sabato 30 agosto 2014

John Green che ama ripetersi

Manca sempre meno al 4 settembre ♥ come mi ero ripromessa di fare ho letto tutti i libri di John Green prima che Colpa delle stelle approdasse nelle nostre sale. Difatti l'ultimo, Città di carta, l'ho terminato il giorno di Ferragosto. Ancora non ho avuto modo di recensirlo, tra gitarelle di un giorno ed il motivo principale, ossia che non mi ha convinto fino in fondo. Spero di porvi rimedio!
E così avendoli letti tutti non ho potuto fare a meno di notare delle piccole ripetizioni in corso d'opera. Ho pensato di proporvele. Potrei dimenticarne qualcuna, Colpa delle stelle come ricorderete lo lessi a novembre (grazie ancora Giusy per aver organizzato il gruppo di lettura), e se capita correggetemi vi prego. Okay? Okay.

*ATTENZIONE!*
POTREBBE CONTENERE SPOILER, PROSEGUI A TUO RISCHIO E PERICOLO

1) Gli elenchi numerati all'interno delle frasi (non tutte naturalmente)
Non c'è un solo libro in cui non ne abbia avvistati.

2) I fiori, scelti o regalati, sono in prevalenza tulipani
Fanno la loro apparizione in Cercando Alaska (bianchi), Città di carta (non ci è dato sapere di che colore) e Colpa delle stelle (arancioni).

"Aveva in mano un bouquet di tulipani arancione brillante
che iniziavano appena a schiudersi"

Molto interessante a riconferma del genio di Green quel che ho scovato su Wikipedia alla voce Bolla dei tulipani:

Il co-protagonista maschile del libro "Colpa delle stelle" di John Green si chiama Augustus, con un'evidente riferimento alla bolla dei tulipani. Infatti i fiori che regala all'innamorata sono tulipani, in onore del viaggio ad Amsterdam che i due stanno per compiere. Inoltre Augustus è malato di cancro, il che lo porterà alla morte entro la fine del libro, come il Semper Augustus si estinse a causa del virus che permetteva al fiore di avere la caratteristica colorazione.

3) L'ossessione per il colore blu o in alternativa azzurro
Cercando Alaska: Alaska Young ha le unghie dei piedi smaltate di blu elettrico e un'utilitaria blu battezzata Blue Moka. Una parte della vendetta architettata ai danni di Kevin e gli altri Settimana Corta consiste nel riempire i loro prodotti per capelli di colorante blu.
Teorema Catherine: è possibile trovare Lindsey Lee Wells in vari momenti del libro mentre si dipinge le unghie delle mani con uno smalto blu elettrico, con un paio di orecchini lunghi blu e con indosso una canottiera di cotone blu. Inoltre, da adolescente portava i capelli tinti di blu.
Città di carta: Margo Roth Spiegelman ha gli occhi azzurri.
Colpa delle stelle: occhi azzurri anche per Augustus Waters: "aveva gli occhi così azzurri che ci si poteva quasi vedere attraverso";
Hazel per far visita allo scrittore ad Amsterdam sceglie di vestirsi come la protagonista del libro indossando la maglietta con l'opera di René Magritte "Ceci n'est pas une pipe", che di fondo è azzurra;
l'abito da morto di Augustus prevede una camicia azzurro cielo, mentre quello di Hazel è un vestito senza maniche blu a fiori.

4) Ogni adolescente medio che si rispetti ha le All Stars
Le ritroviamo, nere, ai piedi di Will Grayson in Will ti presento Will, a quelli di Lindsey in Teorema Catherine (nella medesima occasione della canottiera) e di Hazel in Colpa delle stelle.


5) Lo smalto 'così scuro da sembrare nero'
Rosso per Margo, blu per Hazel.


6) L'amore per le metafore
Città di carta: solo alla fine (come è giusto che sia) sarà rivelato cosa si intenda esattamente per città di carta.

Andrai nella città di carta
e non tornerai più indietro

Will ti presento Will: l'amore secondo Tiny Cooper è una metafora de La bella addormentata.

"tiny: sì, perchè devi attraversare questo bosco fittissimo e pieno di spine per arrivare alla bella, e anche allora, quando ci arrivi, devi ancora svegliarla.
io: quindi io sarei un bosco di spine?
tiny: e la bella che non è ancora sveglia del tutto."

