domenica 22 febbraio 2015

Lo strano caso delle recensioni vendute

È scoppiato lo scandalo delle recensioni come un'enorme bolla di sapone.
Lo sapete che per recensire un libro ci sono delle regole?
Eccole qui:

- leggere il libro: non è scontato, fidatevi.

- non fare nessuna anticipazione (o spoiler) sulla fine del libro né sulla trama.

- essere oggettivi sia verso la storia che lo stile dell'autore o le traduzioni.

- non farsi pagare da nessuno per lasciare una recensione.

Sembra che abbia detto cose ovvie ma non è così.

Chi è John Locke, escludendo il filosofo e il personaggio di Lost? Prima venditore porta a porta di assicurazioni, poi proprietario di un'agenzia di assicurazioni, infine, ed ecco il motivo per cui ne parlo, un self-publisher salito agli onori della cronaca per aver venduto più di un milione di copie su Amazon.
Per spiegare il segreto del suo trionfo coi libri ha scritto un altro libro: How I Sold 1 Million eBooks in 5 Months! (Come ho venduto un milione di ebook in 5 mesi!), dove si consigliava di puntare su prezzi bassi e social network, ad esempio.
Ma il buon John Locke ha dimenticato di inserire un elemento, tra le chiavi del suo successo: le recensioni pagate. E qui veniamo alla notizia di questi giorni, esplosa attraverso un articolo del New York Times.
Una notizia che è tale forse semplicemente per aver portato allo scoperto qualcosa che in molti già sapevano. Su Amazon, e su altre librerie online statunitensi, sono apparse migliaia di recensioni fatte su misura e a pagamento. Da chi? Dalla squadra del sito Gettingbookreviews.com, oggi chiuso, che rispondeva al nome di Todd Rutherford. Venivano proposti veri e propri pacchetti: 20 recensioni per 499 dollari, 50 per 999 dollari. Economico, direi… Ma erano garantite le 5 stelle e recensioni entusiastiche.
Come ha trovato i recensori Todd Rutherford, una volta che la mole di lavoro è cresciuta troppo per affrontarla completamente da solo? Attraverso un annuncio di lavoro, a cui hanno risposto in 75 nel giro di 24 ore. Tra questi una ragazza intervistata dal New York Times, che ha spiegato che per una recensione di 50 parole le bastava farsi una navigata su Internet, per una di 300 parole le toccava addirittura leggere il libro per una quindicina di minuti.
John Locke ne ha comprate più di 300 di recensioni, assicurando però a Rutherford che se i recensori non avessero trovato di loro gradimento il suo libro avrebbero potuto scrivere una recensione negativa. "Non ho problemi a comprare recensioni scritte da gente che sia onesta nel farlo", ha affermato, interrogato sul caso.
Perché Gettingbookreviews.com ha chiuso i battenti? Perché un paio di self-publishers non troppo contenti del servizio ricevuto si sono lamentati, facendo venire allo scoperto l'attività di dubbio gusto di mister Rutherford, che ha dovuto a quel punto abbandonare l'impresa, fruttuosa tra l'altro, visto che nel primo mese aveva guadagnato qualcosa come 28.000 dollari.
(ultimabooks.it)

L'impresa di Gettingbookreviews.com ha chiuso ma lo scandalo non è certo finito qui.
Si sospetta che ci siano molti siti che vendono recensioni a pagamento e sono difficili da trovare perché i proprietari si fanno pagare in nero.
In Italia è già esploso il fenomeno (non solo fra gli ebook, anche fra i viaggi: infatti Trip advisor è indagato perché si sospetta che venda recensioni a pagamento) e il sito più inquisito è QUESTO ma anche altre piattaforme come Wordpress sono nel mirino delle indagini dal momento che non offrono un controllo stretto come Google.

Come riconoscere se un sito si fa pagare per recensire?
Cominciate a guardare gli autori che recensisce: se quelli che ricevono sempre e solo note positive sono tutti autori di una determinata casa editrice oppure sono sempre "i soliti noti" e se le recensioni sono solo delle grandi leccate di culo iniziate a sospettare.

Un esempio di recensione prezzolata è questa fatta da tale Romina:

T.J. K. è un autore che non usa mezze misure quando in gioco ci sono le emozioni, ti afferra per mano e senza darti il tempo di fare un solo respiro ti trascina, vorticosamente, alla fine della storia, ti ritrovi con gli occhi umidi di pianto, il sorriso sulle labbra e quel senso di benessere in fondo al cuore. Ma diamo a Cesare quello che è di Cesare, la traduzione di C. M. anche in questo caso è impeccabile. Che dire? Squadra vincente non si cambia.
(QUI la recensione di Xavier su T.J. K.).

