lunedì 27 aprile 2015

The art and books Tag

Buon pomeriggio uggioso a tutti! Sono stata taggata da Alenixedda e direi che ci ha proprio visto giusto! Sono interessata all'arte, per cui non potevo esimermi dal rispondere a questo tag creato, come il banner, da Licia del blog La Lepre Marzolina. È stata un'impresa fare gli abbinamenti, ecco cosa ne è uscito:


Maurizio Cattelan - Installazione bambini impiccati in piazza XXIV Maggio:
Un libro controverso

Ad una anonima copertina bianca con su titolo e autore gli ho preferito quella inglese. Blu quasi trasparente di Ryū Murakami, stampato da noi un'unica volta nel 1993, divide da sempre i lettori tra chi lo ha amato e chi ci ha letteralmente vomitato sopra per via delle molte scene di sesso e droga giudicate troppo esplicite. Io so che devo leggerlo, punto. Visto che non ci si capisce un'acca vi lascio la non-trama (purtroppo è talmente vecchio che in internet non c'è altro).
Il romanzo è incentrato sulle vicende di un gruppo di ragazzi di una città giapponese che ospita una base militare americana. Le loro vite si esauriscono nella pratica del sesso (fino al punto di rendere alcune parti del romanzo paragonabili alla pornografia), dell'uso ricreativo di droghe e dell'ascolto di musica rock. La trama è estremamente cupa e tratta temi crudi quali violenza, overdose, suicidio e l'insoddisfazione per il genere di vita che i vari personaggi si sono ridotti a condurre.
Se questo non bastasse, nel 1976 vinse il primo premio al concorso per esordienti organizzato dalla rivista letteraria Gunzo e nello stesso anno anche il prestigioso Premio Akutagawa.

Salvador Dalì - Sogno causato dal volo di un'ape intorno ad una melagrana:
Un libro onirico

Gli insegnamenti di don Juan di Carlos Castaneda. Sottotitolo ideale: Trip. Molte volte non si riesce a capire quando è realtà o quando invece siamo immersi in un magnifico sogno generato dai boccioli di peyote. Onirico, mistico e in molti punti esilarante, confesso che mi sarebbe piaciuto fare la conoscenza di don Juan!

Lucio Fontana - Concetto spaziale:
Un libro senza senso

L'autrice di La ragazza interrotta qui racconta il complicato rapporto con la sua patata(!), o per meglio dire con la vulvodinia, ossia "una condizione vulvare consistente in dolore, senso di bruciatura e fastidio che interferisce con la qualità della vita. Non è presente alcuna lesione fisica riconoscibile, a parte l'arrossamento del vestibolo. La causa può essere attribuita ad un trauma, ma in molti altri casi l'origine è sconosciuta."
Però quel che mi domando è il suo perchè, perchè tradurlo e pubblicarlo, perchè prima di tutto scriverlo da parte della Kaysen. Non contiene nulla sul fronte medico, solo una donna che accusa bruciori 'lì' e la sua impossibilità a fare sesso. Avendolo letto per primo ora ho paura a leggere La ragazza interrotta!

Cesare Inzerillo - Bird of Paradise:
Un libro che mette i brividi

Lunga è la notte di Anthony Flacco. Basta dire che ho l'ebook ma non l'ho nemmeno caricato nel dispositivo tanto mi spaventa?

Chagall - Promenade:
Un libro tra realtà e fantasia

Il libro che ha ispirato Miyazaki per La città incantata, da molti considerato il suo capolavoro. È in verità molto diverso dal film, qui la protagonista avrà un piacevole e stravagante soggiorno nel paese della Valle della Nebbia, anche detta "Strada Matta" presso dei conoscenti di suo padre.

