lunedì 26 gennaio 2015

Cinerecensione: The diary of Anne Frank (1995)

Domani saranno trascorsi ben settant'anni dalla apertura dei cancelli di Auschwitz e la liberazione dei prigionieri rimanenti: questo gesto è divenuto nel 2005 il simbolo della fine dell'Olocausto, la soluzione finale della questione ebraica.
Per la prima volta ho commemorato anche io il "Giorno della Memoria" con la visione di questo anime inedito in Italia e per molto tempo sconosciuto anche nel circuito di internet perchè non esisteva con i sottotitoli nella nostra lingua. Adesso che c'è vi consiglio caldamente di reperire Anne no Nikki (The diary of Anne Frank) e nel frattempo vi lascio la mia opinione.

Titolo originale: Anne no Nikki (アンネの日記)
Paese: Giappone
Genere: animazione, biografico, drammatico, storico
Anno: 1995
Durata: 102 minuti
Casa di produzione: Madhouse Studios
Sceneggiatura: Hachirō Konno, Roger Parbes, da "Diario" di Anna Frank
Storyboard: Morio Asaka, Rintarō, Toshio Hirata
Regia: Akinori Nagaoka
Colonna sonora: Michael Nyman







Superfluo dire chi era Anna Frank ma rammentiamolo comunque. È il 1942 e la sua famiglia è perseguitata dalle leggi razziali. Già emigrati in Olanda per sfuggire ad esse, in estate si rifugiano in un piccolo alloggio posto sopra gli edifici dove il padrone di casa aveva la sua ditta. Dal 1942 al 1944 insieme ad altri quattro coinquilini si nasconderanno dalle persecuzioni naziste fino all'arresto e successiva deportazione in vari campi di concentramento. Solo Otto, il padre di Anna, si salva, e tornato ad Amsterdam trascorrerà il resto della vita nell'intento di preservare la memoria della figlia facendo pubblicare il diario nel 1947. Morirà in Svizzera nel 1980.

Il film a disegni animati comincia con la presa in vita del famoso "Diario", che Anna riceve in dono per i suoi tredici anni. Si discute brevemente sul fatto che tenere un diario in codesto periodo storico possa essere nocivo ma Otto Frank sostiene che un diario in così giovane età aiuterà la figlia a ricordare momenti belli. Fu così che poche settimane più tardi il diario insieme alla famiglia Frank varca le porte dell'alloggio segreto. Fa sorridere il fatto che in questo film Kitty sia il nome del diario e non della destinataria cui Anna indirizzava le sue lettere. E come un essere vivente, il diario dirà di essere sopravvissuto, messo al sicuro dalla segretaria d'ufficio Miep Gies, uno degli angeli protettori degli inquilini dell'alloggio segreto, e che ci metterà infine al corrente del loro destino.
Tolto questo, il 'semplice' cartone animato ha lo stesso potere evocativo di un film con attori veri. Anzi è ancora più di impatto perchè di norma si annette il disegno animato al mondo innocente dell'infanzia, dove nessuno muore per davvero ed il lieto fine è assicurato. Purtroppo conosciamo il finale e il cartone animato diventa adulto sbattendoci in faccia la realtà senza mezzi termini.
Ci vengono presentati gli altri inquilini dell'alloggio con i nomi fittizi letti nel "Diario", che qui tornano alla vita perchè i loro volti e quelli di tutti gli altri hanno le reali fattezze, allontanandosi un po' in questo modo dalla tradizionale animazione giapponese. Finalmente un film che restituisce ad Anna e ai suoi famigliari la pura testimonianza storica. Ci sono loro come ricalcati da fotografie dell'epoca, Anna che volteggia in bicicletta nonostante il  divieto e copre la stella con la giacca, le festicciole per i compleanni, le corse tra le braccia del padre durante gli attacchi aerei, i suoi coetanei alla scuola ebraica che davanti quella stella che li ha marchiati inesorabilmente ridono ancora e fanno progetti per il futuro. Non stiamo più visionando un cartone animato. La via del disegno è solo la più facile perchè arrivabile anche ai bambini, loro che devono vedere quel passato lontano una pagina di storia da non emulare nel presente.
Non ho mai messo piede ad Amsterdam ma grazie ad un altro film (Colpa delle stelle, ndr) ho imparato a riconoscere la città, le sue strade e i suoi ponti, e sono convinta che se nel 1995 internet non era ancora di dominio pubblico, gli animatori vi si sono recati di persona per ritrarla fedelmente. Come per Colpa delle stelle sembra di essere lì, arriviamo anche a chiederci che fine abbia fatto la panchina (tranquilli è lì, i cittadini non hanno voluto che la rimuovessero dopo la fine delle riprese), ma cascasse il mondo se non siamo sicuri di visitare la cittadina olandese! Perfino l'alloggio celato dietro la libreria girevole, la carta da parati fiorata intravista sempre in Colpa delle stelle (peccato che quella fosse una ricostruzione in studio), tutto è autentico, vivo e meraviglioso nella sua tragicità, anche gli ambienti fanno in modo di sentirci più vicini a questa gente sventurata e a quel che ha dovuto patire.
In ultimo ma non meno importante, una colonna sonora firmata da Michael Nyman (Lezioni di piano) bella e struggente, che tocca la vetta più alta grazie al contralto Hilary Summers, che interpreta in lingua inglese il brano portante del film.


The diary of Anne Frank è raccomandato dal comitato giapponese dell'Unicef. Incredibile come in Asia vengano toccati certi argomenti con commovente sincerità mentre in Paesi come l'Italia i distributori si dichiarino non interessati. Diverso per la Francia dove è stato esportato con il titolo Le journal d'Anne Frank, come si può notare dal trailer.
Per noi c'è in lingua originale giapponese sottotitolato in italiano e l'invito a vederlo è forse la sola cosa che resta da dire.

2 commenti:

  1. Grazie Lumi, sai trovare sempre qualcosa di insolito e interessante. Sono d'accordo con te che la resa drammatica è ancora più forte nei film di animazione rispetto al solito film. Lo guarderò sicuramente!

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  2. Sembra davvero bello, lo cercherò, ho amato anche altre animazioni giapponesi di romanzi europei ^^

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