sazi non hanno anima, gli affamati non hanno che quella.

8 commenti:

  1. E io non ne avevo manco sentito parlare *.* su argomenti simili leggerò presto wintergirls

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  2. Io ho ancora la vecchia edizione col vecchio titolo, lo comprai ormai più di quindici anni fa e mi è piaciuto proprio per la delicatezza e la grande forza con cui parla di questo argomento.
    Una bella recensione, un abbraccio!

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  3. E' un libro interessante, non mancherò di leggerlo appena avrò un momenti libero, grazie!
    Mary

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  4. ciao lumi, tutto bene? come sta il micio?
    :) un bacio

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  5. Ciao Lumi, volevo ringraziarti e darti un abbraccio. Baciotti al micio, spero che per voi tutto vada meglio adesso!
    Xavier

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  6. bene dai.... a parte il brutto tempo che cè qui a milano.
    tu di dove sei precisamente? sono felice che sta meglio il micio, come si chiama?
    io amo troppo gli animali... il mio raga/o ha un cane un leonberger di nome zeus, di quasi cinque anni....anche lui non è stato bene nei mesi scorsi..ha avuto dei grossi linfonodi poverino.. infatti ha fattto diversi chemio... per me sono i miei bimbi ihihhihi
    un bacio :)

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  7. Mi attira, ma allo stesso tempo mi inquieta perchè non so come una ragazza finisce in queste condizioni, potrebbe succedere a me o a una mia amica e magari non me ne accorgerei... Lo leggerò senz'altro :-)

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  8. Lo leggerò sicuramente, hai scritto davvero una bella recensione! :)
    Credo che forse, da quello che mi è sembrato di capire, anche io mi ritroverò in alcuni comportamenti della protagonista...
    Le citazioni mi hanno fatto venire i brividi

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