Leonardo da Vinci - La Gioconda:
Un libro che è un'opera d'arte

Presumo che la risposta prevedesse un libro giudicato una Bibbia personale, ma se penso ad un'opera d'arte cartacea mi viene in mente questo. Unicorni ad acquarello fa parte di una serie di libri (sono compresi draghi, fate, paesaggi fantasy) atti a fornire le prime basi per dipingere creature fantastiche con la tecnica appunto dell'acquarello. Sfogliandolo gli occhi fanno festa, i disegni sono meravigliosi, perfetti, incantevoli ♥

Vermeer - Art of Painting:
Un libro nel libro

Perchè quando spulcio tra gli Oscar Junior di Jerry Spinelli trovo sempre e solo "Fuori dal guscio"? Grrr. La tessera della biblioteca sembra davvero carino! Cosa meglio di una tessera bibliotecaria per descrivere i magici poteri della lettura?
Quattro racconti formano la magia di questo libro, la cui protagonista è una tessera di biblioteca che aiuta ragazzini lontani dai libri ad appassionarsi a questo tesoro di ricchezza. C'è chi si appassiona all'avventura e abbandona le cattive compagnie, chi ha gli occhi stravolti dalle immagini televisive e li riposa tra le righe di un buon libro, chi cerca il ricordo della mamma scomparsa e ne sente il profumo in un racconto, chi vede un'amicizia nascere nel silenzio di una biblioteca e decide di non perderla più.
Van Gogh - Autoritratto:
Un libro "folle"

L'indispensabile Catalogo ACME! Unica pecca, mancano i contatti per ordinare!

Vediamo vediamo, chi ama l'arte? Taggo a mia volta curiosa di conoscere le risposte di


Naturalmente ragazze siete anche libere di non farlo :)
A presto!

mercoledì 22 aprile 2015

Recensione: Sono bruttissima di Judith Fathallah

Titolo: Sono bruttissima
Autore: Judith Fathallah
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2006
Genere: Romanzo, Autobiografia
Pagine: 247
Prezzo: € 9,50
Un giorno Jess comincia a pensare che se fosse magra molte cose cambierebbero: per esempio tornerebbe al centro dell'attenzione, come quando era bambina.
Allora Jess diventa magra. Sempre più magra. Ma mai abbastanza. Un'energia che non ha mai provato crepita dentro di lei: la vita non è che distrazione, incertezza e imperfezione, e solo i suoi diligenti rituali quotidiani possono darle un senso, fino a sostituirla completamente. Jess precipita in una spirale di esercizi fisici estenuanti, di calori calcolate arrotondando in eccesso per ogni briciola ingerita, di sfide alle cifre sulla bilancia.
Qualcosa di "cruciale, vibrante e intenso" continua a consumarla fino a quando qualcuno non trova il coraggio di pronunciare la parola "anoressia" e Jessica finalmente si accorge di voler riconquistare se stessa, per tornare, dopo un'immensa fatica e stanchezza, a vibrare per le proprie emozioni.
Recensione: Judith Fathallah è una ragazza avvolta nel mistero, il suo profilo Twitter non viene aggiornato da un anno e le informazioni su di lei sono poche e frammentarie. È per metà siriana, magari per questo ha deciso di vivere in anonimato e di battezzare la protagonista della sua autobiografia con un nome diverso. Nel libro infatti racconta di sé come Jessica Hassan.
Jessica ha tredici anni e comincia già a sentirsi sbagliata, a fare confronti con i corpi sottili delle altre adolescenti durante una vacanza in Germania. Le piacerebbe essere spensierata come loro e si confida con la madre, che alla sua età era magrissima e sa come seguire una dieta, ottenendone così il completo appoggio. La dieta ha successo, Jess diviene una volta più bella ma ben presto il gioco sfugge di mano a tutti: la giovane cambia anche caratterialmente, divenendo scontrosa e intrattabile. Una Scimmia l'ha presa nelle sue grinfie, la ammonisce per aver mangiato troppo e le ordina di ricominciare da capo gli esercizi trovando che non li ha eseguiti bene. La insulta e la maltratta e Jess non può far altro che obbedire pur di metterla a tacere.
Scimmia viene dal romanzo Misery di Stephen King e in Sono bruttissima è la voce dell'anoressia, un buffo animaletto inizialmente innocuo che vuole solo il tuo bene e che si rivelerà essere uno dei carnefici peggiori. Anche quando le viene detto che la dieta si è trasformata in una malattia Jessica persevera a prestarle religioso ascolto. Solo le lacrime della madre scuotono la ragazza, il capo famiglia è morto da pochi anni e lei non vuole essere causa di ulteriori sofferenze. Decide quindi che frequenterà da esterno una clinica dove vengono presi in cura giovani con disturbi alimentari e problemi legati all'autolesionismo. Ma nemmeno tra quelle fredde mura ospedaliere la Scimmia sarà rabbonita, e presto Jessica dovrà viverci ventiquattr'ore al giorno. Capirà che se vorrà uscirne deve cambiare.
Jess e la madre hanno scelto il posto 'giusto' per un'egocentrica anoressica: lì Jess sarà in contatto con giovani messi peggio di lei, ragazze con le braccia piene di cicatrici e ragazzi che a malapena si reggono in piedi talmente la Scimmia li ha consumati. Problematiche diverse che aiuteranno Jess ad aprire gli occhi, inducendola persino a mangiare, ma per fare felice la madre prima di se stessa.
Mi piace che l'autrice abbia trovato in un romanzo così diverso dalla sua esperienza come Misery la chiave di lettura per poterci parlare del demone dell'anoressia. Una voce, una parte di se stessi che dall'interno scruta, urla e che gioca tutte le carte di cui dispone per vivere, che proprio per questo spesse volte uccide. È una creatura reale, resistente come la gramigna, ogni chilo perso è fonte di rinnovata energia.
Quel che fa calare una bibbia come Wintergirls dal suo piedistallo è in primo luogo il suo essere autobiografico, il mostrarci un'intera generazione che soffre e risponde al malessere nei modi più vari ma anche e soprattutto come viene trattato il tutto in dirittura del finale. Se in Wintergirls la protagonista scopriva un amore per il cibo che faceva pensare ad una ragazza che non aveva mai sofferto di disturbi alimentari, qui si vede Jess cadere e rialzarsi, in combutta con se stessa e la Scimmia, due entità entrambe desiderose di vivere. Non è un romanzo talmente ben scritto da apparire vero ma è una normalissima vita costellata di alti e bassi che non cerca nel lieto fine il suo punto di forza. Jess/Judith è una persona come noi, che ogni giorno si risveglia per combattere le avversità della vita. Solo il tempo giudicherà se è risultata vittoriosa oppure no.
Una valida lettura per gli adolescenti e a chi ci si approccia per conoscere un po' di più la tematica, a chi deve ricoprire il ruolo di salvatore. Anche chi è dentro il circolo vizioso non potrà far altro che riconoscersi e provare così a sconfiggere le odiose fragilità della vita che ci spingono sempre più a fondo.

