martedì 10 giugno 2014

Recensione: Sotto scacco di Claudia Pintus

Nella mia lista dei desideri per l'iniziativa Sotto l'albero di Natale figurava il ricevere il libro di uno scrittore, affermato o emergente non aveva importanza, per poterlo leggere e recensire sul blog. Sono stata accontentata, ed ecco quest'oggi con un incredibile ritardo la mia opinione sull'opera prima della giovane Claudia Pintus.


Titolo: Sotto scacco
Autore: Claudia Pintus
Editore: La Riflessione - Davide Zedda Editore
Anno di pubblicazione: 2011
Genere: Romanzo
Pagine: 101
Prezzo: € 12,00
È possibile vivere liberamente i propri sentimenti e realizzare i propri progetti o bisogna affrancarsi dall'illusione e rassegnarsi al fatto che il proprio destino sia segnato dalle convenzioni sociali? Con ciò si trovano a dover fare i conti Aziz e Federica, due giovani egiziani che, nel difficile transito dall'infanzia all'adolescenza, si accorgeranno drammaticamente che troppo spesso il proprio cammino è segnato dalle scelte degli altri.
Impareranno che nella vita, come nel gioco degli scacchi, servono abilità, scaltrezza e un pizzico di azzardo. I due protagonisti mostreranno di possedere intuito, tenacia e la giusta sfrontatezza. Ma si accorgeranno che la libertà ha un prezzo e che, per poterne respirare il profumo, servirà una buona dose di coraggio.
Recensione: La prima cosa che colpisce è l'io narrante maschile, scelta abbastanza insolita dato che a quanto mi è parso lo scrivente è quasi sempre del sesso dell'autore. Scelta non vincente, il nostro Aziz non ha personalità e caratterizzazioni di maschio adolescente veramente ai minimi termini (chi di voi ha mai sentito un ragazzo lamentarsi del dolore ai piedi?), è insomma fortemente stereotipato ed è assente l'intera psiche maschile, che prevederebbe almeno la nascita dell'istinto sessuale. Invece Aziz è soltanto, semplicemente innamorato. Un'altra incongruenza, in un Paese di credo musulmano, è la presenza di alcolici: per i fedeli è proibito sia il consumo che l'acquisto e persino toccare i contenitori (bottiglie, bicchieri eccetera). Alla festa dell'appena quattordicenne Federica tutto questo è assolutamente ribaltato, e lei arriva persino ad ubriacarsi. Spezziamo una lancia sulle sue mezze origini italiane, ma la location del suo compleanno è in Egitto e una tale violazione delle scritture non accadrà né ora né mai. Anche se ormai assistiamo al consumo di alcol che non guarda religione o colore della pelle, i conservatori permangono e la figlia dell'ambasciatore che presto partirà per frequentare una prestigiosa scuola londinese non si attiene in alcuna maniera ai costumi e allo stile di vita di un'egiziana per giunta ricca. Mancano le basi per rendere il tutto se non credibile almeno non fuori da questo sistema solare!
Qualcosa che si apprezza però c'è, e sono il gioco degli scacchi e Londra. L'autrice ha sicuramente visitato la città inglese e i suoi ricordi di cibi e attrazioni vengono riportati nel libro come una voce amica che ci guida alla scoperta, infondendo curiosità agli ancora pochi che a Londra non vi hanno mai messo piede (sì, ci sono anche io).
Gli scacchi devono essere una sua passione, non si ferma ai soli colori della scacchiera ma è preparata sulle regole, che sì sono recuperabili tranquillamente sul web ma si percepisce che non è a digiuno sull'argomento e ci ha giocato almeno una volta.
Veniamo ora alla storia tra Aziz e Federica, il cui sentimento è il medesimo da entrambe le parti anche se non se lo sono mai confessato apertamente. Siccome parlano e si comportano come normali ragazzi occidentali, l'ambientazione esotica dell'Egitto non sembra altro che una meta scelta come luogo di vacanza. I due non somigliano a degli egiziani, nessuno pretende di conoscere per filo e per segno una cultura diversa dalla propria ma un minimo approfondimento era necessario.
Federica, già sposa promessa ma disinibita, come Aziz ignora le leggi, come possono non sapere che il sesso prematrimoniale è visto come fornicazione ed è punito con cento frustate? Il Corano è trasparente in proposito:
- Flagellate la fornicatrice e il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell'applicazione] della Religione di Allah, se credete in Lui e nell'Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione.  
- Il fornicatore non sposerà altri che una fornicatrice o una associatrice. E la fornicatrice non sposerà altri che un fornicatore o un associatore, poiché ciò è interdetto ai credenti. 
Insomma senza gli stereotipi del caso e maggiormente organizzata dal punto di vista intellettuale e culturale, la storia poteva essere carina. Fa sempre piacere in fondo che due anime innamorate possano stare insieme e suggellare il loro sogno d'amore. Ma ahimè le illogicità illustrate sopra non fanno altro che mettere la storia d'amore in secondo piano e rendere il tutto un'opera acerba, narrata con troppo candore per essere figlia di una studentessa di liceo classico.
Claudia, non tutto è da buttare e le buone intenzioni non ti mancano, ma studia! ;)

3 commenti:

  1. Non è il genere di libro che leggerei però una cosa mi sento di dirla, per fortuna non tutti i maschi pensano solo al sesso, 1 su un miliardo si salva e Aziz ne è la prova!
    Un abbraccio

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  2. La trama mi incuriosisce, ma non so se lo leggerò,,,
    Magari se scriverà qualcos'altro mi deciderò ;)

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