mercoledì 29 luglio 2015

Blog chiuso fino a nuovo ordine


Serve il cuore perché le cose funzionino degnamente. Un cuore in salute, prodigo di sentimenti ed entusiasmo. E perché ciò accada è opportuno eliminare il superfluo, o quantomeno quel che ci fa male.
Non intendo dire che cancellerò il blog, ma conto di prendermi una bella e lunga pausa. L'ultimo e decisivo elemento che mi ha fatto capire di non poter più gestire questo spazio è stata un'email in cui mi si augurava in bocca al lupo. Per un blog che compirà TRE anni il prossimo settembre.
Il resto sono tante piccolezze avvertite negli ultimi tempi cui ho cercato di dare il minor peso possibile, come leggere il primo commento dopo in media quattro ore dalla pubblicazione di un post, nuovi iscritti che giungono qui a frotte di uno-due al mese, il fatto di sentirmi poco e male ascoltata che non fa altro che acuire il punto #2 di cui ho parlato nel tag (QUI). In sintesi, chiudo perché qualsiasi cosa, che sia un blog come in questo caso o una storia d'amore, che ostinatamente portiamo avanti mentre essa già agonizza non può che concludersi nel peggiore dei modi. Chiudo perché non è rimasto che il blog di negativo dopo aver smesso l'antidepressivo che assumevo dal 2012. Ora sto meglio e vorrei che su questa sensazione si basasse per un po' la mia vita.

Chiudo non senza ringraziare chi mi ha permesso di tenere duro fino ad ora. La pagina dedicata alla TBR List sarà la sola che terrò aggiornata per tutta la durata della mia assenza; i miei sviluppi potrete continuare a vederli su aNobii e da ieri anche su BookLikes, sito dove credo sarò un po' più 'viva' per mezzo di citazioni e aggiornamenti riguardo i nuovi amici di carta.
Se preferite scrivermi c'è la mail (sentieridineverossa@gmail.com) ma se il vostro desiderio di parlarmi è fortissimo aggiungetemi su Twitter: è la soluzione migliore se volete una risposta in tempi brevi.
Vi saluto e vi auguro un buon proseguimento.

venerdì 24 luglio 2015

Recensione: Chelsea & James di Giuseppe Cozzo

Titolo: Chelsea & James
Autore: Giuseppe Cozzo
Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform
Anno di pubblicazione: 2015
Genere: Romanzo, Thriller
Pagine: 194
Prezzo: € 6,24
Stati Uniti d'America. Nel tentativo di perseguire il proprio senso di giustizia, due ragazzi cercano di fuggire da un ingombrante passato che li condiziona fortemente.
La moralità, immancabilmente relativa, viene messa in discussione, mentre un viaggio li porterà via dalla zona in cui hanno imparato a soffrire.
Scopriranno che allontanarsi da un luogo è possibile, ma prendere le distanze dalle proprie vite è un obiettivo che può essere raggiunto solo conoscendo sacrifici forse insopportabili.