lunedì 20 aprile 2015

La festa di San Giorgio formato cartaceo

Ben ritrovati amici e amiche. Intendete organizzare qualcosa in vista di giovedì? Io pensavo più o meno di auto-plagiarmi con il post dello scorso anno (click) perchè erano spiegate le origini di questa giornata dedicata ai libri, quando bazzicando un gruppo su aNobii trovo il libro perfetto: per bambini, quindi di comprensione facile e immediata, illustrato e interamente italiano. Di sicuro regalare o regalarsi questo libro è un gesto che va al di là del semplice e comunissimo atto di aggiungere un titolo ai già tanti che non si leggeranno mai, perchè è un tassello di storia che ignoriamo o non rammentiamo, ed è un ulteriore spunto per i nostri pargoletti che, se già non si sono appassionati alla lettura, hanno modo di riconsiderare l'oggetto libro come qualcosa di importante e prezioso.
E meglio dell'ultima moda dei romanzi incentrati su libri, librai e librerie, aggiungerei.

Titolo: San Giorgio, il drago e la rosa
Autore: Anna Garbagna
Editore: Agra
Anno di pubblicazione: 2009
Genere: Libro per bambini, Illustrato
Pagine: 36
Prezzo: € 9,00
San Giorgio uccise il drago e salvò la principessa e il suo villaggio. Il sangue versato si trasformò in un campo di rose. Giorgio ne raccolse una e la donò alla principessa che ricambiò regalandogli un libro che raccontava la storia del suo villaggio. Da allora, nella festività di San Giorgio, offrire una rosa e un libro alle persone care fa in modo che la giornata diventi un omaggio all'amore, all'amicizia e alla cultura.
Già inserito nella lista per il prossimo ordine di IBS. Che ne pensate? Vi auguro in anticipo di trascorrere il 23 aprile in maniera serena e in compagnia di un buon libro!

