mercoledì 29 luglio 2015

Blog chiuso fino a nuovo ordine


Serve il cuore perché le cose funzionino degnamente. Un cuore in salute, prodigo di sentimenti ed entusiasmo. E perché ciò accada è opportuno eliminare il superfluo, o quantomeno quel che ci fa male.
Non intendo dire che cancellerò il blog, ma conto di prendermi una bella e lunga pausa. L'ultimo e decisivo elemento che mi ha fatto capire di non poter più gestire questo spazio è stata un'email in cui mi si augurava in bocca al lupo. Per un blog che compirà TRE anni il prossimo settembre.
Il resto sono tante piccolezze avvertite negli ultimi tempi cui ho cercato di dare il minor peso possibile, come leggere il primo commento dopo in media quattro ore dalla pubblicazione di un post, nuovi iscritti che giungono qui a frotte di uno-due al mese, il fatto di sentirmi poco e male ascoltata che non fa altro che acuire il punto #2 di cui ho parlato nel tag (QUI). In sintesi, chiudo perché qualsiasi cosa, che sia un blog come in questo caso o una storia d'amore, che ostinatamente portiamo avanti mentre essa già agonizza non può che concludersi nel peggiore dei modi. Chiudo perché non è rimasto che il blog di negativo dopo aver smesso l'antidepressivo che assumevo dal 2012. Ora sto meglio e vorrei che su questa sensazione si basasse per un po' la mia vita.

Chiudo non senza ringraziare chi mi ha permesso di tenere duro fino ad ora. La pagina dedicata alla TBR List sarà la sola che terrò aggiornata per tutta la durata della mia assenza; i miei sviluppi potrete continuare a vederli su aNobii e da ieri anche su BookLikes, sito dove credo sarò un po' più 'viva' per mezzo di citazioni e aggiornamenti riguardo i nuovi amici di carta.
Se preferite scrivermi c'è la mail (sentieridineverossa@gmail.com) ma se il vostro desiderio di parlarmi è fortissimo aggiungetemi su Twitter: è la soluzione migliore se volete una risposta in tempi brevi.
Vi saluto e vi auguro un buon proseguimento.

venerdì 24 luglio 2015

Recensione: Chelsea & James di Giuseppe Cozzo

Titolo: Chelsea & James
Autore: Giuseppe Cozzo
Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform
Anno di pubblicazione: 2015
Genere: Romanzo, Thriller
Pagine: 194
Prezzo: € 6,24
Stati Uniti d'America. Nel tentativo di perseguire il proprio senso di giustizia, due ragazzi cercano di fuggire da un ingombrante passato che li condiziona fortemente.
La moralità, immancabilmente relativa, viene messa in discussione, mentre un viaggio li porterà via dalla zona in cui hanno imparato a soffrire.
Scopriranno che allontanarsi da un luogo è possibile, ma prendere le distanze dalle proprie vite è un obiettivo che può essere raggiunto solo conoscendo sacrifici forse insopportabili.

Recensione: Dell'opera prima del recentemente scomparso Giorgio Faletti, Loredana Lipperini ha detto che "nulla denuncia la cittadinanza dell'autore (niente misteri da capoluogo di provincia, neanche un filo di nebbia padana, non un arancino, non un proverbio in dialetto) né, tanto meno, le sue precedenti appartenenze" (la frase si trova sul retro copertina dell'edizione Vintage, Baldini&Castoldi, € 10). Riguardo il romanzo d'esordio del giovane Giuseppe Cozzo potremmo usare le medesime parole della giornalista. Classe 1992, Giuseppe ha concretizzato la grande passione per la scrittura pubblicando tramite il sito di Amazon Chelsea & James, una mescolanza di Bonnie e Clyde (citati anche nel libro), Thelma & Louise, Romeo e Giulietta all'insegna del giallo.
I protagonisti sono nel fiore degli anni e già gravati da un passato da lasciarsi alle spalle alla svelta, azzerare la vita finora condotta e percorrere una via totalmente diversa da quella cui si è abituati. Non ci viene fatto intendere precisamente in che anno è ambientata la vicenda, forse l'unico indizio che ci fa afferrare il tempo presente sono i sacchetti di patatine con sorpresa all'interno, ma quel che James ci narra è uno splendido sogno di libertà che nessun uomo in cuor suo ha mai smesso di coltivare. I nostri eroi hanno dalla loro parte la giovane età, la forza fisica e la spacconeria che caratterizzano tutti noi nei primi due decenni della vita, il desiderio di esseri migliori di chi ci ha generato e con i cassetti straripanti di sogni. Sicuramente se l'autore fosse stato maturo (eccezion fatta naturalmente per il mago Aidan Chambers) il romanzo ne avrebbe risentito sotto questo aspetto, facendolo somigliare a una penosa rimembranza dei tempi andati. Se Chelsea & James andava pubblicato ha visto la luce al momento giusto. Senza attese di qualsivoglia genere ma con tanta bramosia di correre sotto gli occhi del lettore.
Giungono però le dolenti note ma che, trattandosi di una prima fatica, possono passare e lasciare il dovuto spazio alle buone premesse dell'opera. Ad un certo punto la moralità dei due ragazzi cederà il posto alla cieca fortuna e al senso di onnipotenza che contraddistingue la giovane età: daranno la morte un po' troppo spesso e senza un valido motivo apparente, dominati dal gusto di impugnare un'arma e poter emulare i paladini della giustizia televisiva e del romanzo poliziesco. Era gradita in questo caso la psicologia di Chelsea e James, cosa li ha spinti ad invertire rotta di questo pensiero che condividevano in egual misura. Il credersi invulnerabili o aver inteso che in serbo per loro altro non c'era che la morte?
La parte restante del romanzo non necessita di una caratterizzazione approfondita dei personaggi, tipica ad esempio della produzione di Stephen King: troppe descrizioni avrebbero fatto perdere la freschezza della vicenda ed appesantito la struttura, Chelsea & James è perfetto così com'è. Di certo non è uno young adult ma contiene personaggi in quella fascia d'età e ritengo non si potesse fare altrimenti; giovani con voce e modi di fare adulti avrebbero assolutamente stonato, quando accade si avverte e cominciamo a camminare sulle macerie di una buona storia.
Per concludere, Chelsea & James è una bella prova d'autore seppur al suo esordio. Confido nella capacità narrativa, schietta, incalzante e mai noiosa, e nel bagaglio culturale e comunicativo di Giuseppe per il secondo capitolo della sua carriera promessoci già per quest'autunno. Augurandoci un lavoro pulito e non scritto frettolosamente dato il poco tempo, prenoto la mia copia seduta stante.

lunedì 20 luglio 2015

Tag: Book Blogging things I suck at

Buongiorno! Oggi un bel tag di auto-sputtanamento scovato giorni orsono su The Bookshelf di Mel e Mys come testimonia il banner promotore del tag. In cosa consiste? Nell'elencare cinque cose inerenti alla blogosfera e all'essere blogger in cui si fa schifo. Cinque grandi difetti che trasposti sulla pagina bianca di Blogger possono anche essere incentivo a migliorarsi, e se cinque sono pochi ci si può avvalere dei random sucks!
Vado subito a stilare la mia lista di difetti.


SUCK #1 GRAFICA
Non so fare nemmeno i banner senza un aiuto esterno (perchè il mio è l'unico blog a non avere uno straccio di banner? Ecco). Sono per l'esattezza sette anni che Raito Yagami sopporta supporta le mie idee grafiche, la pecca è che non si è mai 'attrezzato' per creare template ma solo immagini e banner. Io mi sento al contempo idiota, impedita e rompiscatole per cui non parlo a nessuno di questa mia specie di malessere. Non vorrei cambiare grafica ad ogni occasione di festività o cambio di stagione, ma almeno una volta all'anno sarebbe ammissibile. E invece niente.

SUCK #2 RIMANDARE È BELLO
Trovo un tag che mi piace? Metto nei preferiti il post del blog che lo ospita oppure ricopio i dati in una bozza e lo lascio a decantare. La durata è assolutamente variabile (il più vecchio è datato 27 gennaio 2014). La medesima cosa capita con recensioni e normali interventi. Ci sarebbe da chiedersi perchè mi comporto così ma converto solo in virtuale quel che faccio nel reale, ossia rimandare, rimandare, rimandare.

SUCK #3 OMAGGI DELLE CASE EDITRICI
Ogni volta che in un blog leggo che un libro è stato donato dalla casa editrice o che il blogger ringrazia la casa editrice per avergli inviato la copia di un romanzo, io penso solo: non aveva i soldi per andarselo a comprare? Io risparmio fino all'ultimo centesimo, non compro nemmeno la batteria nuova del cellulare e me ne sento dire di tutti i colori dai miei genitori perchè quando esco rientro sempre a casa con almeno un libro (non sempre ma loro la vedono così), poi apro un blog qualsiasi... e boh, non riesco ad essere felice per il/la blogger, mi sento soltanto una blogger di serie Z appena agli inizi quando a settembre il blog compie uh già tre anni.

