lunedì 11 luglio 2016

It was a wonderful life when you were there

Seconda volta (la precedente QUI) che un personaggio del mondo dello spettacolo decide di abbandonare questa vita e non soltanto i tradizionali mass-media scelgono con noncuranza di schivare la notizia in favore di cronaca e disperazione generale, ma anche e soprattutto lo fanno i blog che trattano di musica. Poi leggi sul televideo della dipartita di Ronnie James Dio. Peccato che almeno nell'ignorante Italia moderna i cinquantenni non hanno la minima idea di chi sia Ronnie James Dio, ma conoscono Black. Ebbene, merito ad un blog che si fila solo qualche contemporaneo polacco ma gestito da un italiano (il suo blog materialismo sacro, grazie Roberto), ieri ho scoperto che è morto Black. Ai più non dirà nulla di nulla tal nome (Nero, che fantasia) ma non appena essi odono le prime note della canzone a lui associata lo riconoscono istintivamente.
Mettendo da parte i tormentoni che valgono una stagione, la discografia scoppia dai tanti nomi, band o singoli cantanti con sulle spalle anni ed anni di carriera, cui il beneficio della critica ed il tempo pare attribuirgli la composizione e la pubblicazione di un unico brano. Basti pensare a pezzi ormai storici come Stand by meTemple of loveThis town ain't big enough for the both of usYou spin me round (Like a record)A whiter shade of paleIt's my life (sbagliato, non sono i Bon Jovi), Two princes. In Italia non vi è nulla che reclami attenzione Impressioni di settembre. Se volete posso andare avanti fino a sera ma, dopo aver reso giustizia ai ricordati per una cosa e basta, devo commemorare Black. E comunque dopo essermi fatta il sangue amaro a selezionare ben otto brani siete interrogati, dovete dirmi quali vi piacciono.

Black, vero nome Colin Vearncombe, era un cantante britannico celebre per la sua Wonderful life... infatti se l'è portato via un incidente automobilistico lo scorso 26 gennaio, dopo sedici giorni di coma indotto in seguito alle lesioni riportate nell'impatto, ma non siamo qui a parlare di ciò. La sua hit, scritta nel 1985 ma giunta al successo nel 1987 e contenuta nell'album omonimo è, lei sola, praticamente la colonna sonora della mia infanzia. Mia madre racconta di quanto mi piacesse e non chiedessi altro che ascoltarla, io ne ho ricordo da sempre per un motivo assai ilare, ossia che trovavo la voce di questo cantante uguale a quella di mio zio. Grazie al cielo nessuno ne è mai venuto a conoscenza tranne voi adesso. Dubito vi sia sconosciuta ragion per cui ora vi riascoltate questa bella canzone ingiustamente relegata a tappezzeria di una stazione radio dimenticata.


Vaffanculo sto piangendo

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