mercoledì 15 aprile 2015

Recensione: Noi siamo grandi come la vita di Ava Dellaira

Titolo: Noi siamo grandi come la vita
Autore: Ava Dellaira
Editore: Sperling & Kupfer
Anno di pubblicazione: 2014
Genere: Romanzo, Romance
Pagine: 313
Prezzo: € 16,90
Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: «Scrivi una lettera a una persona che non c'è più». E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n'è andato troppo presto, proprio come May.
Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare.
Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all'insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa. Soltanto a loro riesce a confidare cosa vuol dire avere quindici anni e sentire di avere perso una parte di sé, senza nemmeno potersi aggrappare alla famiglia perché è andata in mille pezzi. Soltanto a loro può confessare la paura e la voglia di avventurarsi in quel mondo nuovo che è la scuola, la magia di incontrare amiche che ti fanno sentire normale e speciale al tempo stesso. Finché, come un viaggio dentro di sé, quelle lettere porteranno Laurel al cuore di una verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Qualcosa che riguarda lei e May. Qualcosa che va detto a voce alta: solo così Laurel potrà superare quello che è stato, imparare ad amarsi e trovare il coraggio di andare avanti.

Recensione: Partecipare a due giveaway, perdendoli entrambi; chiedere questo libro come regalo di Natale, e vedersene arrivare un altro. Tutto ciò non vi farebbe pensare che forse l'universo vi sta mandando dei segnali sul fatto che non è il libro che fa per voi? Ad essere sincera ci ho pensato, ma tanto era il desiderio di averlo tra le mani che alla fine non vi ho badato e l'ho comprato. E dopo così lungo penare ecco la recensione, negativa.