Recensione: Dell'opera prima del recentemente scomparso Giorgio Faletti, Loredana Lipperini ha detto che "nulla denuncia la cittadinanza dell'autore (niente misteri da capoluogo di provincia, neanche un filo di nebbia padana, non un arancino, non un proverbio in dialetto) né, tanto meno, le sue precedenti appartenenze" (la frase si trova sul retro copertina dell'edizione Vintage, Baldini&Castoldi, € 10). Riguardo il romanzo d'esordio del giovane Giuseppe Cozzo potremmo usare le medesime parole della giornalista. Classe 1992, Giuseppe ha concretizzato la grande passione per la scrittura pubblicando tramite il sito di Amazon Chelsea & James, una mescolanza di Bonnie e Clyde (citati anche nel libro), Thelma & Louise, Romeo e Giulietta all'insegna del giallo.
I protagonisti sono nel fiore degli anni e già gravati da un passato da lasciarsi alle spalle alla svelta, azzerare la vita finora condotta e percorrere una via totalmente diversa da quella cui si è abituati. Non ci viene fatto intendere precisamente in che anno è ambientata la vicenda, forse l'unico indizio che ci fa afferrare il tempo presente sono i sacchetti di patatine con sorpresa all'interno, ma quel che James ci narra è uno splendido sogno di libertà che nessun uomo in cuor suo ha mai smesso di coltivare. I nostri eroi hanno dalla loro parte la giovane età, la forza fisica e la spacconeria che caratterizzano tutti noi nei primi due decenni della vita, il desiderio di esseri migliori di chi ci ha generato e con i cassetti straripanti di sogni. Sicuramente se l'autore fosse stato maturo (eccezion fatta naturalmente per il mago Aidan Chambers) il romanzo ne avrebbe risentito sotto questo aspetto, facendolo somigliare a una penosa rimembranza dei tempi andati. Se Chelsea & James andava pubblicato ha visto la luce al momento giusto. Senza attese di qualsivoglia genere ma con tanta bramosia di correre sotto gli occhi del lettore.
Giungono però le dolenti note ma che, trattandosi di una prima fatica, possono passare e lasciare il dovuto spazio alle buone premesse dell'opera. Ad un certo punto la moralità dei due ragazzi cederà il posto alla cieca fortuna e al senso di onnipotenza che contraddistingue la giovane età: daranno la morte un po' troppo spesso e senza un valido motivo apparente, dominati dal gusto di impugnare un'arma e poter emulare i paladini della giustizia televisiva e del romanzo poliziesco. Era gradita in questo caso la psicologia di Chelsea e James, cosa li ha spinti ad invertire rotta di questo pensiero che condividevano in egual misura. Il credersi invulnerabili o aver inteso che in serbo per loro altro non c'era che la morte?
La parte restante del romanzo non necessita di una caratterizzazione approfondita dei personaggi, tipica ad esempio della produzione di Stephen King: troppe descrizioni avrebbero fatto perdere la freschezza della vicenda ed appesantito la struttura, Chelsea & James è perfetto così com'è. Di certo non è uno young adult ma contiene personaggi in quella fascia d'età e ritengo non si potesse fare altrimenti; giovani con voce e modi di fare adulti avrebbero assolutamente stonato, quando accade si avverte e cominciamo a camminare sulle macerie di una buona storia.
Per concludere, Chelsea & James è una bella prova d'autore seppur al suo esordio. Confido nella capacità narrativa, schietta, incalzante e mai noiosa, e nel bagaglio culturale e comunicativo di Giuseppe per il secondo capitolo della sua carriera promessoci già per quest'autunno. Augurandoci un lavoro pulito e non scritto frettolosamente dato il poco tempo, prenoto la mia copia seduta stante.

lunedì 20 luglio 2015

Tag: Book Blogging things I suck at

Buongiorno! Oggi un bel tag di auto-sputtanamento scovato giorni orsono su The Bookshelf di Mel e Mys come testimonia il banner promotore del tag. In cosa consiste? Nell'elencare cinque cose inerenti alla blogosfera e all'essere blogger in cui si fa schifo. Cinque grandi difetti che trasposti sulla pagina bianca di Blogger possono anche essere incentivo a migliorarsi, e se cinque sono pochi ci si può avvalere dei random sucks!
Vado subito a stilare la mia lista di difetti.


SUCK #1 GRAFICA
Non so fare nemmeno i banner senza un aiuto esterno (perchè il mio è l'unico blog a non avere uno straccio di banner? Ecco). Sono per l'esattezza sette anni che Raito Yagami sopporta supporta le mie idee grafiche, la pecca è che non si è mai 'attrezzato' per creare template ma solo immagini e banner. Io mi sento al contempo idiota, impedita e rompiscatole per cui non parlo a nessuno di questa mia specie di malessere. Non vorrei cambiare grafica ad ogni occasione di festività o cambio di stagione, ma almeno una volta all'anno sarebbe ammissibile. E invece niente.

