lunedì 23 giugno 2014

Recensione: Cercando Alaska di John Green

Ciao a tutti! Prima di entrare nel vivo della recensione volevo farvi una sorpresina. Come vedete ho scelto di illustrare Cercando Alaska con la sua prima copertina italiana, l'introvabilissima edizione Superpocket data alle stampe nel 2009. Ebbene con non poca fatica e qualche vano messaggio sui social network, alla fine sono venuta a conoscenza dell'unico sito che vende questa agognata edizione.
La libreria La Bancarella ha sede a Genova e dal 1992 si proclama leader nella vendita di libri per corrispondenza scontati fino al 50%. È una manna dal cielo per tutti i lettori e chiunque sia a caccia di titoli fuori catalogo (esempio, state cercando "La notte e il giorno" di Wally Lamb? Perfetto, potete ordinarlo qui!), ed è in questo sito che la mia caccia si è felicemente conclusa.
Cercando Alaska è ancora scontato del 34% quindi venduto a *udite udite* € 3,90. È un tascabile ma il carattere è perfettamente leggibile, il mio consiglio è quello di non lasciarsi sfuggire l'occasione!
Tutti qui: 


Titolo: Cercando Alaska
Autore: John Green
Editore: R.L. Libri
Anno di pubblicazione: 2005
Genere: Romanzo
Pagine: 349
Prezzo: € 5,90
Miles Halter ha sedici anni e sente di non aver ancora veramente vissuto. Assetato di esperienze lascia il tranquillo nido familiare per cercare il suo Grande Forse a Culver Creek, un prestigioso liceo in Alabama. E qui la sua vita prenderà finalmente un altro passo. Culver Creek sarà il luogo di tutte le cose possibili. E di tutte le prime volte. È lì che conosce Alaska Young. Brillante, spiritosa, imprevedibile, intelligente e spavalda, sexy quanto lo si può essere, per Miles diventa un pensiero fisso, una magnifica ossessione e un enigma. Lei lo attira nel suo mondo, lo lancia nel Grande Forse, e gli ruba il cuore. Poi... niente sarà più come prima.

Recensione: "Non puoi diventarmi così necessaria e poi morire, Alaska, perchè ora io non sono più quello di prima, irrimediabilmente".
La narrazione del giovane Miles si caratterizza con un conto alla rovescia. Prima, abbiamo un impacciato e solitario adolescente appassionato di ultime parole famose che va alla ricerca del proprio Grande Forse iscrivendosi al medesimo liceo frequentato in gioventù da suo padre. Dopo, uno studente uscito dal suo bozzolo di insicurezze, indeciso se odiare o continuare ad amare la ragazza che lo ha condotto nel Grande Forse. Nel mezzo, un evento che porta via con sé la chiave che ha permesso al meccanismo finalmente di scattare. Una chiave di nome Alaska, "ciò contro cui si infrange il mare" in lingua aleutina.
Alaska è bella, colta, spigliata, femminista convinta e tremendamente lunatica. Affascinando ogni studente dell'istituto dissimula un'immensa tristezza di fondo sporcandola di alcol e sigarette, un fiume di parole che, quando rivela di sé, proferisce il minimo sindacale. Non è semplice restarle accanto ma il suo magnetismo è irresistibile. La sua offerta di amicizia, insieme a quella del compagno di stanza Chip marchierà per sempre l'esistenza di Miles.
John Green pubblica il suo romanzo d'esordio a ventisette anni, giovane adulto come il genere dei suoi lavori, scegliendo di trattare del solo quesito cui l'uomo non sa dare risposta: la vita, la morte e la forza che tiene unite queste entità.
Culver Creek raduna una piccola combriccola di giovani molto maturi per la loro età, delle menti capaci di scherzi goliardici come di trovare conforto nella letteratura. Le citazioni sparse qua e là all'interno sono deliziose. Verrà spontaneo prendere in prestito l'idea da uno di questi romanzi perchè il racconto di Miles inizi a delinearsi e devi dalla semplice etichetta di narrativa per ragazzi. Il messaggio di questo libro cupo e melanconico, come la filosofia della stessa Alaska, ruota attraverso il labirinto che ci accompagnerà alla fine dei nostri giorni. Cosa c'è all'interno di esso e come attraversarlo senza farsi male? Continuando a vivere oppure morendo?
L'uomo vuole avere delle certezze. Non riesce a sopportare l'idea che la morte sia un nero e immenso nulla, il pensiero che i suoi cari non esistano più, e tanto meno può immaginare se stesso come non esistente. Conclusi affermando che l'uomo crede nell'aldilà perché non ha la forza di non crederci.
L'uragano Alaska se ne va una notte di gennaio vittima di un incidente d'auto, lasciando ai suoi amici questo ed altri dubbi oltre che tanto dolore avvertito anche dal lettore meno sensibile. Dietro alle bravate di ragazzi che bevono e fumano non ci sono desideri di ribellione ma rabbia e sofferenza che raggiungono l'apice con la morte di una cara amica nel fiore degli anni, un tragico evento giunto nel pieno del passaggio da infanzia ad età adulta. Un prima e un dopo Alaska che si fa sentire, ci fa diventare grandi stappandoci il nostro perdono nei suoi confronti.
Cercando Alaska parla di vita e di morte viste con gli occhi degli adolescenti, utilizzando il loro linguaggio prima scurrile poi infinitamente dolce, rivelandosi ottimo in ogni fascia d'età provvista però di un'apertura mentale più grande di una fessura.
Il fenomeno John Green si rivela tutt'altro che immotivato anche nella sua opera prima, sa scuotere l'anima come pochi contemporanei (tra le cento persone più influenti al mondo nel 2014 secondo Time), mettendo su carta tematiche difficili articolandole in parole di facile comprensione e mai sgradevoli.
Il secondo a firma Green che leggo l'ho trovato forse non ancora pronto per la stampa, un po' acerbo e seppur a suo modo simpatico non mi ha coinvolto quanto avrei voluto, preferendogli Colpa delle stelle. Ma se aveste ancora dubbi non esitate e leggetelo.