Ci sono young adult meravigliosi, che andrebbero letti anche da un adulto talmente sono ricchi, colmi di emozioni e insegnamenti. Questo romanzo invece rientra esattamente nella fascia d'età stabilita per la lettura, ossia quattordici anni. Se vi apprestate a leggerlo che ne avete praticamente il doppio lasciate stare. Noi siamo grandi come la vita è un libro adolescenziale rivolto agli adolescenti, cui però non infonde nulla se non che gli abusi sono incidenti di percorso di pochissimo conto e che cercando di somigliare ad un famigliare morto ci vorranno tutti più bene.
Probabilmente Laurel si è sempre sentita inferiore a sua sorella perchè fin da piccola May l'ha persuasa di essere una fata e che solo le primogenite sono in grado di volare. E ancora a May vanno i meriti per aver formato la famiglia perchè arrivata quando i genitori non erano sposati.
Si son create così le basi per un rapporto di ammirazione tale verso la sorella maggiore, che dopo la sua morte la piccola Laurel ha perso anche il raziocinio. Come se prima fosse provvista di sovrumana intelligenza! ma dopo l'incontro con Hannah e Natalie, due coetanee lesbiche che diverranno le sue migliori amiche, si farà subito notare come classica adolescente superficiale e priva di valori:
Lungo la strada, loro si sono divertite un mondo ad alzare la maglietta per mostrare le tette alla gente. Io all'inizio avevo paura, ma poi mi sono detta che dovevo mandar giù quello che mi spaventava, come avevo imparato a fare quando uscivo con May. Così ho iniziato a sollevarla anch'io, e poi a correre via come un fulmine. Ero sempre più veloce di loro. Mi raggiungevano dopo qualche isolato, urlando e ridendo. Allora urlavo e ridevo anch'io, perché il peggio era passato, e perché ero felice di far parte del gruppo.
Oppure:
Caro Kurt,
ieri sera mi sono ubriacata per la prima volta. Quando sono arrivata da Natalie, siamo andate tutt'e tre a piedi fino alla drogheria, dove faceva un freddo bestiale, come se ci fosse l'aria condizionata a palla. Tremando come foglie, abbiamo raggiunto la corsia degli alcolici, e Natalie ha preso una bottiglia di Aftershock rosso e l'ha nascosta nella felpa. Siamo andate in bagno, e abbiamo staccato l'etichetta per evitare che facesse suonare l'allarme. Io mi sono sforzata di ignorare il cuore che mi martellava nel petto, e ho cercato di comportarmi normalmente, come se avessi già rubato in passato. [...]
L'ho buttato giù subito, senza fare smorfie, e ho evitato di dire che non avevo mai bevuto alcolici. Se ci riusciva May, ho pensato, potevo farlo anch'io. Non doveva essere così terribile, no?
Questa la aggiungo perchè troppo assurda. Ditemi che a quindici anni avevate già lasciato il Paese delle meraviglie, non può essere vero O.O
«Con chi stai sempre al telefono? Con un ragazzo?»
«Sì. Non preoccuparti. È carino.»
[...]
Poi lui si è fatto più serio: «Il punto è questo: sai che cosa vogliono i ragazzi della tua età, vero? Una cosa sola. È il loro pensiero fisso, giorno e notte.»
«Papà, non è così.»
«È sempre così», ha risposto lui, e scherzava solo in parte.
Ho tentato di dirgli che non può saperlo, che i ragazzi di oggi sono diversi... diversi da com'erano ai suoi tempi, ma in fondo non mi dispiaceva il fatto che Sky pensasse di fare sesso con me.
Mi sforzo di credere che la ragione di cotanta idiozia sia da ricercare nell'incommensurabile amore che Laurel nutriva e prova tuttora per la sorella, ma penso anche che ci sia un limite, DEVE esserci. Invece, quando finalmente mi convinco che si comporti così perchè ancora accecata dall'amore, succede che ogni personaggio che capiti sulla sua strada sia vuoto, freddo, stereotipato, venuto al mondo con una memoria usb sottocute comprendente un dizionario di mille parole. A cominciare da Sky, che farà il suo ingresso a pagina 3 per essere in automatico il suo ragazzo. In automatico nel vero senso del termine, dolce e tenero come una martellata sul dito. "No" è la sua parola preferita.
«Sky?» l'ho chiamato. Ero mezzo addormentata, ma non volevo che se ne andasse. Quando l'aria del primo mattino è entrata nella stanza, ho avuto la sensazione che l'avrebbe inghiottito per portarlo via da me.
Lui si è girato. «Sì?»
«Sarai ancora qui? Domani?»
Lui ha sorriso, e mi ha dato un bacio sulla fronte. «No. Sarò a casa.»
«Ma… voglio dire… non mi lascerai, vero?»
«No.»
May invece è riassumibile nel 'gioco del morto'. Esistono veramente tali squilibrati?
Poi, quando cominciava a farsi buio, prima che si accendessero i lampioni e prima di rientrare, May diceva che era giunto il momento di fare il gioco del morto. Era l'ora perfetta: i genitori stavano guardando la tv, la luce era bassa e opaca. Adorava quel gioco, perché vinceva sempre lei. [...]
Terminata la partita di basket, cominciavamo a giocare a obbligo o verità. Per lei, gli obblighi di Carl e Mark – puntare torce contro le case dei vicini, per esempio – erano noiosi, così propose una sfida più impegnativa.
Il gioco funzionava così: dovevi sdraiarti in mezzo alla strada, supino e con gli occhi bendati (doveva essere il centro esatto, lo segnavamo con una X), e aspettare che spuntasse un'auto. Chi aspettava più degli altri, prima di alzarsi e correre via, vinceva. Il fatto è che, avendo una benda sugli occhi, sapevi che stava arrivando una macchina solo sentendo il rumore sull'asfalto.
Le basi per una buona storia c'erano tutte (il lutto, lo scrivere agli idoli del parente defunto in cerca di nuovi spunti di riflessione ed eventualmente cicatrizzare la ferita), invece mi son trovata davanti ad un romanzo di cui non ho intenzione di leggere ulteriori fratelli. Che sia d'esordio è palese talmente è acerbo e scritto coi piedi, un minestrone di contenuti in cui non ne viene sviluppato neanche uno. I soli a salvarsi sono le vite dei destinatari delle epistole di cui, sono certa, non importerebbe un bel niente delle vicende di una ragazzina che gravita intorno ad amici, scuola e fidanzato. Anche se temo che ogni buon fan sappia già tutto quel che vi è scritto (personalmente, da ammiratrice di Jim Morrison ero al corrente di ogni cosa). Purtroppo il loro essere scollegate (una lettera indirizzata a Kurt Cobain, la successiva a Judy Garland e via di questo passo) non fa che rendere la narrazione confusionaria. E senza un benché minimo riepilogo quando si torna al destinatario usato trenta pagine prima. Il vip in questione potrebbe essersi perso qualche pezzo e voler saperne di più di una storia piena di buchi!
Vi sono contenuti forti e delicati che non andavano presi alla leggera. È il caso degli abusi sessuali che Laurel subisce da un amico del fidanzato della sorella (notare il giro), riportati su carta come qualcosa di normale, di obbligatorio per crescere, perchè anche la santa May lo fa... ma May era consenziente, non veniva stuprata! La mia famiglia mi ha cresciuta inculcandomi nel cervello che se non dici nulla significa che ti piace, ormai ne sono convinta anch'io, traetene voi le conclusioni dopo quest'obbrobrio letterario:
Cerco di non pensare alla mano di Billy, a dove si trova, così mi concentro sul respiro. Ha i capelli unti, il suo corpo è troppo lungo. Troppo. Mi dice che sono bella.
Chissà se intende dire bella come May. Penso a mia sorella con Paul, e mi domando se anche a lei sta succedendo questo, se è questo che deve succedere. In fondo, so che non è giusto, ma fingo… fingo di essere come May, con le sue guance rosee e le labbra che sembrano uscite da una rivista.
Continuo a ripetermi che tra poco lei sarà qui. Sento delle auto in lontananza, come suoni dell'oceano. Tendo le orecchie per distinguere i motori che rotolano come onde. Come il silenzio che non è silenzio, quando accosti una conchiglia all'orecchio. E poi, ogni tanto, un rumore si fa più forte, e sento una macchina, e penso che si sta avvicinando. E penso che sia May. Sta per tornare. E finirà. Non appena May sarà qui, finirà. [...]
Di nuovo sulla Camry, le sorrido. E, anche se non mi sento bene, penso che forse il mondo è tornato normale, perché adesso siamo in macchina e stiamo andando a casa, e May è mia sorella. Non le racconto quello che mi è successo, non le dico niente di Billy. So che invece dovrei farlo, ma se May sapesse, sarebbe triste per sempre. Se ne andrebbe.
 E io non volevo che accadesse. Se poi non avessi detto niente, forse adesso sarebbe ancora qui.
E quando, meglio tardi che mai, ci confidiamo con la mamma, quale figlia non chiederebbe altro che sentirsi dire: «Mi dispiace tanto. Non avrei mai voluto che ti succedesse una cosa del genere.» Che è successo amore, un'insufficienza a scuola? Ma c***o!