SUCK #2 RIMANDARE È BELLO
Trovo un tag che mi piace? Metto nei preferiti il post del blog che lo ospita oppure ricopio i dati in una bozza e lo lascio a decantare. La durata è assolutamente variabile (il più vecchio è datato 27 gennaio 2014). La medesima cosa capita con recensioni e normali interventi. Ci sarebbe da chiedersi perchè mi comporto così ma converto solo in virtuale quel che faccio nel reale, ossia rimandare, rimandare, rimandare.

SUCK #3 OMAGGI DELLE CASE EDITRICI
Ogni volta che in un blog leggo che un libro è stato donato dalla casa editrice o che il blogger ringrazia la casa editrice per avergli inviato la copia di un romanzo, io penso solo: non aveva i soldi per andarselo a comprare? Io risparmio fino all'ultimo centesimo, non compro nemmeno la batteria nuova del cellulare e me ne sento dire di tutti i colori dai miei genitori perchè quando esco rientro sempre a casa con almeno un libro (non sempre ma loro la vedono così), poi apro un blog qualsiasi... e boh, non riesco ad essere felice per il/la blogger, mi sento soltanto una blogger di serie Z appena agli inizi quando a settembre il blog compie uh già tre anni.

SUCK #4 RECENSIONI
Essendo il mio un blog letterario dovrei scrivere la recensione di un romanzo non appena lo termino. Sbagliato. Ci sono volte in cui cerco di esternare quel che ho provato leggendo ma più ci penso più effettivamente non ce la faccio (vedi titoli come Proibito, Mio fratello Simple, Sei come sei, I gatti di Nizamuddin), ed altre in cui non sento la necessità di scrivere una recensione. Non leggendo titoli noti so che spesso può essere un errore (la recensione di Niente mi basta è tuttora il post più letto con 1388 visite e per quante librerie giri non l'ho visto una volta una sugli scaffali!)

SUCK #5 ESSERE PRESENTE
Rispetto al passato dove commentavo ogni singolo post degli amici e rimanevo anche quaranta minuti (cronometrati) su un post cercando di mettere giù un commento alla bell'e meglio, ora né sto così tanto sopra un post se la risposta non mi viene immediata né commento tutto di tutti. Siete numerosi e spesse volte non vi limitate ad un post al giorno, ammetto il mio limite di non riuscire a starvi dietro e invidio la vostra costanza e il vostro entusiasmo che ho perduto da tempo.

RANDOM SUCKS
# non fotografo le nuove entrate
# mi piacerebbe tenere qualche rubrica settimanale ma non vorrei essere l'ennesimo blog fotocopia
# dovrei aprire una pagina Facebook, se fossi ancora iscritta a Facebook
# dovrei passare subito dai nuovi iscritti, se in sei mesi si iscrivessero più persone però sarei più motivata

Sono una pessima blogger. Inutile dire che taggo tutti, anche tu che stai leggendo, dimmi se condividi i miei difetti o se nell'armadio ne nascondi altri.
A presto!

