sabato 31 gennaio 2015

Recensione: Piccola di Geneviève Brisac

Dopo un anno e più trascorso a rincorrerlo finalmente Piccola è nelle mie mani, esattamente da ieri. L'ho letto in un lampo e oggi sono qui a recensirvelo, anche se non posso dire che mi sia piaciuto alla follia, per ora al primo posto di questo genere di libri permane Wintergirls (cliccate QUI per la mia recensione). Nel corso dell'anno leggerò anche Sprecata, occasione d'oro scovata su ebay il mese scorso, anch'esso dopo mesi di ricerche. Spero che, da come viene osannato nell'ambiente, sia una lettura migliore e più vicina possibile a Wintergirls. Veniamo ora a Piccola o, per voi, Petite:

Titolo: Piccola
Autore: Geneviève Brisac
Editore: Edizioni EL
Anno di pubblicazione: 1994
Genere: Autobiografia
Pagine: 108
Prezzo: € 6,71
Prima edizione di Petite, ristampato nel 2015
Nouk è anoressica, è così che si chiama la sua malattia. Ma qual è il nome della sofferenza che prova, della pena segreta e profonda che la tormenta fin dentro l'anima? Come chiamare il disagio di dover mentire, e mentire, e ancora mentire fino allo sfinimento? I rapporti con i genitori, le amicizie, la scuola, tutto il piccolo mondo che normalmente circonda un'adolescente viene distorto, irrigidito, falsato dalla vertigine della falsità e della menzogna. E non serviranno le cliniche specializzate a portarla verso la guarigione: dovrà essere la vita, con i suoi percorsi a volte semplici e lineari, a volte difficili e tortuosi, a portare Nouk verso la speranza di una via d'uscita.

Recensione: Piccola è la sorellina di cui non ci sarà mai rivelato il vero nome: per tutto il centinaio di pagine che compongono il libro ci si appellerà a lei come 'la piccola'. Piccola è l'esatto opposto di Nouk, che poi sarebbe Geneviève stessa, cui Nouk farà da seconda mamma comprandole tutti i dolci che desidera e lasciandosi morire di fame. Probabilmente Nouk vorrebbe somigliarle, continuare a mangiare formaggio olandese e cioccolato senza timore di crescere e diventare così un'adulta.
Dai tredici anni e per l'intera adolescenza la francese Geneviève Brisac ha sofferto di anoressia. Figlia di un ingegnere e di una sceneggiatrice, i suoi buoni intenti per dimagrire saranno facilmente mascherati agli occhi di due genitori distratti che le lasceranno fare tutto ciò che vuole, perfino non essere presente a tavola durante i pasti. Solo in occasione della visita medica annuale si accorgeranno che qualcosa non va, prima 'le sbarre di una gabbia per canarini' che si trova al posto delle gambe appaiono come normali.
Ritengo che le difficoltà, disturbi dell'alimentazione inclusi, nascano in famiglie assenti e dove manca la comunicazione. I genitori di Nouk sono felici perchè hanno messo al mondo tre bambine, e credono soltanto per questo di aver fatto il loro dovere. Che poi la maggiore non parli con loro o peggio come dicevo si tenga lontana da tavola non gli fa scattare nessun allarmismo, ha solo tredici anni, è in una fase critica. Io resto della convinzione che se non si è in grado di occuparsi di un figlio non si dovrebbe nemmeno fare l'errore di generarlo. Ma siamo negli anni '70 e i figli si facevano anche per obbligo morale, ma non per questo assolvo la sua famiglia anzi.
Nouk vola verso i quattordici anni come in un sogno, reggendosi in piedi sostenuta da caramelle alle nocciole, il suo unico alimento, fino alla sentenza della bilancia: ventinove chili. Il peso delle sue paure e della vergogna traslocherà brevemente quindi in una clinica psichiatrica. Da qui l'io narrante cederà spesso e volentieri il posto alla terza persona, a volte anche nel mezzo di una frase, fino alla conclusione. Come se Nouk volesse cancellare quella parte della sua vita e optasse per il personaggio di uno dei suoi racconti.
Piccola è un libro che si sa come parte ma non come finisce. Le ultime pagine sono dedicate al nonno, per cui Nouk sarà sempre grata per... esattamente non si sa cosa. Dopo anni trascorsi a parlare solo con le sorelle ed essere stata sconfitta dalla malattia su cui credeva avere il totale controllo, sceglie di far visita al nonno e passare un po' di tempo insieme a lui da brava coppia nonno-nipote. Nouk ha capito di aver fatto del male ai suoi cari e rosa dai rimorsi tenta di rimediare.
Si arriva ai diciassette anni in poche righe, tante menzogne, errori ed occhi chiusi ermeticamente. Tolto l'episodio della clinica, per i suoi Nouk rimane una figlia sana ed immune da problemi. O almeno questo è quello che l'autrice lascia intendere. È una narrazione egocentrica ed egoista ma anche, in un tema delicato come quello dell'anoressia, povera di contenuti. Non trova spazio il conteggio delle calorie, nominate una sola volta, o le trasformazioni del corpo. Fanno eccezione i denti cariati, che pur non ingerendo quasi nulla si rovinano, e mette comunque i brividi constatare i danni che procura una malattia originata dal desiderio di essere belle. Il resto purtroppo è un libriccino destinato ad un pubblico giovane e facilmente impressionabile. Da non dimenticare però gli innumerevoli trucchetti che escogitano le anoressiche, come masticare il cibo per tempi incalcolabili e sputarlo nel tovagliolo. Ecco, questo tipo di espedienti raccontati senza malizia possono solo condurre le giovani menti all'imitazione, facendo così risultare la lettura un qualcosa di romantico quando invece dovrebbe portare il buon esempio sugli sbagli da non commettere. È insomma un libro adolescenziale ma che non farei mai leggere ad un adolescente. Meglio da adulti (proprio gli esseri cui Nouk farà il tutto e per tutto per non somigliare), e con una testa formata e dalle buone capacità, senza il pericolo di emulazioni.

2 commenti:

  1. Mi è piaciuta questa recensione, l'ho letto da qualche giorno è ho trovato la narrazione molto strana. Per il pericolo d'emulazione non saprei che dirti, alla fine quelli erano episodi di vita che andavano raccontati...comunque si capisce che l'hanno portata a stare male.
    Buone prossime letture!!

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  2. Mi ero persa la recensione, ultimamente non sto molto nella blogosfera.
    Comunque, 'Piccola' o 'Petite' che sia, spero possa piacermi!

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