Se i vostri quattordici anni non sono giorni lontani nel tempo, provate pure a leggerlo. Ma se invece lo sono e siete rimasti affascinati dalla bellezza della copertina e dalla trama un po' diversa dal solito, più matura se vogliamo (ma solo in apparenza), fuggite via!

sabato 4 aprile 2015

A tutti voi una buona Pasqua=rinascita!

Il termine pasqua deriva dall'aramaico pasha, corrispondente all'ebraico pesah (passaggio) inteso come rinascita.

Origini e significato
Nell'antichità, il popolo d'Israele fu prigioniero degli Egiziani per circa quattrocento anni. Quando Dio decise di liberare il suo popolo, mandò Mosè dal faraone a chiederne il rilascio. Ma il faraone si fece beffe di Dio, cosicché il Signore castigò gli Egiziani in diversi modi.
Per fiaccare la durezza di cuore del faraone, Dio decise di inviare un angelo a provocare la morte di tutti i figli primogeniti degli Egiziani. Ma, volendo risparmiare i primogeniti degli Israeliti, il Creatore ordinò che questi scannassero un agnello o un capretto di un anno, senza difetto, e che il sangue d'esso fosse passato sugli stipiti e sugli architravi delle loro porte, affinché fosse da segno all'angelo. [...]
Nella notte del 15 del mese ebraico di Nisan, l'angelo della morte passò e colpì ogni primogenito degli Egiziani, ma "passò oltre" le case degli Ebrei segnate col sangue, e li risparmiò.
«Quando i vostri figli vi diranno: "Che significa per voi questo rito?", risponderete: "Questo è il sacrificio della Pasqua in onore del Signore, il quale passò oltre le case dei figli d'Israele in Egitto, quando colpì gli Egiziani e salvò le nostre case"».
(Esodo 12:26-27)
Inizialmente la Pasqua cristiana era un'unica festa che ricordava l'esodo e la redenzione cristiana. Nel quarto secolo poi si decise che il giorno di Pasqua fosse dedicato solo alla commemorazione della resurrezione di Gesù.