05/12/2015 - Avvistata una copia di Niente mi basta in un punto Feltrinelli

mercoledì 15 luglio 2015

La crisi non esiste

Ricordi di libreria

Nel periodo in cui lavorai in un negozio di libri usati – un luogo che, finché non ci si lavora, è facile immaginare come una specie di paradiso dove affascinanti gentiluomini d'età scartabellano eternamente tra in-folio rilegati in pelle di vitello – mi colpì soprattutto la rarità delle persone davvero interessate ai libri. La nostra libreria offriva anche volumi eccezionalmente interessanti, ma dubito che uno su dieci dei nostri clienti fosse in grado di distinguere un buon libro da uno brutto. Gli snob a caccia di prime edizioni erano molto più frequenti degli amanti della letteratura; gli studenti orientali che tiravano sul prezzo dei libri di testo economici erano anche più numerosi; ma i clienti più comuni erano le signore dalle idee confuse che cercavano regali di compleanno per i nipotini.
Molti dei nostri acquirenti appartenevano a quella categoria di persone che, pur essendo capaci di rendersi insopportabili ovunque, riescono a farlo particolarmente bene in una libreria. Per esempio, l'adorabile vecchietta che «vuole un libro per un malato» (richiesta frequentissima), o quella che nel 1897 ha letto un libro tanto ma tanto bello e vi chiede se potete procurargliene una copia. Peccato che abbia dimenticato sia il titolo che il nome dell'autore: in cambio, però, si ricorda che aveva la copertina rossa. Oltre a questi, altri due ben noti flagelli imperversano nelle librerie dell'usato. Uno è il tipo del signore decaduto che puzza di croste di pane raffermo e che ogni giorno, spesso anche più volte al giorno, tenta di vendervi dei volumi che non valgono proprio nulla; l'altro è quello che fa grandi ordinazioni di libri senza avere però la minima intenzione di pagarli. Da noi non si faceva credito, però tenevamo da parte i libri, oppure li ordinavamo, se qualcuno ci chiedeva di venire a prenderli in un secondo momento. Non tornava  mai neanche la metà di chi aveva fatto le ordinazioni. Nei primi tempi questo mi sconcertava. Cosa spingeva quelle persone a comportarsi così? Entravano, chiedevano qualche libro raro e costoso, si facevano promettere più e più volte che glielo avremmo conservato, dopodiché sparivano per non tornare più. Molti di questi clienti, certo, erano palesemente da ricovero. Parlavano di sé con aria solenne e ci raccontavano le storie più fantasiose (storie a cui, in molti casi, giurerei che erano i primi a credere) per spiegare come mai fossero accidentalmente usciti di casa senza soldi. In una città come Londra ci sono sempre un sacco di pazzi non ufficialmente accertati che vagano per le strade e tendono a gravitare intorno alle librerie, rari posti in cui si può perdere tempo a ciondolare senza spendere un quattrino. Alla fine le persone di quel tipo le riconosci al volo. Nonostante i grandi discorsi, c'è in loro qualcosa di tarlato e inconcludente. [...]
Non è vero che gli uomini non leggano romanzi; è vero però che evitano in blocco alcuni generi narrativi. Grosso modo, quello che può definirsi il romanzo medio (roba abbastanza comune, la buona brutta narrativa, quella specie di Galsworthy annacquato che costituisce la norma nel romanzo inglese) sembra esistere esclusivamente per le donne. Gli uomini leggono romanzi che si possono considerare rispettabili oppure libri polizieschi. Questi ultimi, però, li consumano in quantità terrificanti. [...]
In una biblioteca circolante è possibile capire i gusti veri del pubblico, non quelli che pretende di avere; e stupisce constatare quanto siano caduti in disgrazia i romanzieri inglesi «classici». È del tutto inutile mettere Dickens, Thackeray, Jane Austen, Trollope, eccetera in una normale biblioteca circolante: non li prende nessuno. Basta che la gente posi gli occhi su un romanzo dell'Ottocento per dire: «Oh, ma è roba vecchia!» e lo scarta immediatamente. In cambio è sempre piuttosto facile vendere Dickens, così come è sempre facile vendere Shakespeare. Dickens è uno di quegli autori che la gente sta sempre «lì lì per leggere» e, come la Bibbia, è generalmente conosciuto di riporto. [...]
Un altro fenomeno assai rilevante – ogni due o tre anni gli editori si scaldano molto su questo problema – è il discredito in cui è caduto il racconto. Quel tipo di lettore che chiede al libraio di scegliergli un libro esordisce quasi sempre con un «Non voglio racconti», oppure «Io non ho desiderio di piccole storie», come ci diceva un nostro cliente tedesco. Se gliene chiedete il motivo, spesso vi spiegherà che è una vera sfacchinata abituarsi a una nuova serie di personaggi a ogni inizio di racconto; dirà che vuole «immergersi» in un romanzo che dopo il primo capitolo non affatichi troppo la mente.