Colpa delle stelle: Augustus Waters fa ampio uso e spiegazione del termine per mezzo delle sigarette: "Non ti uccidono, se non le accendi. E non ne ho mai accesa una. È una metafora, sai: ti metti la cosa che uccide fra i denti, ma non le dai il potere di farlo."


7) L'altalena
Will ti presento Will: Tiny e will interrompono la loro frequentazione su un'altalena. «Bella metafora, eh?», commenterà l'amica Jane Turner ricollegandoci al punto 6.
Colpa delle stelle: Hazel mette in vendita la sua altalena su internet. Nel film purtroppo questa scena è stata tagliata.

 Si cari, ho concluso. Spero vi sia piaciuto come a me è piaciuto preparare questo post. Ci risentiamo il primo con la Monthly Recap, a presto!

domenica 24 agosto 2014

The Ice Cream Book Tag

Ciao a tutti e buona domenica. Chi vuole un gelato? Se la risposta è 'nessuno' scommetto che per la fine di questo tag ci sarà un bel numero di richieste. Io ho già l'acquolina in bocca...


PISTACCHIO
Un libro con la copertina verde


Fangirl il maledetto. Non posso leggerlo perchè in Italia è inedito e io non leggendo in lingua mi sento analfabeta. Ma ti avrò e ti leggerò, stanne certo!

NOCCIOLA
Una serie molto lunga che vorresti leggere quest'estate ma che probabilmente non farai e perché


Non è eterna ma per me che al massimo ho letto duologie può esserlo. Per essere sinceri posseggo solo i primi tre volumi che stanno aspettando il loro momento da circa quattro anni, ormai l'estate è agli sgoccioli e non credo inizierò adesso.

FRAGOLA
Il libro con la storia d'amore più dolce


Volevo metterci Se solo fosse vero ma il solo vedere quel libro mi si accappona la pelle dall'orrore (ricordate la recensione?). Meglio optare per uno che mi è piaciuto, e così questo. Ho scoperto una dolcezza e una delicatezza negli autori orientali che non riesco a ritrovare da nessun'altra parte.

VANIGLIA
Il tuo classico preferito


Molti classici mi mancano, ma Seneca è Seneca. Sublime.

MENTA
Un libro per bambini che ti piace


È quasi vecchio come lo zio Barba (1993), e ci sono legatissima. Inutile dire che chi lo tocca è morto. Vi riporto il retro di copertina:

Conoscete lo zio Barba?
È tanto vecchio e ha la barba tanto lunga che quando ha sonno e si trova in aperta campagna, dove non c'è niente per ripararsi dal sole, si costruisce una capanna con la sua barba.
In altre storie, ci racconta della rivolta delle macchine che non volevano più fabbricare armi da guerra e di una penna magica che riesce da sola a fare tutti i compiti.

FIORDILATTE
Un libro molto lungo che hai letto molto velocemente


Mmm mi sono resa conto che le mie letture non sono mai andate più in là delle 4-500 pagine. Quando leggerò La notte e il giorno sarà una bella soddisfazione! Ho il cartaceo *.*

CIOCCOLATO
Un libro che rileggeresti ancora e ancora e ancora


Mi è dispiaciuto moltissimo arrivare all'ultima pagina, Simple è talmente caro e dolce che non solo avrei letto ancora le sue peripezie ma lo avrei tirato fuori dal libro per abbracciarlo! Non lo faccio mai ma quasi che lo riprendo e ricomincio da capo.

Il tag è finito, come sempre se deciderete di farlo lasciatemi i link ai vostri post così che possa venire a sbirciare.

venerdì 22 agosto 2014

The Very Inspiring Blogger Award

Ciao a tutti! Oggi spazio ad un premio, ringrazio ancora Giusy e Francy per avermi pensata e taggata.

EDIT: grazie anche a Sara!


Le regole di questo premio sono:
-Ringraziare la persona che ti ha nominato
-Elencare le regole e visualizzare il premio
-Condividere 7 fatti su di te
-Nominare altri 15 blog e lasciare un commento per fargli sapere che sono stati nominati
-Mostrare il logo del premio sul tuo blog e seguire il/la blogger che ti ha nominato

1) Da anni dormo con i capelli legati. Avevo iniziato a farlo per non ritrovarmi i capelli 'elettrici' al mattino, ora sono talmente abituata che mi sentirei male a non legarli prima di andare a letto. Basta dormire sul fianco e il gioco è fatto.