Perchè non è mai la stessa data?
Il Nuovo Testamento narra che Gesù fosse crocifisso alla vigilia della Pasqua ebraica. In un primo momento i cristiani di origine ebraica, infatti, celebrano la Resurrezione di Cristo subito dopo la Pasqua ebraica, mentre quelli di origine pagana celebrano la Pasqua ogni domenica.
Con il concilio di Nicea, nel 325, si decise di celebrare la Pasqua cristiana nella domenica che segue il primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera. L'equinozio di primavera cade intorno al 21 marzo e, visto che il ciclo lunare dura 29 giorni, la data della Pasqua è compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile inclusi. Dal giorno di Pasqua si stabiliscono anche le date per la quaresima e la pentecoste. Per tradizione la data della Pasqua cristiana si annuncia ogni anno all'epifania, il 6 gennaio.

La Pasqua si celebra nell'equinozio, dunque in un giorno di luce continua senza tramonto (la luna piena subentra al sole). Essa è legata al simbolismo della rinascita, cadendo nel periodo della primavera, dopo l'inverno (e cioè dopo il peccato e la morte), quando la natura si rigenera e tutto l'universo è coinvolto da questa rinascita. La Resurrezione di Cristo porta con sé la salvezza per tutto il mondo cristiano ed è un momento di gioia, che succede al dolore della morte.

Superfluo il sacrificio degli agnelli
I Cristiani non osservano la Pasqua ebraica, perché l'antico sacrificio dell'agnello pasquale prefigurava il più grande sacrificio poi compiuto da Gesù.
Infatti, come il sangue dell'agnello salvò dalla morte i primogeniti degli Israeliti e il popolo stesso, così il sangue preziosissimo dell'Agnello di Dio, che è Cristo, salva dalla morte gli eletti e il mondo.
Perciò, essendo compiuto il sacrificio di Gesù, non è più necessario il vecchio sacrificio dell'agnello pasquale. La Pasqua ha dunque il suo compimento nel sacrificio espiatorio di Gesù. Quindi, non va celebrata alla vecchia maniera (come ancora fanno gli Ebrei), ma commemorando la morte sacrificale di Cristo.

Augurando Buona Pasqua quindi non ci si limita al concetto religioso del termine, ma significa soprattutto augurare ad una persona di rinascere o di superare una fase.


Fonti:

giovedì 2 aprile 2015

My TBR Jar #1 - Aprile 2015

Eccoci arrivati alla nuova rubrica anticipata ieri. Come potrete vedere non ho inventato nulla, nemmeno il banner, perchè se l'immagine originale è di Michael Parkes, la grafica è opera di Kira1988. Grazie!
Con questa rubrica mi pongo l'obiettivo di regolarizzare le mie letture, e soprattutto non avere più quell'orribile sensazione di non aver nulla da leggere perchè non so a quale romanzo dare la priorità. Sempre più spesso vedo iniziative del genere in giro per la blogosfera portate avanti con soddisfazione, quindi ho pensato perchè non provare? Signore e signori, la My TBR Jar:

My TBR Jar è una rubrica a cadenza mensile gentilmente presa in prestito dal blog di Giulia. Se come diceva Seneca "Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto", per noi lettori ritrovarci a girare come comete per la stanza chiedendoci cosa leggere dopo aver concluso un libro diventa quasi una questione di vita o di morte. Possono trascorrere così dalle 48 alle 72 ore e non possiamo permetterci di sprecare tempo. Ed ecco l'idea: prendete un barattolo, riempitelo di bigliettini quanti sono i titoli che avete da leggere e lasciate che la dea bendata scelga per voi!

Bene ragazzi, nel mio barattolo ho inserito più di 800 titoli di testi in formato ebook. Per facilitare il compito alla dea ho deciso di escludere per il momento i saggi. Ecco qui cosa leggerò durante questo primo mese, senza bisogno di pensarci e ripensarci wow *.*


1. Hotel Iris di Yoko Ogawa
2. Il mago di W. Somerset Maugham
3. Amazone e la leggenda del pianoforte bianco di Maxence Fermine


4. Diario di un dolore di C.S. Lewis
5. Il giardino delle nebbie notturne di Tan Twan Eng
6. La società letteraria di Sella di Lepre di Pasi Ilmari Jääskeläinen

Sei ebook non bastano, contando che avanzerà un po' di tempo ho deciso di leggere anche due cartacei che non hanno avuto bisogno di estrazioni, eccoli:


