venerdì 17 ottobre 2014

Recensione: Amore e altri effetti collaterali di Julie Murphy

Titolo: Amore e altri effetti collaterali
Autore: Julie Murphy
Editore: De Agostini
Anno di pubblicazione: 2014
Genere: Romanzo
Pagine: 316
Prezzo: € 14,90
A sedici anni Alice pensa di avere tutta la vita davanti a sé. Tutta la vita per dimenticare Luke, il suo ex ragazzo, e farla pagare a Celeste, la sua nemica giurata. Ma all'improvviso scopre di avere una forma gravissima e rarissima di leucemia. Dopo un anno di chemioterapia senza alcun risultato, si convince di essere ormai al capolinea e decide di sfruttare il poco tempo che le rimane togliendosi un po' di sassolini dalle scarpe. Compila così una lista di "Cose Da Fare Prima Di Morire" e con la complicità del suo migliore amico Harvey, da sempre innamorato di lei, organizza un piano crudele e ingegnoso per vendicarsi di Luke e Celeste prima che sia troppo tardi. Ma, proprio quando Alice ha portato a termine una vendetta a dir poco plateale e ha guadagnato il disprezzo di tutto il liceo, le cose prendono una piega inaspettata: la malattia entra in remissione. E così, dopo essersi tanto preparata a morire, Alice si trova ad affrontare le conseguenze delle proprie orribili azioni. Ma c'è di peggio. Ora anche Harvey ce l'ha con lei. Alice però si è finalmente resa conto di provare qualcosa per lui ed è disposta a tutto pur di non perderlo. Perché la vita le sta offrendo una seconda occasione, e un'occasione come quella non può certo essere sprecata.

Recensione: Braccialetti rossi e Colpa delle stelle hanno innescato il nuovo filone narrativo dei romanzi sul cancro. Il 16 settembre scorso infatti in tutte le librerie è arrivato questo, in cui all'interno subito dopo la trama è persino scritto"Acclamato dalla critica americana come l'unica vera risposta a John Green". Se la sola fascetta non ci tentava (v. prova fotografica), l'abbaglio è servito!