2) Mi sono resa conto solo ultimamente di avere una stranissima abitudine nei confronti di tutti i libri che leggo. In pratica, il segnalibro non deve stare nelle prime pagine ma deve 'vedersi' che ho letto un po' per cui qualsiasi libro comincio mi piace leggerne una parte abbastanza consistente prima di decidermi a posarlo e infilarci il segnalibro. E' una gioia poi vedere il segnalibro in movimento, in corsa verso la fine. Non lo faccio per togliermi un altro libro di torno sia chiaro, ma almeno all'inizio devo leggerne quel tanto che possa essere notato. Non so spiegarmelo, c'è qualche collega tra voi?

3) Una cosa che rimpiango da morire è l'autografo di Roberto Saviano. La scuola riuscì a organizzare un incontro quando non era molto conosciuto e io non avevo apprezzato le due fotocopie che la professoressa ci aveva dato da leggere. Di conseguenza non comprai Gomorra e mai più pensavo che si mettesse ad autografare il libro, per me era una cosa che succedeva solo nei film. Ho la sua firma su un foglio di block-notes da qualche parte, come me ne pento!

4) Odio l'abbronzatura, in estate esco comunque in canotta ma faccio molta attenzione a camminare in zone dove c'è ombra, e se per disgrazia mi accorgo che il braccio è di un grado più scuro divento una iena: l'abbronzatura invecchia la pelle, come se non abbronzandomi mi garantissi l'immortalità! Poi ci si mette anche Andrea dicendomi che gli piace il mio colorito e niente, ho guadagnato un motivo in più :D

5) Fin da piccola vorrei uno struzzo come animale domestico da quando ne vidi uno di nome Giuditta in un film. Dalla regia (grazie google) mi dicono che potrebbe essere un trash italiano dal titolo Giovani e belli con Anna Falchi, ma non mi va di controllare xD comunque voglio uno struzzo, so che arriva anche a vivere ottant'anni ma lo voglioooooo

6) Prima delle chat ho avuto un'amica di penna, una cosa che io avevo sette-otto anni e lei trenta. Da me c'era stata l'alluvione e a scuola avevano dato i regali ai bambini, il mio pacchetto conteneva una bambola e un biglietto con l'indirizzo di chi l'aveva spedita, così scrissi una lettera a quell'indirizzo pensando fosse anche lei una bambina. Il rapporto epistolare è andato avanti qualche anno poi io le dico che la consideravo veramente un'amica, lei che risponde che forse era meglio se scrivevo a qualcuno della mia età e abbiamo perso le rispettive tracce.

7) Mi piacciono i tatuaggi ma non ci tengo ad essere identificata di botto, come succede con i cani. Da quando ho riconosciuto una ragazza non dal viso ma dal tatuaggio che portava sul braccio ho deciso di non farne neanche uno, a meno che non sia in una zona che difficilmente tengo scoperta.

I miei nominati non sono quindici, voglio passare il premio a chi davvero è un mio sostenitore incitandomi a portare avanti il blog. Oltre a Francy e Giusy premio:

I believe in...
Dreaming Wonderland
Queer as Blog
Libri di cristallo
Welcome to the city of bones
Rumore di fusa
Meline Sante
Da una stella cadente all'altra
L'angolo dei libri
Libri per vivere

Ora perdonatemi ma sono in coma, vi contatterò più tardi. Buona serata!

domenica 17 agosto 2014

Recensione: Will ti presento Will di John Green & David Levithan

Titolo: Will ti presento Will
Autore: John Green & David Levithan
Editore: Piemme
Anno di pubblicazione: 2010
Genere: Romanzo
Pagine: 336
Prezzo: € 16,00
Una sera, nel più improbabile angolo di Chicago, due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano. Dal momento in cui i loro mondi collidono, le vite dei due Will, già piuttosto complicate, prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull'amicizia, l'amore e su loro stessi.


Recensione: Quarta prova con John Green, prima con David Levithan. Green è nuovo a questo genere di collaborazioni, Levithan no. Sono entrambi autori affermati di letteratura per ragazzi. Cosa mai ne sarà uscito?