SUCK #4 RECENSIONI
Essendo il mio un blog letterario dovrei scrivere la recensione di un romanzo non appena lo termino. Sbagliato. Ci sono volte in cui cerco di esternare quel che ho provato leggendo ma più ci penso più effettivamente non ce la faccio (vedi titoli come Proibito, Mio fratello Simple, Sei come sei, I gatti di Nizamuddin), ed altre in cui non sento la necessità di scrivere una recensione. Non leggendo titoli noti so che spesso può essere un errore (la recensione di Niente mi basta è tuttora il post più letto con 1388 visite e per quante librerie giri non l'ho visto una volta una sugli scaffali!)

SUCK #5 ESSERE PRESENTE
Rispetto al passato dove commentavo ogni singolo post degli amici e rimanevo anche quaranta minuti (cronometrati) su un post cercando di mettere giù un commento alla bell'e meglio, ora né sto così tanto sopra un post se la risposta non mi viene immediata né commento tutto di tutti. Siete numerosi e spesse volte non vi limitate ad un post al giorno, ammetto il mio limite di non riuscire a starvi dietro e invidio la vostra costanza e il vostro entusiasmo che ho perduto da tempo.

RANDOM SUCKS
# non fotografo le nuove entrate
# mi piacerebbe tenere qualche rubrica settimanale ma non vorrei essere l'ennesimo blog fotocopia
# dovrei aprire una pagina Facebook, se fossi ancora iscritta a Facebook
# dovrei passare subito dai nuovi iscritti, se in sei mesi si iscrivessero più persone però sarei più motivata

Sono una pessima blogger. Inutile dire che taggo tutti, anche tu che stai leggendo, dimmi se condividi i miei difetti o se nell'armadio ne nascondi altri.
A presto!

05/12/2015 - Avvistata una copia di Niente mi basta in un punto Feltrinelli

mercoledì 15 luglio 2015

La crisi non esiste

Ricordi di libreria

Nel periodo in cui lavorai in un negozio di libri usati – un luogo che, finché non ci si lavora, è facile immaginare come una specie di paradiso dove affascinanti gentiluomini d'età scartabellano eternamente tra in-folio rilegati in pelle di vitello – mi colpì soprattutto la rarità delle persone davvero interessate ai libri. La nostra libreria offriva anche volumi eccezionalmente interessanti, ma dubito che uno su dieci dei nostri clienti fosse in grado di distinguere un buon libro da uno brutto. Gli snob a caccia di prime edizioni erano molto più frequenti degli amanti della letteratura; gli studenti orientali che tiravano sul prezzo dei libri di testo economici erano anche più numerosi; ma i clienti più comuni erano le signore dalle idee confuse che cercavano regali di compleanno per i nipotini.
Molti dei nostri acquirenti appartenevano a quella categoria di persone che, pur essendo capaci di rendersi insopportabili ovunque, riescono a farlo particolarmente bene in una libreria. Per esempio, l'adorabile vecchietta che «vuole un libro per un malato» (richiesta frequentissima), o quella che nel 1897 ha letto un libro tanto ma tanto bello e vi chiede se potete procurargliene una copia. Peccato che abbia dimenticato sia il titolo che il nome dell'autore: in cambio, però, si ricorda che aveva la copertina rossa. Oltre a questi, altri due ben noti flagelli imperversano nelle librerie dell'usato. Uno è il tipo del signore decaduto che puzza di croste di pane raffermo e che ogni giorno, spesso anche più volte al giorno, tenta di vendervi dei volumi che non valgono proprio nulla; l'altro è quello che fa grandi ordinazioni di libri senza avere però la minima intenzione di pagarli. Da noi non si faceva credito, però tenevamo da parte i libri, oppure li ordinavamo, se qualcuno ci chiedeva di venire a prenderli in un secondo momento. Non tornava  mai neanche la metà di chi aveva fatto le ordinazioni. Nei primi tempi questo mi sconcertava. Cosa spingeva quelle persone a comportarsi così? Entravano, chiedevano qualche libro raro e costoso, si facevano promettere più e più volte che glielo avremmo conservato, dopodiché sparivano per non tornare più. Molti di questi clienti, certo, erano palesemente da ricovero. Parlavano di sé con aria solenne e ci raccontavano le storie più fantasiose (storie a cui, in molti casi, giurerei che erano i primi a credere) per spiegare come mai fossero accidentalmente usciti di casa senza soldi. In una città come Londra ci sono sempre un sacco di pazzi non ufficialmente accertati che vagano per le strade e tendono a gravitare intorno alle librerie, rari posti in cui si può perdere tempo a ciondolare senza spendere un quattrino. Alla fine le persone di quel tipo le riconosci al volo. Nonostante i grandi discorsi, c'è in loro qualcosa di tarlato e inconcludente. [...]
Non è vero che gli uomini non leggano romanzi; è vero però che evitano in blocco alcuni generi narrativi. Grosso modo, quello che può definirsi il romanzo medio (roba abbastanza comune, la buona brutta narrativa, quella specie di Galsworthy annacquato che costituisce la norma nel romanzo inglese) sembra esistere esclusivamente per le donne. Gli uomini leggono romanzi che si possono considerare rispettabili oppure libri polizieschi. Questi ultimi, però, li consumano in quantità terrificanti. [...]
In una biblioteca circolante è possibile capire i gusti veri del pubblico, non quelli che pretende di avere; e stupisce constatare quanto siano caduti in disgrazia i romanzieri inglesi «classici». È del tutto inutile mettere Dickens, Thackeray, Jane Austen, Trollope, eccetera in una normale biblioteca circolante: non li prende nessuno. Basta che la gente posi gli occhi su un romanzo dell'Ottocento per dire: «Oh, ma è roba vecchia!» e lo scarta immediatamente. In cambio è sempre piuttosto facile vendere Dickens, così come è sempre facile vendere Shakespeare. Dickens è uno di quegli autori che la gente sta sempre «lì lì per leggere» e, come la Bibbia, è generalmente conosciuto di riporto. [...]
Un altro fenomeno assai rilevante – ogni due o tre anni gli editori si scaldano molto su questo problema – è il discredito in cui è caduto il racconto. Quel tipo di lettore che chiede al libraio di scegliergli un libro esordisce quasi sempre con un «Non voglio racconti», oppure «Io non ho desiderio di piccole storie», come ci diceva un nostro cliente tedesco. Se gliene chiedete il motivo, spesso vi spiegherà che è una vera sfacchinata abituarsi a una nuova serie di personaggi a ogni inizio di racconto; dirà che vuole «immergersi» in un romanzo che dopo il primo capitolo non affatichi troppo la mente.


Il testo appena letto in realtà fu scritto nel 1936 da George Orwell ed apre il saggio Letteratura palestra di libertà, edito in Italia da Mondadori al prezzo di € 11,00.

giovedì 2 luglio 2015

My TBR Jar #4 - Luglio 2015

Buongiorno! Siamo già alla quarta puntata della My TBR Jar, sembra ieri che ho preso questa fantastica decisione e non sono affatto pentita. Anche se dispiace sempre abbandonare un libro (tre a giugno, un record!), ma l'indecisione su quale cominciare di una TBR List in aggiornamento continuo non sussiste più, che bellezza! *.*
Andiamo subito alle prossime letture:

My TBR Jar è una rubrica a cadenza mensile gentilmente presa in prestito dal blog di Giulia. Se come diceva Seneca "Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto", per noi lettori ritrovarci a girare come comete per la stanza chiedendoci cosa leggere dopo aver concluso un libro diventa quasi una questione di vita o di morte. Possono trascorrere così dalle 48 alle 72 ore e non possiamo permetterci di sprecare tempo. Ed ecco l'idea: prendete un barattolo, riempitelo di bigliettini quanti sono i titoli che avete da leggere e lasciate che la dea bendata scelga per voi!

Non potete capire la sofferenza di estrarre un bigliettino e scoprire che gli corrisponde un ebook non più presente sul dispositivo (per saperne di più clicca QUI). Al momento di gettarli nel cestino non so se avevo in mano una quindicina di biglietti. Comunque preferisco lasciare invariato il numero di ebook, anche se dell'ultima TBR Jar ne ho letto uno su quattro. Più un bonus:


1. La cicala dell'ottavo giorno di Mitsuyo Kakuta
2. Non buttiamoci giù di Nick Hornby
3. A qualcuno piace dolce di Laura Schiavini
4. Si lasciano tutti di Simone Laudiero

*BONUS*


Coraline di Neil Gaiman

Aiuterà non aver ancora visionato il film?