15 commenti:

  1. Grazie Lumi!! Quel sito è una piccola miniera di tesori!! *__*
    Sono venuta a conoscenza di questo libro prima del boom di Colpa delle stelle, e anche se non ho ancora letto nessuno dei due a questo ci sono un po' più affezionata! :P Appena li leggerò entrambi ti dirò se la sensazione a pelle era corretta o no!
    Bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come promesso, ho finalmente letto cercando Alaska e mi è piaciuto talmente tanto che penso che con John Green mi fermerò qui! Trovi il mio pensiero nel blog, e rileggendola ora la tua recensione è ancora più bella!! :*

      Elimina
    2. Ops leggo solo ora!
      Sicura di non voler leggere Colpa delle stelle? È diventato uno dei miei libri preferiti, ma ammetto che se avessi letto prima questo lo avrei apprezzato molto di più. Poi ci si è messa anche la libraia a leggermi la trama, spoilerandomi così la dipartita di Alaska, finendo con il non godermi il romanzo quanto avrei voluto :(
      Grazie dei complimenti ♥

      Elimina
  2. Ciao bella, sai se esiste in ebook?
    Sono decisamente curiosa di leggerlo, più che altro per cominciare a capire come scrive questo autore!
    Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Melly, controlla la posta, ebook in arrivo :)

      Elimina
  3. ma come ç_ç io ho dovuto accontentarmi dell'ebook perché non ho trovato questa edizione. Non lo volevo quello con la bambolina è_é
    comunque a me è piaciuto tanto anche se confrontandolo con Colpa delle stelle, ovviamente preferisco quest'ultimo (:

    RispondiElimina
  4. Grazie per quest'utilissima segnalazione del sito e anche per questa recensione! Sto leggendo "Colpa delle Stelle", appena l'avrò finito ti dirò le mie impressioni :-) E penso che poi leggerò anche gli altri libri di Green!

    RispondiElimina
  5. Sono impazzita correndo subito qui ahahahahah
    Quando ho letto il tuo commento al mio post mi si è accelerato il cuore ahaahah
    Comunque grazie dell'avviso, avevo già intenzione di comprarlo, però credo che lo farò su ibs insieme agli altri volumi!

    RispondiElimina
  6. Io ho preferito questo a Colpa delle stelle, l'ho trovato molto più d'impatto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì ho notato che chi ha amato Colpa delle stelle ha apprezzato di meno questo, e viceversa. Son gusti :)

      Elimina
  7. Ho appena terminato Colpa delle stelle e credo di essere una delle poche persone al mondo a cui non è piaciuto. Secondo me è sopravvalutato.
    Sono curiosa di leggere questo per farmi un'idea più precisa di Green e del suo modo di scrivere che attualmente mi è parso abbastanza paraculo XD

    RispondiElimina
  8. Purtroppo la mia recensione non sarà mai all'altezza di questa, ma la posterò domani! Comunque ti ho taggata qui: http://ikadreaming.blogspot.it/2014/06/premio-dellamicizia-lovely-blog-award.html Spero ti faccia piacere e spero tu non ne abbia ricevuti già troppi! XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scherzi, non può che farmi piacere :) comunque è il primo che ricevo, grazie per avermi pensata :3
      Non vedo l'ora di leggere la tua recensione!

      Elimina
  9. Che ottima offerta! :)
    Ma quella bambolina dell'altra edizione solo a me non dispiace? È orrenda e un po inquietante lo so, ma... Okay, a quanto pare adesso ho un debole per le cose orrende ;)
    Hai scritto una bellissima recensione, davvero. Lo dovrò leggere al più presto, penso che Green sia uno dei pochi autori che non cadono nel banale. Tutte le trame dei suoi libri mi ispirano sempre!
    Ieri ho preso Città di carta, non vedo l'ora di iniziarlo :)
    E poi sarà finalmente il turno di Cercando Alaska!

    RispondiElimina