Will Grayson è uno studente la cui filosofia per sopravvivere consiste nel fregarsene e nello stare zitto. L'enorme e gay dichiarato Tiny Cooper è l'amico cui fa da ombra dalla quinta elementare, ma Will sembra non dare molto peso a ciò, ormai consapevole che "Stare con qualcuno è una cosa che scegli. Essere amici è una cosa che sei e basta";
will grayson (perchè i suoi pensieri non comprendono l'uso delle maiuscole) è anch'egli studente. Emo, depresso e solitario, non nutre alcuna fiducia verso il genere umano eccetto che per Isaac, un ragazzo conosciuto online e ancora mai visto di persona.

Un concerto ed un appuntamento mancati favoriscono l'incontro tra i due ma sarà la vita di Tiny in primis ad esserne totalmente sconvolta, combattuto tra il Grayson "originale" e "l'altro". Proprio su Tiny (piccolo, minuscolo in inglese, contrapposizione fisica come già per Miles 'Ciccio' Halter in Cercando Alaska) gravita in realtà il romanzo, anche se a narrarci le vicende sono un capitolo a testa i due Will.
Lo stile di Green è ormai confermato, dopo quattro libri lo riconosci subito e ovunque. Un fottutissimo genio che ti fa ridere, piangere e riflettere, ciascuna emozione distante un secondo dall'altra, oltre che una penna fresca e giovanile adatta anche agli adulti. Soltanto lui è capace ancora una volta di stupire inserendo in una banale storia d'amore e amicizia il Paradosso del gatto di Schrödinger. Meccanica quantistica, gente! IO-AMO-QUEST'UOMO, è ufficiale. E sì, leggerei anche la sua lista della spesa.
Levithan è per me un estraneo, pur avendo Ogni giorno nell'ebook. Dopo questa felice parentesi a quattro mani sono sicura di riuscire ad aprirlo senza mi auguro brutte sorprese. Il suo stile invece mi è parso più debole e un po' disordinato, ma ho apprezzato che i due Will Grayson fossero creature di padri differenti. Ognuno ha trasmesso una parte di sé al proprio bambino, e il risultato sono due figure completamente opposte ma che per questo si fanno amare del medesimo amore, proprio perchè diversi.
Will ti presento Will tratta come era intuibile anche temi delicati come omofobia e omosessualità. Le perle più notevoli sono quasi tutte a firma Green, ma in questo campo Levithan/will grayson ci dà una bella lezione in proposito:
io: cosa è disgustoso?
simon: cioè... che hai messo il tuo coso dove lui... ehm... defeca.
io: prima di tutto non ho messo il mio coso da nessuna parte. e poi ti rendi conto, vero, che quando un ragazzo e una ragazza vanno a letto insieme lui mette il suo coso dove lei urina e ha le mestruazioni?
simon: oh. non ci avevo mai pensato.
io: appunto.
Cos'altro dire se non che è un romanzo piacevole, si legge d'un fiato ed è obbligatorio se ammirate anche solo uno dei due autori?
Un'ultima cosa per concludere. Ricordate il tag It's Valentine's time? A distanza di mesi posso rispondere sinceramente riguardo la dichiarazione d'amore più bella, scovata dentro questo libro. Parla Will Grayson rivolto a Tiny:
«Non voglio scopare con te. È solo che ti amo. Da quand'è che conta solo chi ti vuoi scopare? Da quand'è che l'unica persona che ami è quella che ti vuoi scopare? È una cosa così stupida, Tiny! Cioè, cazzo, chissenefrega del sesso?! Tutti si comportano come se fosse la cosa più importante che gli esseri umani facciano. Ma per favore! Come è possibile che le nostre cazzo di vite ruotino attorno a una cosa che possono fare anche le lumache?! Chi ti vuoi scopare, se te lo sei scopato, immagino siano domande importanti, va bene. Ma non così importanti. Sai cosa è importante? Per chi moriresti?»

martedì 12 agosto 2014

Recensione: Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito) di Chiara Parenti