Invece sul fronte cartacei, il primo titolo è sbucato dal barattolo perchè acquistato dopo che lo possedevo già in ebook (ma la copertina è troppo bella, poi con il 20% di sconto). Il secondo invece ho deciso di prenderlo in prestito da mia sorella, dopo aver letto Auschwitz è di tutti ho voglia di indagare tra scritti sull'Olocausto pervenutici a decenni di distanza. Avey ha scritto questo libro solo nel 2011 e lui è della leva 1919, se aspettava ancora qualche giorno non avremmo mai avuto la sua testimonianza.
In questa puntata solo due perchè ho in lettura La collina dei conigli. Ricapitolando, leggerò:


1. Norwegian Wood di Haruki Murakami
2. Auschwitz. Ero il numero 220543 di Denis Avey

Ecco qui. Ne avete letto qualcuno? Ve ne ho fatto aggiungere qualcun altro alle vostre chilometriche wishlist? Ditemi ditemi.
A questo punto buone letture a me e buon proseguimento.

mercoledì 1 luglio 2015

Monthly Recap #22: Giugno

Ciao ragazzi, il mio giugno è stato lungo e sonnolento. Abitiamo in questa casa dal 2001 ma solo adesso ci siamo decisi ad installare i condizionatori nelle camere da letto, quindi sveglia alle 8 praticamente tutte le mattine e poche volte ho avuto la possibilità di recuperare le ore di sonno. Aggiungiamoci altri giorni di impegni vari in cui dovevo persino(?) uscire di casa e il risultato è che ho delle occhiaie da far invidia a una massaia e troppo sonno per leggere più di una manciata di capitoli per volta. Ma anyway vi lascio al recap mensile, che tra sconti e mercatini ergo occasioni d'oro mi sono ampiamente consolata :D

Recensioni
Le piume dell'uccellino di Ines Caminiti

Tag
I diritti del lettore

Altri post
My TBR Jar #3 - Giugno 2015
Linky Party di Piccole Macchie d'Inchiostro
Lettera aperta a Emil Wallberg

Giveaway
0, ma potrei anche non scriverlo dato che è un po' che non partecipo ad alcun giveaway. Sono tutti uguali e mi annoiano.

-Un mese di libri-

TBR del mese
La nonna vuota il sacco ✖️ Una vita allo sbando |Pugni, svastiche, scarabei ✖️ L'imprevedibile viaggio di Harold Fry ✖️La collina dei conigli  | Chelsea & JamesStoria di uno scoiattolo che voleva ricominciare a vivere

(✖️: abbandonato; ≠: sostituito)

La collina dei conigli sostituito con Le piume dell'uccellino. Mia madre certe volte ha delle idee brillanti come lasciare qui i libri banali e futili e portare in solaio quelli meritevoli -.- questo è uno di quei romanzi le cui note vanno lette insieme al testo, non alla fine (dove si trovano se parliamo del formato ebook). Ad attendere che il romanzo 'resuscitasse' dal solaio il desiderio di leggerlo si sarebbe dissolto, così esattamente ieri mi sono procurata una copia per me. Un'edizione che a quanto pare non esiste né su Ibs né su Amazon, Ebay, Feltrinelli e neppure sul sito della casa editrice o_O non sapete quanto ami queste cose! Eccola QUI *.* già piuttosto avanti per averlo iniziato da un giorno e non mi sembra per niente male. Dove l'ho preso? In libreria.
Ho abbandonato ben tre romanzi, il primo costituito da tutta una serie di "ma di questo parlerò più avanti" e "questo lo dirò dopo" che mi hanno dato sui nervi prima di capire che queste memorie fittizie non andavano a parare da nessuna parte. Adieu nonna cara! Il secondo invece mi sono fermata al secondo capitolo, troppo complicato. L'imprevedibile viaggio di Harold Fry stavo cercando di leggerlo ma ho capito che non fa per me. Constatato di aver abbandonato anche lui mi sono concessa un'estrazione, ed è saltato fuori Auschwitz è di tutti di Marta Ascoli. Letto in pochissime ore, ho così mio malgrado adempiuto al compito anche in giugno.

Acquisti/in regalo/in prestito
Norwegian Wood Ritratti in jazz di Haruki Murakami
La tazzina del diavolo. Viaggio intorno al mondo sulle vie del caffè di Stewart Lee Allen
Il gran sole di Hiroshima di Karl Bruckner
La prima volta di Autori Vari ➜ Rizzoli
Le meravigliose leggende celtiche di Ella Young
Chef Rubio: food fighter di Diego Cajelli, Enzo Fontana
San Giorgio, il drago e la rosa di Anna Garbagna
La ragazza dei fiori morti di Amy MacKinnon
Il gatto che venne per Natale di Cleveland Amory
La collina dei conigli di Richard Adams

In wishlist
Il lungo nastro rosso di Loung Ung ✓
Flush. Biografia di un cane di Virginia Woolf 
Non credere ai tuoi occhi di Elizabeth Hand
La mia vita carnale. Amori e passioni di Gabriele D'Annunzio di Giordano Bruno Guerri
La scrittrice abita qui di Sandra Petrignani ✓
Il dono della foresta di Helen Hoover ✓

Miglior lettura


Rilinko la recensione (QUI) dove troverete tanti buoni motivi per cui leggere questo libro. E ne vale la pena ;) addirittura, con il suo acquisto, devolverete i vostri soldi ad un'associazione per la cura della malattia.

Spazio note
...
Buon mese e buone letture a tutti!

giovedì 25 giugno 2015

Lettera aperta a Emil Wallberg

Caro Emil Wallberg,
spero che in paradiso sia stato risolto il problema della comunicazione tra esseri umani. Gli animali si capiscono, persino cani e gatti, pur diversi, riescono a comprendersi e noi non ci prestiamo all'ascolto neppure se la differenza è minima come il colore dell'iride. Qui come purtroppo hai avuto modo di sperimentare è tutto fermo ad un anno fa, per cui la lettera che ti scriverò sarà in italiano.
Ma rimaniamo sul discorso del comunicare: a febbraio, soltanto cinque mesi prima, la tua band scriveva sterilmente una nota su Facebook per informare i fan che la data di rilascio del vostro demo era rimandata perché tu eri in ospedale dopo un tentativo di suicidio. Probabilmente hai avuto modo di leggerla mentre eri ancora tra noi, ma a me ha colpito la sua freddezza e distacco, le medesime emozioni (se questo è il loro nome) che lasciava trasparire Euronymous quando parlava della morte di Dead. Nessuno poteva prevedere il peggio certo, ma quel che mi lascia esterrefatta tutte le volte è come non si sforzino neppure di capire, e conseguentemente venire in soccorso dello sventurato. Prendi ad esempio quel coglione di Kvarforth: i palchi dopo il suo passaggio sono sempre intrisi di sangue, quella bestia promuove tanto il suicidio da tagliarsi, bruciarsi e il cielo solo sa cos'altro quando si esibisce. Ma purtroppo (è solo una questione di gusti, a uno sguardo non allenato del tuo profilo Facebook si può intuire che ti piaceva) non pensa affatto a recidere la vena cariotide. Io non so come sei arrivato a farla finita, ma come si suol dire avevi dei precedenti ben prima del tentativo menzionato su Facebook e non so, o per meglio dire mi rifiuto, che nessuno tra chi ti era accanto abbia mosso un dito. Dopo l'uscita dal coma venisti trasferito nel reparto psichiatrico. No Emil io non ti condanno, non sono giunta al ricovero ma so perfettamente cosa significa credersi soli, abbandonati e pazzi. Pazzi perché come si può pensare che la gente scovi del bello nel mutare sempre uguale delle stagioni, dell'alternanza del giorno e della notte? Come è possibile che al nostro pianeta, nel suo eterno girare, non giri anche dell'altro? Tutto ripetitivo, tutto noioso, tutto, tutto. E con ciò l'atteggiamento della gente, di prendere ciò come un dono dei tuoi genitori che un bel giorno non avevano di meglio da fare se non scopare e concepirti. Che palle, sì, tuttora che forse sono guarita e sto bene ne ho piene le palle. Se devo dire grazie a qualcuno è al gatto. Gli umani abitanti di questa casa avevano preso la mia depressione come scusa per non fare le faccende domestiche, puoi capire l'aria... Solo la mia palla di pelo rossa meritava ancora le mie carezze, e io così innamorata di lui da non voler smettere di fargliene. Il giorno che se ne andrà mi mancherà la terra sotto i piedi.
Ma Emil, posso mettere in mezzo la splendida famiglia che hai creato? Una moglie bella e sana, un bambino biondo altrettanto forte. Quanto ha, sei anni? Più vi guardo quando ancora l'oblio non aveva divorato il vostro legame più non faccio che domandarmi: quando gli chiederanno di suo padre, lui cosa dovrà rispondere? Che si è suicidato? Che lo ha lasciato solo nel bosco della vita piena di animali feroci affamati che non gli lasceranno via di scampo? Se hai commesso qualcosa di grave, di irreparabile, di imperdonabile è proprio questa, Emil. Hai messo al mondo un figlio con la morte nelle viscere, gli hai regalato un corpo agile e una mente pensante per... condurlo a sua volta alla morte? Non credo, ho visto le fotografie. Penso che la scelta di generarlo sia stata anche dettata dal solito fattore egoistico dell'essere umano che vuole una specie di badante per quando sarà vecchio e stanco. È così, Emil? Il piccolo Varg (bellissimo nome, a proposito. Significa lupo) è nato per proteggere la sua mamma e il suo papà? Con il senno di poi mi sarebbe veramente piaciuto che potesse andare in questo modo, che la sua nascita non fosse stata vana. Potrai dire che ha sempre la mamma. Ma io continuo a guardavi e a chiedermi perché gli hai fatto del male se lo amavi.