Il film tratto da Colpa delle stelle è al cinema da dodici giorni, quale momento migliore per fungere da specchietto per le allodole? Fu così che decisi di leggere questo libro novità. In ebook, saggia decisione.
Alice e Harvey sono amici fin da bambini, le loro famiglie si ritrovano sempre in occasione di Natali, compleanni e vacanze, di conseguenza sono cresciuti insieme. Dovrebbero essere uniti e praticamente fratelli, ma lei è una delle persone più egoiste e senza cuore che può capitare di incontrare arrivando ad evitarlo all'interno della scuola e a non rivolgergli la parola per settimane. Lui da sempre innamorato accetta di farsi mettere i piedi in testa ed accontentarla nei suoi ultimi desideri pur di starle vicino. Questa parte mi ha sì ricordato John Green, ma per Città di carta. Se comunque volete sapere se questo libro è una risposta a Green vi dico subito che no, nel modo più assoluto non lo è. Green ci fa sorridere, piangere e riflettere; Julie Murphy fa solo ed esclusivamente arrabbiare. Lo stile è prettamente adolescenziale e non accattivante, la storia non decolla e se giungiamo alla fine del romanzo è solo perchè speriamo di assistere al funerale di Alice.
Se il libro ha una nota di merito è quello di smentire i telegiornali quando si parla di tragiche morti premature: amici e parenti davanti le telecamere a dire le stesse frasi come da copione "Era solare, generoso/a, andava a messa tutte le domeniche ecc. ecc." Verso Alice non si ha mai questo genere di pensieri, è giovane sì ma la sola cosa che si pensa è che ha avuto quel che si meritava. Non è altro che una stronza approfittatrice che gioca con i sentimenti di Harvey e dei genitori, con la scusa del 'tanto sto per morire'. È difficile digerire questo personaggio, anche quando si alterna con Harvey nella narrazione: non si vede l'ora che sia lui a parlare tanto è antipatica. Inoltre, le due voci narranti si dividono il compito anche di confondere ben bene il lettore parlando vicendevolmente al tempo presente e passato, prima e dopo la malattia della ragazza, come se esso fosse il punto focale della vicenda. Il cancro è trattato in maniera assai superficiale, se ogni tanto non ci rammenta che è calva come una palla da biliardo la si immagina coperta di capelli dall'inizio alla fine. E comunque tutte le sopravvissute al cancro che ho conosciuto io indossano una bandana nel tentativo di coprire il dramma, che lei invece se ne vada in giro pelata mi sembra alquanto inverosimile. Poi, a parte una volta o due che rimette l'anima non soffre assolutamente, perseverando nel suo comportamento crudele... e quando Harvey, che già di per sé non ha molta spina dorsale, concepisce quanto è cattiva e si allontana, Alice che fa? Lo rivuole! Lo rivuole perchè gli fa comodo non perchè i suoi sentimenti stanno cambiando. Una sola volta ho visto un briciolo di umanità in lei, ossia quando la vicina di casa di otto anni vuole un cane che sua madre non può permettersi di adottare e va a prenderlo lei (con il fido Harvey alla guida) e dopo averlo lavato glielo fa trovare davanti la porta. Forse perchè sono un'amante degli animali, ma seriamente è l'unica volta in cui non l'avrei presa a schiaffi.
È una storia in cui i personaggi non hanno colore (o se ce l'hanno sono neri come la pece come nel caso di Alice), non si riesce ad affezionarsi a nessuno di loro né a provare un po' di compassione per Alice che per l'intero corso del romanzo non fa altro che chiederne, lei è la poveretta a cui è venuto il cancro e dato che la vita è stata ingiusta con lei (cioè? Qualche battibecco con Celeste e l'aver visto la madre con un uomo diverso da suo padre?) e le rimane poco tempo ha diritto di togliersi qualche sfizio=vendicarsi.
In definitiva, mi chiedo se l'associazione con Colpa delle stelle non sia tutta una manovra pubblicitaria. Non fosse per qualche vago rimando qui e là a partire dal titolo, 'effetti collaterali (del morire)' o le 'guance gonfie come quelle di uno scoiattolo' o i 'giorni buoni', lasciate pure il libro dov'è perchè non ha nulla a che spartire con il best seller di John Green.
A quanto pare questo romanzo è pieno di 'unicità'. Ecco la sola parte abbastanza buona trovata, tanto per avvalorare la tesi sullo stile e sul paragone fatto per incrementare le vendite. Voglio la lista della spesa di John Green, qui, ora!
E scoprii che il sesso non era una cosa perfetta, mozzafiato, limata e lucida. Era silenzioso, sudato e personale. Ma era bello. [...]
In quel momento Alice inghiottì un pezzo di me che non sapevo esistesse. Mi rovinò, quella sera.
Quando ami la stessa ragazza da sempre, è difficile credere che dopo possa esserci altro. Quando hai amato una persona così completamente, si porta via l'amore quando se ne va? Era così che funzionava? Se era così, mi stava bene. Amavo ogni centimetro di Alice, anche le parti brutte e crudeli che facevano rabbrividire gli altri. Se quello era tutto l'amore che avrei mai potuto dare, allora il mio amore era stato ben speso. Andandosene, Alice l'avrebbe portato via con sé. Che galleggiasse in qualche paradiso o si decomponesse due metri sotto terra, quella parte di me se ne sarebbe andata con lei.

6 commenti:

  1. Ho snobbato questo libro sia per la simpatica fascetta pubblicitaria (chiaramente un'azione di marketing) che per la trama, che mi dava l'idea di un qualcosa di molto superficiale.
    Da quanto leggo dalla tua recensione, il mio istinto mi ha suggerito bene stavolta u_u
    E... voglio anche io la lista della spesa di John Green! Ora!

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  2. Santo Cielo, quanto odio le fascette pubblicitarie!
    La trama mi sembrava interessante, ma la tua recensione mi sconsiglia di buttar così i soldi... quindi grazie ;)

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  3. Ciao bella, guarda sarà che ora come ora ho una bella infezione in corso ma non riesco proprio a leggere libri come questo!
    Bacioni

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    1. Guarisci presto Melly!
      Ma sai, anche se questo non lo leggi non ti perdi nulla.
      Baci

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  4. Ah-ah! Lo sapevo che non dovevo fidarmi della fascetta con scritto "Perfetto per tutte le fan di Colpa delle stelle" U.U un vero peccato però, la trama sembrava essere davvero molto carina e originale ma da come lo hai descritto già lo odio.

    Ps. Spero davvero che le CE ora non ne approfittino e, dopo i vampiri, gli erotici e i distopici, il cancro diventi la nuova moda.

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