Titolo: Tutta colpa del mare (e anche un po' di un mojito)
Autore: Chiara Parenti
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2014 ebook / 2017 cartaceo
Genere: Romanzo breve, Romance
Pagine: ebook 134 / cartaceo 319
Prezzo: ebook € 2,49 / cartaceo € 8,90
La vita di Maia Marini procede a vele spiegate verso la felicità: un fidanzato appartenente a una prestigiosa famiglia, un lavoro presso una delle più rinomate agenzie di comunicazione di Milano, tre amiche splendide con cui trascorrere il weekend per festeggiare l'addio al nubilato di Diana, la futura cognata! Peccato che la meta prescelta sia la Versilia, dove Maia ha passato le vacanze fino all'estate dei 16 anni. Ritornare nei luoghi in cui ha lasciato il cuore e rivedere Marco, il primo amore, la manda in tilt. Così decide che qualche mojito non potrà farle male… e anzi l'aiuterà. Il mattino dopo, però, Maia non ricorda niente. Non ha idea di cosa abbia combinato durante quel folle venerdì notte. In compenso, però, lo sanno i suoi 768 amici di Facebook. Cercando di ricucire una situazione compromettente e compromessa in ogni settore della sua vita, Maia si troverà a porsi una domanda fondamentale: e se invece che la fine di tutto, fosse solo un nuovo inizio? Perché se è vero che l'alcol fa fare pazzie, è altrettanto vero che a volte aiuta a fare la cosa giusta!
Recensione: Due 'M' intrecciate all'interno di un cuore: picco di egocentrismo o indimenticabile legame amoroso? Maia Marini le porta tatuate sul polso da quando aveva diciassette anni, perenne ricordo di un'estate di prime volte e di vita. Oggi ne ha trentadue, e la quasi donna dell'epoca è stata soppiantata da una personalità dedita anima e corpo a lavoro e buona impressione. Ma quando il destino e la location scelta per un addio al nubilato ci mettono lo zampino, quel segno sulla pelle è ancora più che mai vero al punto da rincontrare il ragazzo dagli occhi color cioccolato di quell'antica estate.
Classica storia del perduto amore ritrovato e vai a farti benedire fidanzato e futura suocera madre-padrona? No. L'autrice ha un animo romantico ma non per questo stupido. Il racconto è studiato, ben caratterizzato e assolutamente non ai limiti della fiction cui ci hanno abituati le soap opera. È reale, frizzante ed ironico (chi già conosceva Chiara dal suo blog lo sa). Non spicca per originalità in un'epoca dove è stato dato alle stampe tutto e il contrario di tutto, ma riesce comunque a volgere oltre, non uniformandosi ad alcuno standard preconizzato, merito proprio di quella pungente ironia che con fatica si smetterebbe di leggere.
Affrontiamo il ripercorrersi di una vita bloccatasi lontano dal mare della Versilia, un capitolo alla volta, tra un flashback e la data corrente. Si intervallano la narrazione al tempo presente e passato, tanto per non sbagliare (infatti la sottoscritta ha impiegato un po' di tempo per arrivarci).
Maia, astemia da lungo tempo, complice il mare, Marco, le amiche, beve qualche mojito di troppo. Mettendo da parte il risveglio (non voglio rovinarvi la sorpresa di leggerlo!), la ragazza e tutti i presenti alla festa hanno un enorme vuoto di memoria che pian piano si rivelerà loro a cominciare dall'avvio del computer.
Ciò che mi ha più colpito in tutta questa storia non sono tanto le foto in sé, ma le notifiche e i commenti dei miei amici alle immagini.
A parte "Belle tette" e "Il tuo culo parla!", ci sono dei post che mi hanno mosso qualcosa dentro, tipo: "Ma quindi sei umana anche tu! Non ne ero troppo sicura fino a oggi..." o "Cyborg-Maia si è finalmente scatenata! Grandiosa!".
E il peggiore. "Ma allora sei viva!"
Sì, sono viva. E nessuno dei miei amici di Milano, a quanto pare, se n'era accorto fino a oggi. L'aspetto più grave, però, è che forse nemmeno io me n'ero accorta.
Gli esiti del bicchiere di troppo potrebbero essere fatali, oppure un pretesto per riprendere in mano la propria vita. Quando ancora non c'era Facebook e amiche con la macchinetta o il telefonino pronto si poteva scherzarci sopra il giorno seguente e chiudere entrambi gli occhi sullo spiacevole incidente di percorso, ma ora?
Se c'è forse un difetto di confezionamento di questo romanzo sono i molti riferimenti a telefilm vari che possono mandare in confusione qualunque lettore disinteressato ad essi. Tolto questo, per me concorre al titolo di libro estivo per eccellenza. Si parla d'amore ma senza esagerazioni zuccherose, si ride con piacere e, se non ci è permesso, si viene magicamente trasportati al mare. Credetemi se dico di averne sentito l'odore! Grazie per questa splendida sensazione, Chiara!
Ovviamente consigliato.