L'immagine che preferisco di voi due insieme. E di te con un sorriso raro.
Fonte: Minnessida för Emil Wallberg

Io non so che ci faccio qui ma persevero ad usare il gatto come capro espiatorio. È triste constatare la grandezza dell'amore di amici e famigliari solo una volta che abbiamo lasciato questa vita. Non trovano le parole? A volte un gesto parla da sé. La verità è che credono di avere tempo a sufficienza, ed è un errore abissale.
Confesso che ignoravo il tuo passaggio su questa Terra prima che scavalcassi la linea di confine, e ho rimosso ora cosa mi susciti la tua musica. Devo riprovare ad ascoltarti.
Per adesso ti auguro la buona notte e di saper farti amare come hai dimostrato in vita e dopo.

Minnessida för Emil Wallberg (trad. Pagina di memoria per Emil Wallberg)
Blotum

giovedì 18 giugno 2015

Recensione: Le piume dell'uccellino di Ines Caminiti

Bentrovati lettori, pochi ma buoni! L'altra notte ho terminato questo libro e ve ne volevo parlare approfonditamente in una recensione.
Come probabilmente saprete, nell'ultimo periodo è uscito un libro molto simile a questo, vale a dire Non più briciole di Alessandra Arachi, giornalista, la prima a portare in Italia nel 1994 il triste tema dell'anoressia. Seguito dell'ormai longseller Briciole, questo secondo capitolo tratta l'argomento dal punto di vista di una madre, peccato però che sia una storia del tutto inventata. Per cui quando in internet ho scovato Le piume dell'uccellino la mia scelta è subito ricaduta su di lui. E non essendo al momento presente alcuna recensione nei meandri della rete, mi accingo a stendere la mia:

Titolo: Le piume dell'uccellino
Autore: Ines Caminiti
Editore: Vallardi
Anno di pubblicazione: 2015
Genere: Biografico
Pagine: 156
Prezzo: € 12,00
Sullo sfondo di una Genova essenziale e del suo mare, sopra il quale volano liberi i gabbiani, una madre delinea la storia di sua figlia Serena, intrappolata a lungo nella prigione dell'anoressia.
Momenti e tappe fondamentali di questa storia vera sono: la morte della nonna materna, che per un po' indebolisce e distoglie le forze della madre; una gita a Londra, che spezza le illusioni di una facile guarigione di Serena; il ricovero in ospedale della ragazza per l'alimentazione clinica e, infine, il suo viaggio di studi a Uppsala, che conferma la definitiva resurrezione dalla malattia.
Questa madre parla di speranza, forza, scelte adeguate, ma anche di impotenza, rabbia, disperazione, e si pone lucide domande che possono restare senza risposta.
Recensione: Per molti anni il mestiere principale di Ines è stato la mamma tempo pieno. Donna come tante, come recita la frase in copertina. Il suo punto debole pareva essere l'anonimato conseguito da una laurea in lettere e filosofia e nulla più che un lavoro in una libreria medico-scientifica. Ma è un errore, perchè proprio il suo nome sconosciuto ha fatto sì che potesse essere confezionato uno dei libri più sinceri e toccanti in materia.
Serena. Certo, hai un nome bellissimo!
Io come mi chiamavo?
Non trovavo un nome per me: «mamma»? Ne ero ancora degna?
Come si chiamano le donne che rischiano di perdere un figlio?
Per una volta la protagonista non è la ragazza desiderosa di bellezza ed attenzioni, ma la madre e i famigliari che ruotano intorno all'ammalata. Ognuno vive la malattia a suo modo: c'è chi preferisce buttarsi nel lavoro, chi restare fuori nelle ore dei pasti per non dover vedere cosa "Serena l'anoressica" mette nel piatto, e chi ha scelto di tenere tesa la sua mano per sostenere quando il fardello diviene troppo pesante da portare.
La narrazione di Ines è semplice ma limpida e d'impatto. È come essere partecipi dell'incubo: strazio, angoscia, impotenza lasciano poco tempo al respiro di sollievo concesso dal vissuto famigliare.
Con il consenso della figlia Serena, sparuto uccellino che ora non esita a balzare in volo, Ines ha intinto l'inchiostro nel suo cuore di madre scrivendo un'opera per tutti. Per chi riversa nelle condizioni che furono di sua figlia, che non comprendeva di essere una vittima e non voleva che altri la aiutassero, e per chi si ritrova a dover battagliare con i demoni che hanno (si spera momentaneamente) portato via i loro figli/nipoti/fratelli. Su quei volti non vi è più sorriso e quelle labbra più non cantano, solo l'amore di chi può comprenderli e amarli è capace di spezzare la dura corazza di bugie e inganni. Mamma Ines mantiene una scrittura elegante persino dove l'esasperazione autorizzerebbe termini sgarbati ed azioni impulsive. Quando ad esempio scopre, nonostante l'immutato amore con cui viene allevata, che Serena si autolesiona, per lei è un colpo tale da voler raggiungere la madre in cielo. Non perchè d'improvviso non le voglia più bene, ma perchè è sfinita. Ed in tutto ciò non sapremo mai quali crudeli parole le abbia scagliato contro in momenti di accesa rabbia; questa mamma conosce bene la vastità della sua lingua e sa come utilizzarla. Non ci turba né cerca di farsi compatire: è una novellista che ha finalmente potuto raccontare la storia che tratteneva.
Sorvolando la saggistica, i romanzi di anoressia sono praticamente tutti incentrati sul malato, quasi sempre di sesso femminile, che svela al lettore i suoi segreti e ciarla allegramente ossessivamente di calorie, pance che si restringono, ossa che spuntano fuori come ali. In Le piume dell'uccellino non ve ne è traccia, perchè una madre e la famiglia d'origine tutta di una giovane malata puntata allo scomparire non può che focalizzarsi su
Gli occhi sorridenti che t'illuminavano il viso erano un ricordo lontano: ormai si velavano sempre; non erano le lacrime a opacizzarli, ma la malattia che rabbuiava ogni parte di te.
Le palpebre sembravano trasparenti e la rima inferiore degli occhi era sempre scura, segnata, percorsa dall'onda nera che emergeva dall'interno e ammorbava ogni centimetro di te.
Profonde occhiaie ti allagavano gli zigomi, sempre più appuntiti, sporgenti ai lati del piccolo naso regolare.
La pelle del volto, tirata e secca, era diventata diafana, giallastra, come avessi una sofferenza apatica o renale. [...]
I capelli lunghissimi, un tempo folti e sani, stavano sbiadendo e parevano sottili e sfibrati; anche le unghie tendevano a sfaldarsi e non servivano gli strati di gel rinforzante sotto cui le proteggevi.
Essere madre non è tra i miei sogni prediletti ma a seguito di questa breve lettura confesso che vorrei in futuro provare a dare un contentino al mio corpo di donna, alla mia natura. Mi piacerebbe generare un figlio per capire se dentro di me c'è mai stato Amore ed in quale misura, e non aver paura di dichiararmi.
Sono diventata mano robusta per non perderti mai e afferrarti quando avevi paura; sono riuscita sempre a trattenerti, perché tu non dimenticassi la certezza dell'amore.
Sono diventata abbraccio caldo per farti arrendere alle fragilità, e ti ho stretta forte, perché tu non ti facessi del male.
Sono diventata lanterna limpida, perché tu non ti perdessi per le vie del nulla e i tuoi passi frettolosi conoscessero il ritorno certo nel tuo porto sicuro. [...]
Sono diventata preghiera, perché il tuo Angelo ti scaldasse con le sue ampie ali, mentre risalivi disperata il fianco aspro della montagna di ghiaccio.
E adesso che cammini da sola, agile e serena, piccola grande donna, io mi sono fatta casa, dimora e abitazione, per essere ancora la tua accoglienza e la tua certezza; sarai sempre protetta, sempre sicura, perché un giorno, per nove mesi, mi ero fatta spazio concavo per accogliere te, la mia bambina.