Il testo appena letto in realtà fu scritto nel 1936 da George Orwell ed apre il saggio Letteratura palestra di libertà, edito in Italia da Mondadori al prezzo di € 11,00.

giovedì 2 luglio 2015

My TBR Jar #4 - Luglio 2015

Buongiorno! Siamo già alla quarta puntata della My TBR Jar, sembra ieri che ho preso questa fantastica decisione e non sono affatto pentita. Anche se dispiace sempre abbandonare un libro (tre a giugno, un record!), ma l'indecisione su quale cominciare di una TBR List in aggiornamento continuo non sussiste più, che bellezza! *.*
Andiamo subito alle prossime letture:

My TBR Jar è una rubrica a cadenza mensile gentilmente presa in prestito dal blog di Giulia. Se come diceva Seneca "Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto", per noi lettori ritrovarci a girare come comete per la stanza chiedendoci cosa leggere dopo aver concluso un libro diventa quasi una questione di vita o di morte. Possono trascorrere così dalle 48 alle 72 ore e non possiamo permetterci di sprecare tempo. Ed ecco l'idea: prendete un barattolo, riempitelo di bigliettini quanti sono i titoli che avete da leggere e lasciate che la dea bendata scelga per voi!

Non potete capire la sofferenza di estrarre un bigliettino e scoprire che gli corrisponde un ebook non più presente sul dispositivo (per saperne di più clicca QUI). Al momento di gettarli nel cestino non so se avevo in mano una quindicina di biglietti. Comunque preferisco lasciare invariato il numero di ebook, anche se dell'ultima TBR Jar ne ho letto uno su quattro. Più un bonus:


1. La cicala dell'ottavo giorno di Mitsuyo Kakuta
2. Non buttiamoci giù di Nick Hornby
3. A qualcuno piace dolce di Laura Schiavini
4. Si lasciano tutti di Simone Laudiero

*BONUS*


Coraline di Neil Gaiman

Aiuterà non aver ancora visionato il film?

Invece sul fronte cartacei, il primo titolo è sbucato dal barattolo perchè acquistato dopo che lo possedevo già in ebook (ma la copertina è troppo bella, poi con il 20% di sconto). Il secondo invece ho deciso di prenderlo in prestito da mia sorella, dopo aver letto Auschwitz è di tutti ho voglia di indagare tra scritti sull'Olocausto pervenutici a decenni di distanza. Avey ha scritto questo libro solo nel 2011 e lui è della leva 1919, se aspettava ancora qualche giorno non avremmo mai avuto la sua testimonianza.
In questa puntata solo due perchè ho in lettura La collina dei conigli. Ricapitolando, leggerò:


1. Norwegian Wood di Haruki Murakami
2. Auschwitz. Ero il numero 220543 di Denis Avey

Ecco qui. Ne avete letto qualcuno? Ve ne ho fatto aggiungere qualcun altro alle vostre chilometriche wishlist? Ditemi ditemi.
A questo punto buone letture a me e buon proseguimento.

mercoledì 1 luglio 2015

Monthly Recap #22: Giugno

Ciao ragazzi, il mio giugno è stato lungo e sonnolento. Abitiamo in questa casa dal 2001 ma solo adesso ci siamo decisi ad installare i condizionatori nelle camere da letto, quindi sveglia alle 8 praticamente tutte le mattine e poche volte ho avuto la possibilità di recuperare le ore di sonno. Aggiungiamoci altri giorni di impegni vari in cui dovevo persino(?) uscire di casa e il risultato è che ho delle occhiaie da far invidia a una massaia e troppo sonno per leggere più di una manciata di capitoli per volta. Ma anyway vi lascio al recap mensile, che tra sconti e mercatini ergo occasioni d'oro mi sono ampiamente consolata :D

Recensioni
Le piume dell'uccellino di Ines Caminiti

Tag
I diritti del lettore

Altri post
My TBR Jar #3 - Giugno 2015
Linky Party di Piccole Macchie d'Inchiostro
Lettera aperta a Emil Wallberg

Giveaway
0, ma potrei anche non scriverlo dato che è un po' che non partecipo ad alcun giveaway. Sono tutti uguali e mi annoiano.