sabato 9 agosto 2014

Ritratto

Ieri durante una benefica capatina in libreria non so esattamente cosa mi abbia spinta a prendere in mano questo libro dalla copertina color sabbia, fatto sta che appena aperto ho trovato un piccolo e fedele ritratto. Mio e di chiunque viva tra le pagine dei libri. Non vi ci ritrovate anche voi?

«Qual è la prima cosa che farebbe uscita di qui?»
«Comprare dei libri».
Il colloquio si ripeteva settimana dopo settimana e il risultato era sempre uguale: Norma-Jean non era autorizzata a uscire da quello che capì essere un ospedale psichiatrico. Non un albergo. Non una casa di riposo. Ogni volta si presentava al colloquio in pigiama, senza essersi pettinata, senza essersi lavata.
«Qual è la prima cosa che farebbe uscita di qui?»
«Comprare dei libri».
La psicologa finì per aver pietà di lei.
«Non dà le risposte giuste».
«E cosa si deve rispondere?»
«Che si comprerà dei vestiti, andrà dal parrucchiere, chiederà aiuto, farà della formazione, cercherà un lavoro».

da Serve una casa per amare la pioggia, di Ingrid Thobois

venerdì 1 agosto 2014

Monthly Recap #11: Luglio

Buongiorno! Vi rendete conto che è già agosto e io dormo con la copertina di pile sistemata strategicamente sopra il lenzuolo? Alla faccia di chi ogni estate spera che non piova piove, piove, piove, patisco il freddo ma non nascondo la mia soddisfazione. Con la speranza che il prossimo anno non ci ripaghi con un'estate torrida e soffocante.
Anyway, con l'entrata in un altro mese torna la nostra Monthly Recap, la rubrica che in un solo post fa il riepilogo del mese appena trascorso sul blog. Andiamo subito a curiosare:

Recensioni
Teorema Catherine di John Green

Tag
Colpa delle stelle Tag  ancora non l'ha fatto nessuno, su su fatelo daiiii :D
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Altri post
Premio dell'amicizia: Lovely Blog Award 2014
Amare un'insicura

Giveaway
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-Un mese di libri-

Letti
Il meraviglioso paese oltre la nebbia di Sachiko Kashiwaba
Teorema Catherine di John Green
Mariti in salsa web di Viola Veloce
Sofia si veste sempre di nero di Paolo Cognetti
La luce che c'è dentro le persone di Banana Yoshimoto

Acquisti/in regalo/in prestito
Sono bruttissima di Judith Fathallah
L'arte di capire le donne di Arthur Schopenhauer  Newton Compton
Poesie zen  Newton Compton
Tre saggi sulla sessualità di Sigmund Freud  Newton Compton
Il giovane incantatore di Charles Baudelaire
13 di Jay Asher
Will ti presento Will di John Green & David Levithan
Necronomicon di Pietro Pizzari

In wishlist
Una sfortunata mattina di mezza estate di Will Self
Il bonobo e l'ateo. In cerca di umanità fra i primati di Frans De Waal
Manicomio primavera di Clara Sereni
Il mio grosso grasso amore di Peter Sheridan
Natura morta con custodia di sax di Geoff Dyer ✓

Miglior lettura


Spazio note
Ho deciso di sistemare un po' di cose, a cominciare dai contatti, queste icone a forma di castagna mi piacciono proprio tanto! Le trovate qui a destra, se volete seguirmi ricambio con piacere ;) poi cambierò qualcosa nelle pagine statiche, magari eliminando le emoticon e aggiungendo una sezione per autori e case editrici dato che è una delle cose essenziali in un blog che tratta di libri, e manca. Penso sia tutto.
Buon mese a tutti (ad agosto è valido questo tipo di auguri?), buone vacanze per chi parte!