Se ce ne fosse ulteriore bisogno, un motivo in più per acquistare questo libro: per volere di Ines Caminiti i proventi delle vendite saranno destinati ad un'associazione per la cura dell'anoressia.

lunedì 15 giugno 2015

Linky Party di Piccole Macchie d'Inchiostro

Image and video hosting by TinyPic

Con piacere rispondo all'invito della dolce Babuska e partecipo così al mio secondo linky party, o almeno spero di riuscirci dato che l'altra volta non l'ho fatto come avrei voluto.
Lascio la parola alle poche e semplici regole presenti nel post originario, che sono:

- Aggiungetevi ai lettori fissi di Piccole Macchie d'Inchiostro (se lo siete ricordatemelo).
- Commentate il post lasciando il nome del blog in modo da poterlo inserire nell'elenco dei partecipanti.
- Condividete il party mettendo sulla vostra pagina il banner creando magari un post di presentazione.
- Invitate almeno 3 dei nostri follow al party.
- Visitate a vostra volta altri 3 blog dell'elenco e se vi piacciono diventate lettori fissi.

Io invito:
Giulia's world
Welcome to the city of bones
Never Say Book

Il linky party non ha una vera e propria data di scadenza ma è estesa a tutta l'estate, spero che il mio invito vi faccia piacere e vi auguro buon divertimento ;)

mercoledì 10 giugno 2015

Tag: I diritti del lettore

Ciao! È passato di nuovo del tempo da quando ho risposto ad un tag. Questo che vi propongo riprende i "diritti imprescrittibili del lettore" stilati da Daniel Pennac nel suo libro Come un romanzo. In essi si identificano dieci piccole grandi leggi di cui dovrebbe beneficiare qualsiasi lettore che si consideri tale. A seguito di ogni diritto viene posta una domanda a tema. Le ideatrici di tag e relativo banner sono le ragazze del blog Le parole segrete di Gaia, con la collaborazione di Noemi del blog Life is a Book.
Cominciamo subito!

 

1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE
Un libro che non avete alcuna intenzione di leggere, né ora né mai.

Esclusi gli erotici che spuntano come funghi in libreria, esclusi i vari Bruno Vespa, Marco Travaglio eccetera, mi sento di dire Piccole donne e qualsiasi romanzo di Jane Austen.
Lo so lo so, sono classici, adesso mi odierete xD Piccole donne mi fu addirittura prestato da mia cugina quando avevo dieci anni ed ero in vacanza al mare, ma appunto perchè ero in vacanza al mare (e gran lettrice...) non lo aprii neppure. Quelli della Austen non mi ispirano neanche un po' molto semplicemente.

2. IL DIRITTO DI SALTARE LE PAGINE
Un libro che avete letto saltando pagine, interi capitoli, o magari soltanto lunghe descrizioni.

Mah, saltare le pagine per me è come scartare intere scene di un film, ossia senza alcun senso!

3. IL DIRITTO DI NON FINIRE UN LIBRO
Un libro che avete lasciato a metà.

Uh da quale parto? Quasi me ne vergogno ma sono un discreto numero quelli che non ho concluso, vuoi per mancanza di tempo, umore non adatto o semplicemente non volevo che la storia finisse (sì è accaduto!). Per non parlare dei libri della biblioteca scolastica che non terminavo scema che non ero altro. Indi per cui cito quelli di cui col tempo mi sono pentita: Il libro degli animali di Mario Rigoni Stern, La guerra dei topi e delle rane di Ettore Allodoli (o almeno credo fosse suo a giudicare dalla copertina), Firmino di Sam Savage, Delfini di Banana Yoshimoto, In viaggio con la zia di Graham Greene, La corsa delle onde di Maggie Stiefvater (questi ultimi due conto di riprenderli prima o poi).

4. IL DIRITTO DI RILEGGERE
Il libro che avete riletto più spesso.

Sembra fin un delitto ammettere che, fatta eccezione per A spasso con Bob di James Bowen (quasi dovuto: il font sull'ebook era piccolissimo così quando ho preso il cartaceo ho ricominciato), non ho mai riletto un libro. Per alcuni mi piacerebbe dato che li ho pressoché rimossi ma la vita è troppo breve per leggere sempre gli stessi libri. A meno che non si è come LUI.

5. IL DIRITTO DI LEGGERE QUALSIASI COSA
Un libro "per bambini" che avete letto da adulti, oppure un libro "per adulti" che avete letto da ragazzini.

Visto quanto leggevo da bambina (non so neppure se avessi o meno un libro preferito ._.) tocca rispondere alla prima. Potrei farlo con i soliti titoli che vanno bene anche da adulti ma voglio replicare con qualcosa di infantile e allora ben venga Gatto a distanza di Grazia Ciavatta. Che avete da ridere? Nel 2012 ha vinto il premio "Il battello a vapore", la storia è molto carina e poi la mia non troppo segreta passione per i felini ha fatto il resto :3

6. IL DIRITTO AL BOVARISMO
Il libro che più vi ha fatto desiderare di essere tra le sue pagine e di avere la vita dei protagonisti.

Non posso rispondere Harry Potter perchè non ho mai letto i libri né mai lo farò (dove sono i pomodori?), non mi capita così spesso di voler entrare nelle pagine e prendere il posto dei protagonisti però se potessi esprimere uno dei tre desideri (letterari naturalmente) sarebbe essere dentro L'albero di Halloween di Ray Bradbury. Riporto la recensione che scrissi su aNobii:
Otto ragazzini alla scoperta delle origini della festa di Halloween. Si camuffa da libro per ragazzi ma invece è adattissimo anche agli adulti, anche quelli che storcono il naso sopra un'altra giornata dedita al consumo di dolci e al divertimento. Il libriccino si legge in poche ore e ci trasporta in un viaggio nelle varie tradizioni e religioni dalla preistoria ai giorni nostri, dove ancora oggi la morte non è stata sconfitta e si cerca in ogni modo di esorcizzarla.
Stupenda (nel suo genere) la festa che si svolge in Messico, in cui la morte nemmeno ai bambini fa più così paura, una lezione che spesso dimentichiamo di spiegare ai nostri figli.
7. IL DIRITTO DI LEGGERE OVUNQUE
Il posto più strano in cui l'avete fatto. Ehm, cioè, il posto più strano in cui avete letto!

Fino a un paio di settimane fa non avrei saputo cosa rispondere mentre ora sì. Non erano neanche le sette del mattino e avevo gli occhi sbarrati, ma per non accendere la luce e svegliare mia sorella che ha il sonno lieve come una piuma, ho agguantato il libro che stavo leggendo e sono andata in bagno. Abbiamo una sedia proprio di fronte alla finestra, già gradevolmente illuminata dal sole, così mi sono seduta e ho cominciato. La faccia di mio padre quando è entrato e mi ha trovata immersa nella lettura è indimenticabile.

8. IL DIRITTO DI SPIZZICARE
Il libro che spizzicate con maggiore frequenza, perchè ne sentite più spesso la mancanza.

Un libro dell'infanzia non ce l'ho è vero ma ne ho uno dell'adolescenza, letto infatti a quindici anni ed è La mia migliore amica di Anne-Sophie Brasme. Questo è uno dei libri che mi sono più cari e che a volte mi mancano. Ora confermerete che sono pazza ma l'ho riportato parola per parola sul pc, creando così un ebook per non dover sfogliare la vecchia copia che possiedo.
Un altro, di cui più che sentire la mancanza sento di doverlo fare, è Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. No tranquilli, di questo non mi sono consumata le impronte digitali a ricopiarlo xD è un longseller, se non lo fosse penso che i vostri timori potessero essere fondati!

9. IL DIRITTO DI LEGGERE A VOCE ALTA
Un libro che almeno una volta avete provato a leggere a voce alta.

Quando sono sola in casa provo praticamente sempre a leggere a voce alta, mi sembra di comprendere meglio quel che leggo, soprattutto i dialoghi. Per cui non c'è un solo titolo che non sia 'scampato' a questo rituale.

10. IL DIRITTO DI TACERE
Il libro che vi ha sconvolto così tanto (in senso positivo o negativo) da non voler condividere quelle emozioni con nessuno.

Perchè non dovrei volerlo? Semmai è non riuscire ad esprimersi tanta è l'emozione e la preoccupazione di trovare le parole più indicate. Sicuramente in proposito non posso non citare Proibito di Tabitha Suzuma, che mi ha strappato il cuore, appallottolato come un foglio di carta e gettato nel più vicino bidone dell'immondizia. Ma ciononostante è stupendo.

mercoledì 3 giugno 2015

My TBR Jar #3 - Giugno 2015

Rieccomi a voi signore e signori con la terza puntata della My TBR Jar. Sono contenta di essere entrata felicemente 'nel club' dato che come molti di voi comprenderanno non riuscivo mai a decidere quale lettura privilegiare, e soddisfatta per aver completato la lista precedente. Riuscirò anche stavolta o perlomeno ad avvicinarmi?
Verso fine mese ho constatato con orrore di aver esaurito lo spazio sull'ereader per cui ho provveduto ad un ripulisti di testi che, ragionandoci un po' su, non avrei mai aperto. Così di 988 ebook ne sono rimasti 'solo' 912. Se pensate che nell'hard disk ne ho più di tremila ho da leggere per le prossime sette vite. Non contando che continuo a comprare libri ahinoi...
Bando alle ciance, cosa leggerà Lumi a giugno?