-Un mese di libri-

TBR del mese
La nonna vuota il sacco ✖️ Una vita allo sbando |Pugni, svastiche, scarabei ✖️ L'imprevedibile viaggio di Harold Fry ✖️La collina dei conigli  | Chelsea & JamesStoria di uno scoiattolo che voleva ricominciare a vivere

(✖️: abbandonato; ≠: sostituito)

La collina dei conigli sostituito con Le piume dell'uccellino. Mia madre certe volte ha delle idee brillanti come lasciare qui i libri banali e futili e portare in solaio quelli meritevoli -.- questo è uno di quei romanzi le cui note vanno lette insieme al testo, non alla fine (dove si trovano se parliamo del formato ebook). Ad attendere che il romanzo 'resuscitasse' dal solaio il desiderio di leggerlo si sarebbe dissolto, così esattamente ieri mi sono procurata una copia per me. Un'edizione che a quanto pare non esiste né su Ibs né su Amazon, Ebay, Feltrinelli e neppure sul sito della casa editrice o_O non sapete quanto ami queste cose! Eccola QUI *.* già piuttosto avanti per averlo iniziato da un giorno e non mi sembra per niente male. Dove l'ho preso? In libreria.
Ho abbandonato ben tre romanzi, il primo costituito da tutta una serie di "ma di questo parlerò più avanti" e "questo lo dirò dopo" che mi hanno dato sui nervi prima di capire che queste memorie fittizie non andavano a parare da nessuna parte. Adieu nonna cara! Il secondo invece mi sono fermata al secondo capitolo, troppo complicato. L'imprevedibile viaggio di Harold Fry stavo cercando di leggerlo ma ho capito che non fa per me. Constatato di aver abbandonato anche lui mi sono concessa un'estrazione, ed è saltato fuori Auschwitz è di tutti di Marta Ascoli. Letto in pochissime ore, ho così mio malgrado adempiuto al compito anche in giugno.

Acquisti/in regalo/in prestito
Norwegian Wood Ritratti in jazz di Haruki Murakami
La tazzina del diavolo. Viaggio intorno al mondo sulle vie del caffè di Stewart Lee Allen
Il gran sole di Hiroshima di Karl Bruckner
La prima volta di Autori Vari ➜ Rizzoli
Le meravigliose leggende celtiche di Ella Young
Chef Rubio: food fighter di Diego Cajelli, Enzo Fontana
San Giorgio, il drago e la rosa di Anna Garbagna
La ragazza dei fiori morti di Amy MacKinnon
Il gatto che venne per Natale di Cleveland Amory
La collina dei conigli di Richard Adams

In wishlist
Il lungo nastro rosso di Loung Ung ✓
Flush. Biografia di un cane di Virginia Woolf 
Non credere ai tuoi occhi di Elizabeth Hand
La mia vita carnale. Amori e passioni di Gabriele D'Annunzio di Giordano Bruno Guerri
La scrittrice abita qui di Sandra Petrignani ✓
Il dono della foresta di Helen Hoover ✓

Miglior lettura


Rilinko la recensione (QUI) dove troverete tanti buoni motivi per cui leggere questo libro. E ne vale la pena ;) addirittura, con il suo acquisto, devolverete i vostri soldi ad un'associazione per la cura della malattia.

Spazio note
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Buon mese e buone letture a tutti!