Romina, usa anche questi pseudonimi: Dani, Alessandra, Selvaggia, quindi lascia una marea di commenti sempre positivi.
Giustamente uno potrebbe chiedermi: come hai fatto a capirlo? Tranquilli non ho la sfera magica, semplicemente leggendo le recensioni ho notato dei piccoli "insignificanti" particolari: stessi errori grammaticali, stesso tipo di recensioni: se il libro è della casa editrice Dreamspinner riceverà sempre cinque stelle, altrimenti recensioni infami senza motivo e senza avere letto il libro.
Usa persino lo stesso modo per concludere le sue recensioni positive: "squadra vincente non si cambia."
Facilmente sgamabile :-)

L'unico consiglio che mi sento di dare in questo mondo editoriale fatto di squali e leccaculo è questo: se pensate che un libro vi piaccia leggetelo in barba alle recensioni, che sia di carta o digitale non importa, e dite/scrivete la vostra opinione sinceramente senza farvi influenzare.
Un libro vi deve chiamare, deve lasciarvi qualcosa.
Seguite il vostro istinto e fottetevene degli altri.
Ma con voi posso stare tranquillo, siete già ottimi lettori!


Xavier Queer mi ha autorizzata a riportare il post che avete letto (l'originale QUI), andate a visitare il suo blog che merita davvero! Queer as Blog

12 commenti:

  1. Molto bello questo post, che svela quanto di falso, di macchinoso ci sia dietro certi successi. Bisogna dire, che dietro il mercato librario (e bada bene, dico proprio mercato, perché così anche è), come in quello discografico o, non parliamone, cinematografico, c'è una tale concentrazione di interessi, che molte rece, anche su grandi quotidiani, sono guidate. Non sono smaccatamente a pagamento come nel caso che segnali, ma, essendoci pochi grandi gruppi, con in mano libri/giornali/tv (non solo Berlusconi, ovvio), lo sono di straforo. Questo per guidare i gusti delle persone, e mantenere lo status quo.Il web, che dovrebbe essere libero, purtroppo, non sfugge a questo, se non in rari casi, come i nostri piccoli blog, falle nelle reti del sistema.

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    1. Drammatico! Soprattutto se si pensi che talvolta anche i "piccoli blog" nascono proprio per fomentare questo interesse economico. Il blogging non è più come quello che esisteva fino a 10 anni fa. Ormai tutti sanno/fanno/danno tutto, alcuni male, altri peggio!
      E' difficile trovare persone da seguire con interesse per un tempo dilatato. Poi non so, sarò io strana, ma trovo che riuscire ad interessare senza appesantire sia un pregio notevole e quantomai raro.
      Riguardo la questione "recensioni"... beh, meglio stendere un velo pietoso, ché ce ne sarebbe da dire, ma perderei in eleganza! XD

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  2. Incredibile O.o già la prima frase mi ha lasciato basita! Ci sono davvero persone che recensiscono un romanzo senza leggerlo? O.o

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  3. Io ho sentito di blogger a cui alcuni autori emergenti hanno detto: non serve che leggi il libro, questa è la recensione già scritta :(
    Che schifo -_-
    Come far perdere fiducia in una cosa tanto bella come leggere un libro e parlarne...

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  4. Queste cose proprio non li sopporto.

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  5. Sono sconcertata... O.o possibile che si debba "corrompere" anche una cosa cosi bella come la lettura? :/

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  6. Ciao bella, avevo letto questo post da Xav e lo rileggo stra volentieri anche da te.
    Cosa dire?
    Io i libri li adoro (come te), non capisco questa storia delle recensioni a pagamento: fa schifo!
    Bacissimi

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  7. Ah però, certo che ormai si inventano qualunque lavoro!

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  8. Che tristezza!!! Questa è la dimostrazione che nemmeno l'autore considera il suo romanzo un buon prodotto... Fossi un scrittore, per amor proprio non cercherei mai recensioni a pagamento per il mio libro, perché sarei sicuro che ce la potrebbe fare da solo! bleh!

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  9. Ultimamente non mi stupisce più nulla, però dai... un sito dove paghi per avere recensioni! È vero che ormai si compra TUTTO coi soldi, ma che tristezza... Complimenti per l'arguzia, però! Personalmente non ci sarei mai arrivata! O.O

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  10. Una volta mi ha inviato una mail un'autrice chiedendomi se per recensire il suoi libro avrei voluto dei soldi. Ci sono rimasta tipo così: O.O
    Le ho detto: 'Ma che, scherza? Certo che NON voglio dei soldi!'
    E lei mi fa: 'Alcuni vogliono essere pagati per recensire'.
    E da lì sono rimasta scandalizzata.

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