My TBR Jar è una rubrica a cadenza mensile gentilmente presa in prestito dal blog di Giulia. Se come diceva Seneca "Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto", per noi lettori ritrovarci a girare come comete per la stanza chiedendoci cosa leggere dopo aver concluso un libro diventa quasi una questione di vita o di morte. Possono trascorrere così dalle 48 alle 72 ore e non possiamo permetterci di sprecare tempo. Ed ecco l'idea: prendete un barattolo, riempitelo di bigliettini quanti sono i titoli che avete da leggere e lasciate che la dea bendata scelga per voi!

Visto quanto bene mi sono trovata sorteggiando quattro ebook, ho deciso di tenere il numero invariato. La sorte ha deciso per:


1. La nonna vuota il sacco di Irene Dische
2. Una vita allo sbando di Anne Tyler
3. Pugni, svastiche, scarabei di Ned Beauman
4. L'imprevedibile viaggio di Harold Fry di Rachel Joyce

Mentre sul fronte cartacei, a seguito del novantacinquesimo compleanno di Richard Adams ho ritenuto fosse giunto il momento de La collina dei conigli. E leggerò la vecchia copia della mia mamma :3
Chelsea & James devo leggerlo per recensirlo, e di questo ringrazio ancora l'autore per avermene dato l'opportunità. E lo scoiattolo... come si fa a non volergli bene alla prima occhiata? È il mio primo libro di psicologia, stavolta devo dire che più che dalla trama sono stata chiamata dalla copertina. Speriamo di aver fatto bene ad adottarlo, comunque non me ne vorrò mai separare credo. Ecco quindi i romanzi di carta di questo mese:


1. La collina dei conigli di Richard Adams
2. Chelsea & James di Giuseppe Cozzo
3. Storia di uno scoiattolo che voleva ricominciare a vivere di André Benoit, Lucie Pétrin

Finish. Fatto salve La collina dei conigli ne conoscete qualcuno? Consigli, sconsigli, ispirazioni? Ditemi tutto quello che vi passa per la testa e ne sarò felice ^^

martedì 2 giugno 2015

Monthly Recap #21: Maggio

Ciao a tutti! Ieri sono stata presa tutto il giorno, soprattutto dall'acquisto libresco ossessivo-compulsivo: a fine giornata in casa c'erano sei libri in più. Ho approfittato dello sconto del 20% sui tascabili Einaudi così ho comprato due libri di Murakami, incluso il celebratissimo Norwegian Wood. L'altro invece è Ritratti in jazz. Da quando ho letto Natura morta con custodia di sax (click QUI per la recensione) sono rimasta affascinata dal mondo jazz, musicalmente non lo conosco ma ho apprezzato le vite dei suoi personaggi chiave, quindi quando mi sono ritrovata questo volume sotto gli occhi non ho potuto lasciarlo lì. Anyway, mi spiace ma il resto del bottino vi sarà svelato nel prossimo Monthly Recap.
Per questo mese non dovrei neppure pubblicare il resoconto avendo scritto solo due post, lo faccio quindi esclusivamente per gli acquisti e le letture.

-Un mese di libri-

TBR del mese
Nessuno è come te | La memoria incancellabile dei sogni | La ragazza dei fiori morti | In uno specchio, in un enigma | Ti seguirò fuori dall'acqua | Raccontami di un giorno perfetto

Dopo una prima TBR disastrosa, a maggio sono riuscita a leggere tutti i titoli che mi ero prefissata! :D mi sono persino avanzati due giorni dove non sarei mai riuscita a leggere alcun romanzo così ho scelto una novella di Banana Yoshimoto, Viaggiatori nella notte. Il primo del mese avevo messo mano al 'residuo' di aprile, ossia Eleanor & Park (♥), per cui in maggio ho letto la bellezza di sette libri e una novella.
Non dico altro se non la lettura peggiore: Nessuno è come te di Laurie Halse Anderson. La stessa persona che ha scritto quella meraviglia intitolata Wintergirls, è riuscita con questo romanzo a distruggere tutto. È banale, noioso, trama trita e ritrita e scritto da cani... vi assicuro che se non era un ebook sarei stata tentata più volte nel corso della lettura di fermarmi e controllare il nome sulla copertina. Non può essere lei! No no no non ci credo! Adesso dove trarrò la forza per leggere Speak e Le emozioni difettose? ç_ç

Acquisti/in regalo/in prestito
La comunicazione animale a cura di Robert A. Hinde, con scritti di J. M. Cullen, W. H. Thorpe, R. J. Andrew ➜ aNobii
E intanto Vasco Rossi non sbaglia un disco di Eva Clesis
Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci. QUESTA edizione, ne cercavo appositamente una che non contenesse la prefazione di Lucia Annunziata. Pagato 3 €
Mai più la verità di Marco Bettini
Chelsea & James di Giuseppe Cozzo. Grazie per avermene spedito una copia
Sonderkommando Auschwitz di Shlomo Venezia
Storia di uno scoiattolo che voleva ricominciare a vivere. Come superare un trauma e rinascere di André Benoit, Lucie Pétrin
Ricerche sulla natura di Seneca
Piedi di cerva sulle alte vette. Viaggio a Dio attraverso il Cantico di Hannah Hurnard
Lucky di Alice Sebold
Prima di mezzanotte di Andrew Klavan
Le piume dell'uccellino di Ines Caminiti

In wishlist
Le ragazze del rock. 40 anni di rock femminile italiano di Jessica Dainese
Gesù beveva birra di Afonso Cruz
L'effetto Lucifero. Cattivi si diventa? di Philip G. Zimbardo
I vendigatti di Erika Marinoni
Oink! Un amore tutto rosa di Matt Whyman
Una piccola stella di John Ajvide Lindqvist ✓
La Legione Nera. Black metal e rock "satanico" di Cedric Cunningham
Latte di tigre di Stefanie de Velasco

Miglior lettura


Vi aspettavate Raccontami di un giorno perfetto vero? Anche lui mi è piaciuto molto ma questo nettamente lo supera. È la storia vera di un padre e i primi mesi del suo bimbo affetto dalla sindrome di Down. Inseribile sotto lo stesso genere di Lettera a un bambino mai nato e Nessuno sa di noi, è molto delicato e ricco di spunti su cui riflettere, lo consiglio.

Spazio note
Come si riconquista la voglia di scrivere? È più di un mese che mi interrogo se tenere fede al mio spirito e prendermi una pausa dal blog o proseguire zoppicando. Così vi preparo per tempo se un giorno incappate in un post di questo tipo.
Noi comunque ci risentiamo domani per il terzo appuntamento con la TBR Jar, state sereni che per il momento non mi è concesso scappare. Buon mese e buone letture!

sabato 30 maggio 2015

Boomstick Award

Terzo post consecutivo che pubblico di sabato, grazie al cielo il disclaimer recita che questo blog 'viene aggiornato senza alcuna periodicità'. Comunque si, altro non è che un caso.
Dunque, qualche giorno fa Amelia mi ha fatto dono del Boomstick Award, oggi dopo indecisioni varie sono qui a ringraziarla e nominare a mia volta sette colleghi/e. Se mi è permesso imito Amelia copia-incollando la spiegazione:

Il Boomstick Award, ideato da Hell, con il suo banner rimanda a L'Armata delle tenebre, un film del 1992 interpretato da Bruce Campbell nel ruolo di Ash, nel terzo capitolo della serie horror La casa. Il Boomstick è un fucile che Ash chiama "bastone di tuono" e, con l'assegnazione del premio, il blog è il nostro bastone di tuono.


Anche questo premio ha le sue regole, che sono:
- Citare il nome dell'ideatore del premio e del banner
- Ringraziare il blog che vi ha nominato
- Attenersi alle regole
- Nominare altri 7 blog e motivarne la scelta

Grazie Amelia! Per questo premio inaspettato ma soprattutto del motivo per cui mi hai scelta. Come già ho scritto da te, privilegiare libri diversi dalle ultime uscite è una delle mie 'missioni' che porto avanti con piacere, sapere quindi di essere fonte d'ispirazione non può che rendermi felice e stimolarmi nel proseguire.

I sette blog che nomino sono i seguenti:

Da una stella cadente all'altra
Anche lei con la rubrica Recommendation Monday ed in senso generale non tira fuori sempre i soliti titoli, la varietà è il suo punto di forza. Poi siamo amanti della poesia e della stessa musica, il ché non guasta mai!

I believe in...
Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Fa parte della mia vita da svariati anni, se sono nella blogosfera è anche merito suo. Non è solo questo, ma tutta una serie di motivi per cui non posso mai escluderlo da iniziative del genere, grazie!