Noi siamo grandi come la vita di Ava Dellaira, che ho preso in mano grazie all'iniziativa del blog La Bella e il Cavaliere. Ho già letto sessanta pagine ma non so, ho desiderato tantissimo questo romanzo e finora è un polpettone lento e barboso. Ilenia dimmi che mi sto sbagliando e che migliora, per favore ç_ç
Eleanor & Park di Rainbow Rowell. Un altro di cui tutti parlano più che bene, ma se non fosse stata la recensione di Rowan probabilmente non lo avrei mai acquistato. Speriamo bene! Sì John, anche un romanzo scoperto da te non mi fa scattare l'impellente bisogno di averlo. Solo se li scrivi tu... basta guardare che fine ho fatto fare a Amore e altri effetti collaterali (click) ed il suo essere 'Perfetto per tutte le fan di Colpa delle stelle'.

È con questo anche per oggi è tutto. Cosa avete letto? Vi è piaciuto o lo sconsigliate? O magari ce n'è uno che vi ispira? Vediamo se in questo modo riesco a mantenere i buoni propositi.
A presto!

mercoledì 1 aprile 2015

Monthly Recap #19: Marzo

Boh, mi sto seriamente chiedendo perchè mi ostino a portare avanti questo blog. Ultimamente ho notato sia commenti che visite (almeno nei post recenti) dosati con il contagocce. Non mi sento neanche di sperare nella frase classica "è solo un momento, passerà" perchè questo spazio esiste da due anni e mezzo e il momento aveva senso nei primi mesi, non dopo tutto questo tempo. Non voglio chiudere perchè so già che arriverebbero dei perfetti estranei che magari mi seguono anonimamente a dirmi di non farlo. Potrei fermarmi per un po', tenendo aggiornata solo la TBR List e ci rileggiamo tra qualche mese. Non è esattamente quello che vorrei ma se le cose proseguono su questa linea credo farò così. Ci provo da anni, da quando aprii il primo blog nel lontano 2008, ma ancora non riesco a scrivere soltanto per me stessa (mi sembra un controsenso visto che scrivo su un blog pubblico e non su una pagina di quaderno!)... ora torno felicemente(?) all'iniziale Boh, l'unica cosa certa di questa matassa ingarbugliata, sperando in qualche anima pia che mi illumini sul da farsi perchè così non ho la forza di continuare, ed apro le danze della Monthly Recap marzolina.

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-Un mese di libri-

Letti
Il giapponese cannibale di Antonio Pagliaro
Shiver di Maggie Stiefvater
Il giovane incantatore di Charles Baudelaire
Il silenzio delle conchiglie di Helen Keller
Sono bruttissima di Judith Fathallah
I colori del buio di Kathryn Erskine

Acquisti/in regalo/in prestito
Shiver di Maggie Stiefvater
Il grande manuale delle droghe di Louise Lewin
Danza sulla mia tombaQuesto è tutto: I racconti del cuscino di Cordelia Kenn di Aidan Chambers
Elettroshock. Sono ancora vivo di Ignazio e Italo Cucci
Fatherland di Robert Harris
The Hitcher-Hiker e Lamb to the slaughter - The Wish di Roald Dahl, due volumetti della bellissima serie edita da Vallardi 'Impara l'inglese con...'Vallardi
Eleanor & Park di Rainbow Rowell
Il cucciolo di Marjorie Kinnan Rawlings
Lo Zen e la cerimonia del tè di Kazuko Okakura
Il catalogo ACME ➜ LaFeltrinelli
Broken di Daniel Clay
Il mondo secondo Bob di James Bowen

In wishlist
Il mondo senza di me di Marco Mancassola
Tre vite di Penelope Lively
Il negozio dei suicidi di Jean Teulé
Un bel giorno per rimanere da sola di Nanae Aoyama
Skellig di David Almond
La ragazza del mare di Sara Zarr
Festa di nozze di Maggie Shipstead
La ragazza dai piedi di vetro di Ali Shaw
E con Tango siamo in tre di Justin Richardson, Peter Parnell
Le mappe dei miei sogni di Reif Larsen
Il possesso di Dianne Doubtfire
Diario di una rinascita di Giovanna Valls Galfetti

Miglior lettura


Acquistato perchè non l'ho trovato in ebook si è invece rivelato un bel libro, con un finale 'giusto' a differenza di Wintergirls. Recensione a breve.

Spazio note
NUOVA RUBRICA IN ARRIVO!!! La vedrete domani! Nulla di eccezionalmente originale ma sono elettrizzata!