mercoledì 22 aprile 2015

Recensione: Sono bruttissima di Judith Fathallah

Titolo: Sono bruttissima
Autore: Judith Fathallah
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2006
Genere: Romanzo, Autobiografia
Pagine: 247
Prezzo: € 9,50
Un giorno Jess comincia a pensare che se fosse magra molte cose cambierebbero: per esempio tornerebbe al centro dell'attenzione, come quando era bambina.
Allora Jess diventa magra. Sempre più magra. Ma mai abbastanza. Un'energia che non ha mai provato crepita dentro di lei: la vita non è che distrazione, incertezza e imperfezione, e solo i suoi diligenti rituali quotidiani possono darle un senso, fino a sostituirla completamente. Jess precipita in una spirale di esercizi fisici estenuanti, di calori calcolate arrotondando in eccesso per ogni briciola ingerita, di sfide alle cifre sulla bilancia.
Qualcosa di "cruciale, vibrante e intenso" continua a consumarla fino a quando qualcuno non trova il coraggio di pronunciare la parola "anoressia" e Jessica finalmente si accorge di voler riconquistare se stessa, per tornare, dopo un'immensa fatica e stanchezza, a vibrare per le proprie emozioni.
Recensione: Judith Fathallah è una ragazza avvolta nel mistero, il suo profilo Twitter non viene aggiornato da un anno e le informazioni su di lei sono poche e frammentarie. È per metà siriana, magari per questo ha deciso di vivere in anonimato e di battezzare la protagonista della sua autobiografia con un nome diverso. Nel libro infatti racconta di sé come Jessica Hassan.
Jessica ha tredici anni e comincia già a sentirsi sbagliata, a fare confronti con i corpi sottili delle altre adolescenti durante una vacanza in Germania. Le piacerebbe essere spensierata come loro e si confida con la madre, che alla sua età era magrissima e sa come seguire una dieta, ottenendone così il completo appoggio. La dieta ha successo, Jess diviene una volta più bella ma ben presto il gioco sfugge di mano a tutti: la giovane cambia anche caratterialmente, divenendo scontrosa e intrattabile. Una Scimmia l'ha presa nelle sue grinfie, la ammonisce per aver mangiato troppo e le ordina di ricominciare da capo gli esercizi trovando che non li ha eseguiti bene. La insulta e la maltratta e Jess non può far altro che obbedire pur di metterla a tacere.
Scimmia viene dal romanzo Misery di Stephen King e in Sono bruttissima è la voce dell'anoressia, un buffo animaletto inizialmente innocuo che vuole solo il tuo bene e che si rivelerà essere uno dei carnefici peggiori. Anche quando le viene detto che la dieta si è trasformata in una malattia Jessica persevera a prestarle religioso ascolto. Solo le lacrime della madre scuotono la ragazza, il capo famiglia è morto da pochi anni e lei non vuole essere causa di ulteriori sofferenze. Decide quindi che frequenterà da esterno una clinica dove vengono presi in cura giovani con disturbi alimentari e problemi legati all'autolesionismo. Ma nemmeno tra quelle fredde mura ospedaliere la Scimmia sarà rabbonita, e presto Jessica dovrà viverci ventiquattr'ore al giorno. Capirà che se vorrà uscirne deve cambiare.
Jess e la madre hanno scelto il posto 'giusto' per un'egocentrica anoressica: lì Jess sarà in contatto con giovani messi peggio di lei, ragazze con le braccia piene di cicatrici e ragazzi che a malapena si reggono in piedi talmente la Scimmia li ha consumati. Problematiche diverse che aiuteranno Jess ad aprire gli occhi, inducendola persino a mangiare, ma per fare felice la madre prima di se stessa.
Mi piace che l'autrice abbia trovato in un romanzo così diverso dalla sua esperienza come Misery la chiave di lettura per poterci parlare del demone dell'anoressia. Una voce, una parte di se stessi che dall'interno scruta, urla e che gioca tutte le carte di cui dispone per vivere, che proprio per questo spesse volte uccide. È una creatura reale, resistente come la gramigna, ogni chilo perso è fonte di rinnovata energia.
Quel che fa calare una bibbia come Wintergirls dal suo piedistallo è in primo luogo il suo essere autobiografico, il mostrarci un'intera generazione che soffre e risponde al malessere nei modi più vari ma anche e soprattutto come viene trattato il tutto in dirittura del finale. Se in Wintergirls la protagonista scopriva un amore per il cibo che faceva pensare ad una ragazza che non aveva mai sofferto di disturbi alimentari, qui si vede Jess cadere e rialzarsi, in combutta con se stessa e la Scimmia, due entità entrambe desiderose di vivere. Non è un romanzo talmente ben scritto da apparire vero ma è una normalissima vita costellata di alti e bassi che non cerca nel lieto fine il suo punto di forza. Jess/Judith è una persona come noi, che ogni giorno si risveglia per combattere le avversità della vita. Solo il tempo giudicherà se è risultata vittoriosa oppure no.
Una valida lettura per gli adolescenti e a chi ci si approccia per conoscere un po' di più la tematica, a chi deve ricoprire il ruolo di salvatore. Anche chi è dentro il circolo vizioso non potrà far altro che riconoscersi e provare così a sconfiggere le odiose fragilità della vita che ci spingono sempre più a fondo.

8 commenti:

  1. E' un libro che vorrei leggere ma, quando lo vedo in libreria, non mi convinco mai a prenderlo. La prossima volta lo farò!

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  2. Non lo conoscevo eppure penso che lo leggerò prima o poi! Lo aggiungo alla mia WL!

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    1. L'ho comprato perchè non l'ho trovato in ebook, soldi spesi bene alla fine :)
      Fammi sapere cosa ne pensi quando lo leggerai!

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  3. Wintergirls mi era piaciuto molto, e questo sembra addirittura meglio, lo leggerò sicuramente, grazie Lumi!!!

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  4. Sembra molto bello, lo aggiungo alla mia WL!
    E pensare che, probabilmente, dal titolo non mi sarei mai avvicinata a questo libro.

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  5. Ti ringrazio per avermelo consigliato, lo leggerò sicuramente. Visto che lo hai nominato e non l'ho mai letto, prenderò anche Wintergirls, di cui ho sempre sentito parlare bene!
    Un bacino <3

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  6. E unodei libri piu belli e interessanti che abbia mai letto.....e io ne ho letti molti di libri....il titolo nn mi ispirava ma alla fine l o preso e non me ne sono affatto pentita

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