Ombre angeliche
Una stanza tutta per i libri, uno dei sogni della mia vita! Il cioccolato, le foto del suo bambino, i gatti, la sana follia riservata alla principessa Merida che io invece dedico a Rapunzel. Oltre ad ispirarmi sul fronte letture (Luna mi arriverà la prossima settimana), quel che più mi piace è che nel suo blog c'è anche spazio per la vita e me la fa sentire una persona vera.

Libri per vivere
Lei vive nella magia delle parole, scritte o parlate che siano. La rubrica dove illustra le loro origini è deliziosa e interessante. Se non mi ritiene indelicata le consiglierei di dare una sistemata alla grafica perchè non riesco a leggere/commentare e reputo che sia un gran peccato.

Divoratori di libri
Maga della grafica, lettrice e amante di troppe saghe, con lei condivido il fangirl per The Raven Cycle e Colpa delle stelle. È al mio stesso livello d'inglese ma questo non l'ha scoraggiata nel provare a leggere in lingua. Giuro che mi ci metterò anche io, ma spero comunque che aspetterà la traduzione di Blue Lily, Lily Blue per poter leggere ancora insieme.

Café Littéraire Da Muriomu
Non mi stancherò mai di aprire la porta del suo caffè ed entrarvi: la grafica è a prova di diabete e veramente carina. Mi piace come la proprietaria di questo caffè non abbia peli sulla lingua e dica sempre ciò che pensa. Che comporti salvare dall'oblio o strapazzare un determinato romanzo, lo scrive sempre con una sincerità rara. Anche lei fonte di ispirazioni in campo letterario.

IL BLOG DELL'ALLIGATORE
Usciamo dalla libreria e infiliamoci in un cinema o ad un concerto senza pagare il biglietto. Anche se molto spesso non so neppure di che sta parlando perchè i miei ascolti sono troppo di nicchia, il suo blog mi aiuta a staccare la spina.

sabato 23 maggio 2015

Vi racconto la prima volta

Non credo di dover fornire spiegazioni per venti giorni d'assenza da queste pagine dato che nessuno se ne è lamentato o ci ha fatto caso, per cui passo subito con il presentarvi l'ultima 'novità' spuntata fuori dal mio allegro gironzolare per la rete.

Ricordate Danza sulla mia tomba di Aidan Chambers? Prima della mia opinione avevo incitato alla visione di un video che coglieva la chiave di lettura per quel che avreste letto successivamente. Scovando ieri sera questo volume mentre ero a caccia di tutt'altro, mi è subito tornata alla mente la spinosa questione: veniamo bombardati di sesso con qualsiasi mezzo di comunicazione, ma nei libri per ragazzi, che dovrebbero parlare loro, non ve ne è traccia. Perchè questo accorgimento sbagliatissimo quando, statistiche alla mano, le bambine giocano a sedurre già a quattro anni d'età, e proprio grazie ai continui messaggi suggeriti dai mass-media? Perchè in quei mostri succhia energia normalmente chiamati libri dovrebbe essere diverso? Certo, non si tratta di spiattellargli in faccia della pornografia, ma di saper guidare i nostri ragazzi che le trasformazioni che stanno subendo i loro corpi e l'improvviso disinteresse per i giocattoli è una tappa del tutto normale della crescita. Semplice, ma a quanto pare così non è per il mondo dell'editoria. Libri di narrativa dedicati alla prima volta sono davvero rari, l'unico di mia conoscenza è La nostra prima volta di Sabrina Rondinelli (click).
L'antologia qui di seguito raccoglie otto narrazioni di affermati autori della letteratura per ragazzi. Ritroviamo alla stessa tavola Melvin Burgess (Billy Elliot, Junk, Innamorarsi di April), Patrick Ness (Sette minuti dopo la mezzanotte, la trilogia Chaos Walking), Anne Fine (Bambini di farina, Un padre a ore (Mrs. Doubtfire)) e altri che almeno io non ho ancora il piacere di conoscere, che affrontano a loro modo l'insieme delle prime volte in campo amoroso che autori e case editrici volutamente dimenticano o relegano alle ultime pagine. Viva la fantasia per quanto riguarda il titolo, ecco a voi:

Titolo: La prima volta
Autore: Autori Vari
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2011
Genere: Raccolta di racconti
Pagine: 256
Prezzo: € 12,90
Otto tra i più quotati autori inglesi per giovani adulti raccontano la perdita della verginità senza falsi moralismi, con un filo d'ironia. Che sia splendida, goffa, buffa o semplicemente da dimenticare, la prima volta rappresenta una tappa fondamentale nella vita di ognuno di noi. Se a raccontarla sono Melvin Burgess, Anne Fine, Keith Gray, Mary Hooper, Sophie McKenzie, Patrick Ness, Bali Rai e Jenny Valentine, la raccolta che ne nasce non è un manuale di buone maniere sessuali travestito da romanzo, ma la dimostrazione che la letteratura per ragazzi sa ancora cogliere la scintilla di quegli episodi che hanno segnato (o segneranno) la nostra vita per sempre.
Oh, ho capito adesso che l'oggetto su cui vi hanno apposto il titolo è una tavoletta di cioccolato :D mi piace questa copertina, semplice, colorata ma non esageratamente, raggruppa 'materie prime' con l'inclusione di elementi delicati come un uccellino e una foglia, a sottolineare cosa la prima volta dovrebbe essere per tutti gli adolescenti, un momento d'amore e di mille emozioni sfaccettate. È promettente.
Chi non se lo lascerà sfuggire? *alza la manina*

sabato 2 maggio 2015

My TBR Jar #2 - Maggio 2015

Buonasera! Ho terminato la lettura di Eleanor & Park da pochi minuti. Effettivamente che cavolo di titolo era il precedente Per una volta nella vita? A me è sembrata una delle storie d'amore più dolci di sempre, molto alla Giulietta e Romeo che Eleanor detestava perchè trovava il legame una finzione. Non ho parole per descriverlo se non dolce, tanto dolce. Io i romanzi rosa tendo a evitarli e ora ho gli occhi a cuoricino, è un libro che ridà speranza. Eccola la parola.
E ora come promesso anche se è tardino, vi svelo cosa la sorte ha deciso al posto mio riguardo le letture del mese:

My TBR Jar è una rubrica a cadenza mensile gentilmente presa in prestito dal blog di Giulia. Se come diceva Seneca "Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto", per noi lettori ritrovarci a girare come comete per la stanza chiedendoci cosa leggere dopo aver concluso un libro diventa quasi una questione di vita o di morte. Possono trascorrere così dalle 48 alle 72 ore e non possiamo permetterci di sprecare tempo. Ed ecco l'idea: prendete un barattolo, riempitelo di bigliettini quanti sono i titoli che avete da leggere e lasciate che la dea bendata scelga per voi!

Della precedente sfida mi era rimasto Eleanor & Park, che ho letto e amato in meno di ventiquattr'ore. Nessuno è come te non ha fatto in tempo a diventare bigliettino, ho proprio voglia di leggere qualcosa della Anderson dopo il meraviglioso Wintergirls (che poi è anche più vecchio del suddetto ma da noi, si sa, le cose possono arrivare in arciritardissimo! Lui ci ha messo 'solo' otto anni). Questo mese non ho voluto strafare con il numero di estrazioni, limitandomi ad altri quattro ebook, per cui la lista è formata da:


1. Nessuno è come te di Laurie Halse Anderson
2. La memoria incancellabile dei sogni di Emily Colin
3. La ragazza dei fiori morti di Amy MacKinnon
4. In uno specchio, in un enigma di Jostein Gaarder
5. Ti seguirò fuori dall'acqua di Dario Fani

Direi che sono contenta, La ragazza dei fiori morti mi aspetta da un secolo e forse è proprio ora che lo legga, In uno specchio, in un enigma è uno degli ultimi caricati sul dispositivo (grazie Alenixedda *.*) e mi ispira molto, e Ti seguirò fuori dall'acqua è dopo il romanzo della Anderson la seconda uscita recente, pubblicato però in gennaio.
Sul fronte cartaceo mi piacerebbe ancora leggerne due, quindi non rimane che da scegliere un titolo e ancora una volta è la curiosità ad avere la meglio:


Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven, lo young adult più chiacchierato del momento che avevo adocchiato ancora prima della sua pubblicazione in Italia. Comprato praticamente a scatola chiusa, speriamo speriamo speriamo!

Questo è quello che tempo ed umore permettendo leggerò in maggio. Ne avete letto qualcuno? Qualche titolo che vi ispira? È il vostro momento, non siate timidi, mi piace conoscere i vostri pareri e prendere appunti :)
A presto!

venerdì 1 maggio 2015

Monthly Recap #20: Aprile

Ciao! Buon primo maggio a tutti, in particolare ai fortunelli che un lavoro ce l'hanno e in questa occasione beneficiano del finesettimana lungo. Pronti per il riepilogo mensile? Sento già un coro di sbadigli :P ma veniamo a noi e al poco che abbiamo combinato (ma del resto "Aprile dolce dormire" e nel mio caso è così tutti gli anni):

Recensioni
Noi siamo grandi come la vita di Ava Dellaira
Sono bruttissima di Judith Fathallah

Tag
The art and books Tag

Altri post
My TBR Jar #1 - Aprile 2015
A tutti voi una buona Pasqua=rinascita!
La festa di San Giorgio formato cartaceo

Giveaway
0

-Un mese di libri-

TBR del mese
Hotel Iris | Il mago | Amazone e la leggenda del pianoforte bianco | Diario di un dolore | Il giardino delle nebbie notturne | La società letteraria di Sella di Lepre ✖️ | Noi siamo grandi come la vita | Eleanor & Park

(✖️: abbandonato)

Questa prima TBR Jar è andata piuttosto maluccio, partita a ritmo serrato con Hotel Iris, letto in un giorno, ne impiego ben tredici per leggere Noi siamo grandi come la vita talmente non lo digerivo. Ora sono indecisa se venderlo o compiere il primo vero atto vandalico dandogli fuoco. Sul serio, non vorrei mai che un adolescente incappasse in questo romanzo e trovasse la violenza sessuale una cosa giusta.
Poi dopo essere entrata in possesso dell'ebook mi sono letta Prendi la mia vita di Lottie Moggach, quindi altri tre-quattro giorni senza seguire i buoni propositi. Il magoIl giardino delle nebbie notturne li ho per il momento accantonati in attesa di ispirazione per proseguire, di Amazone e la leggenda del pianoforte bianco ho letto qualche pagina finendo con l'addormentarmi sull'ebook :O e il rimanente non l'ho nemmeno aperto. Il tempo è volato, accidenti! Spero in una TBR Jar più fortunata per maggio.

Acquisti/in regalo/in prestito
Raccontami di un giorno perfetto di Jennifer Niven
Storia di un drago e della bambina che gli cambiò la vita di Laurence Yep, Joanne Ryder
L'anello di Re Salomone di Konrad Lorenz 
Una famiglia per Paddington di Michael Bond
Brown sugar. Poesie sull'eroina di Antonio Veneziani
Masha e l'Orso e altre fiabe popolari russe ➜ Ibs

In wishlist
Il necrofilo di Gabrielle Wittkop
Oro bianco di Antonio Nicaso, Nicola Gratteri
Le quindici gioie del matrimonio di Gilles Bellemère
Il dono della fata di Gail Carson Levine
Wake up! I numi tutelari di Jim Morrison di Francesco Guadalupi
La lettrice di fiori di Elizabeth Loupas ✓
Lo stordimento di Joël Egloff
Il gatto venuto dal cielo di Takashi Hiraide ✓
Tutti gli scritti di Anne Frank
In arte James Douglas Morrison. Tra decadentismo e beat generation: la lucidità di una visione di Pietro Doto

Miglior lettura


È lo stesso autore de Le cronache di Narnia che con la scrittura tenta di metabolizzare il dolore per la perdita della moglie. Spazia tra misticismo e religione, l'ho trovato profondo e toccante. Praticamente sottolineato da cima a fondo, ora 'mi toccherà' acquistarlo.

Spazio note
Per una volta nulla da segnalare credo. Vi ho praticamente lasciati a voi stessi e me ne dispiace, cercherò di essere più presente.
Con questo è tutto, ci risentiamo già domani per la seconda puntata della My TBR Jar, per cui a domani e buon mese a tutti!

lunedì 27 aprile 2015

The art and books Tag

Buon pomeriggio uggioso a tutti! Sono stata taggata da Alenixedda e direi che ci ha proprio visto giusto! Sono interessata all'arte, per cui non potevo esimermi dal rispondere a questo tag creato, come il banner, da Licia del blog La Lepre Marzolina. È stata un'impresa fare gli abbinamenti, ecco cosa ne è uscito:


Maurizio Cattelan - Installazione bambini impiccati in piazza XXIV Maggio:
Un libro controverso

Ad una anonima copertina bianca con su titolo e autore gli ho preferito quella inglese. Blu quasi trasparente di Ryū Murakami, stampato da noi un'unica volta nel 1993, divide da sempre i lettori tra chi lo ha amato e chi ci ha letteralmente vomitato sopra per via delle molte scene di sesso e droga giudicate troppo esplicite. Io so che devo leggerlo, punto. Visto che non ci si capisce un'acca vi lascio la non-trama (purtroppo è talmente vecchio che in internet non c'è altro).
Il romanzo è incentrato sulle vicende di un gruppo di ragazzi di una città giapponese che ospita una base militare americana. Le loro vite si esauriscono nella pratica del sesso (fino al punto di rendere alcune parti del romanzo paragonabili alla pornografia), dell'uso ricreativo di droghe e dell'ascolto di musica rock. La trama è estremamente cupa e tratta temi crudi quali violenza, overdose, suicidio e l'insoddisfazione per il genere di vita che i vari personaggi si sono ridotti a condurre.
Se questo non bastasse, nel 1976 vinse il primo premio al concorso per esordienti organizzato dalla rivista letteraria Gunzo e nello stesso anno anche il prestigioso Premio Akutagawa.

Salvador Dalì - Sogno causato dal volo di un'ape intorno ad una melagrana:
Un libro onirico

Gli insegnamenti di don Juan di Carlos Castaneda. Sottotitolo ideale: Trip. Molte volte non si riesce a capire quando è realtà o quando invece siamo immersi in un magnifico sogno generato dai boccioli di peyote. Onirico, mistico e in molti punti esilarante, confesso che mi sarebbe piaciuto fare la conoscenza di don Juan!

Lucio Fontana - Concetto spaziale:
Un libro senza senso

L'autrice di La ragazza interrotta qui racconta il complicato rapporto con la sua patata(!), o per meglio dire con la vulvodinia, ossia "una condizione vulvare consistente in dolore, senso di bruciatura e fastidio che interferisce con la qualità della vita. Non è presente alcuna lesione fisica riconoscibile, a parte l'arrossamento del vestibolo. La causa può essere attribuita ad un trauma, ma in molti altri casi l'origine è sconosciuta."
Però quel che mi domando è il suo perchè, perchè tradurlo e pubblicarlo, perchè prima di tutto scriverlo da parte della Kaysen. Non contiene nulla sul fronte medico, solo una donna che accusa bruciori 'lì' e la sua impossibilità a fare sesso. Avendolo letto per primo ora ho paura a leggere La ragazza interrotta!

Cesare Inzerillo - Bird of Paradise:
Un libro che mette i brividi

Lunga è la notte di Anthony Flacco. Basta dire che ho l'ebook ma non l'ho nemmeno caricato nel dispositivo tanto mi spaventa?

Chagall - Promenade:
Un libro tra realtà e fantasia

Il libro che ha ispirato Miyazaki per La città incantata, da molti considerato il suo capolavoro. È in verità molto diverso dal film, qui la protagonista avrà un piacevole e stravagante soggiorno nel paese della Valle della Nebbia, anche detta "Strada Matta" presso dei conoscenti di suo padre.

Leonardo da Vinci - La Gioconda:
Un libro che è un'opera d'arte

Presumo che la risposta prevedesse un libro giudicato una Bibbia personale, ma se penso ad un'opera d'arte cartacea mi viene in mente questo. Unicorni ad acquarello fa parte di una serie di libri (sono compresi draghi, fate, paesaggi fantasy) atti a fornire le prime basi per dipingere creature fantastiche con la tecnica appunto dell'acquarello. Sfogliandolo gli occhi fanno festa, i disegni sono meravigliosi, perfetti, incantevoli ♥

Vermeer - Art of Painting:
Un libro nel libro

Perchè quando spulcio tra gli Oscar Junior di Jerry Spinelli trovo sempre e solo "Fuori dal guscio"? Grrr. La tessera della biblioteca sembra davvero carino! Cosa meglio di una tessera bibliotecaria per descrivere i magici poteri della lettura?
Quattro racconti formano la magia di questo libro, la cui protagonista è una tessera di biblioteca che aiuta ragazzini lontani dai libri ad appassionarsi a questo tesoro di ricchezza. C'è chi si appassiona all'avventura e abbandona le cattive compagnie, chi ha gli occhi stravolti dalle immagini televisive e li riposa tra le righe di un buon libro, chi cerca il ricordo della mamma scomparsa e ne sente il profumo in un racconto, chi vede un'amicizia nascere nel silenzio di una biblioteca e decide di non perderla più.
Van Gogh - Autoritratto:
Un libro "folle"

L'indispensabile Catalogo ACME! Unica pecca, mancano i contatti per ordinare!

Vediamo vediamo, chi ama l'arte? Taggo a mia volta curiosa di conoscere le risposte di


Naturalmente ragazze siete anche libere di non farlo :)
A presto!