lunedì 28 novembre 2016

Cinerecensione: A spasso con Bob (2016)

Buongiorno amici ed amiche, ecco sotto i vostri occhi la tanto agognata cinerecensione promessa finalmente realizzata. Mi auguro sia di vostro gradimento e vi convinca una volta per tutte ad andare a vedere il film che vi presento perchè merita sul serio. Anche se ancora non avete fatto vostro il libro non dovete darvi pensiero perchè questa trasposizione è molto fedele, come solo la vita vera può essere.

Titolo originale: A Street Cat Named Bob
Paese: Gran Bretagna
Genere: biografico, drammatico
Anno: 2016
Durata: 103 minuti
Distribuzione: Notorious Pictures
Soggetto: dai romanzi "A spasso con Bob" e "Il mondo secondo Bob" di James Bowen
Regia: Roger Spottiswoode
Attori: Luke Treadaway, Bob il gatto, Ruta Gedmintas, Joanne Froggatt, Anthony Head, Beth Goddard, Caroline Goodall
Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, indifeso e ferito, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L'ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob. Pian piano James riesce a farlo guarire, e a quel punto lascia il gatto libero di andare per la sua strada, convinto di non rivederlo più. Ma Bob è di tutt'altro avviso: per nulla al mondo intende separarsi dal suo nuovo amico e lo segue ovunque. Instancabile. Finché a James non rimane che arrendersi. È l'inizio di una meravigliosa amicizia e di una serie di singolari, divertenti e a volte pericolose avventure che trasformeranno la vita di entrambi.
Per realizzare pellicole realistiche occorre la realtà, in questo caso di quella respirata nel romanzo Un gatto di strada di nome Bob (per gli italici un banalotto A spasso con Bob, edito da Sperling & Kupfer). Il film tratto dal fortunato bestseller del in un primo momento incredulo James Bowen, artista di strada con trascorsi da tossicodipendente, è questo. Una storia che dapprincipio pare un documentario ambientato nella capitale inglese, ove è possibile incontrare gente invisibile che vive di stenti e si guadagna da vivere come può. Scene non edulcorate o alterate in alcun modo, la vita di strada è crudele nei vicoli freddi e non dispensa regali così alla leggera. Assistiamo a una giornata tipo di James, che canta e suona la chitarra per raggranellare qualche spicciolo che gli serve per pagarsi la droga e al contempo a dimenticare di essere un sentatetto. Ciononostante vuole riprendere in mano la sua vita ed un'assistente sociale crede in lui al punto da assegnargli un alloggio popolare, a condizione di seguire punto per punto il programma di disintossicazione pena il ritorno in strada. La prima notte un vivace gattone dal pelo rosso si intrufola nell'appartamento e quell'incontro marchia indelebilmente l'esistenza di James, che si ritrova per la prima volta a dover badare ad un'altra creatura e così a suonare per strada per racimolare soldi utili a comprare scatolette per gatti piuttosto che una pericolosa dose di eroina.
Il trentaduenne attore britannico Luke Treadaway non mi convinceva molto perchè somigliante a Kurt Cobain e temevo quindi che la recitazione venisse offuscata dai toni gentili del viso. Ma ciò non accade perchè Treadaway ha preso seriamente il ruolo dell'introverso clochard e ne ha riportato sullo schermo gesti ed espressioni proprie di James come son sicura capitino nella realtà. La nuova condizione di 'papà', che si preoccupa più del gatto che di se stesso, verrà senz'altro riconosciuta da chi ha convissuto con un felide almeno una volta nella sua vita. Le emozioni, le palpitazioni, i turbamenti del possedere un micio (o del micio che possiede l'umano?) sono autentiche, non vi è nulla di costruito appositamente per il film. Bob, qui interpretato da se stesso e da qualche controfigura, non è esattamente a suo agio sulle spalle del Treadaway ma si adegua, supportato dalla presenza del padrone sul set, e porta sullo schermo un amico meraviglioso. Bravi gli attori che ruotano attorno alla strana ma solida coppia, a cominciare dall'assistente sociale Val (Joanne Froggatt), mister Nigel Bowen (Anthony Head) fino a Betty, interpretata da una Ruta Gedmintas eccentrica a cominciare dalla tinta rosa della sua chioma. Nel romanzo tale personaggio non compare, probabilmente nasce prendendo come ideale l'ex fidanzata di James, Belle. Betty sarà dapprima la sola amica del protagonista, in seguito venuta a conoscenza del suo passato cercherà di tenere le distanze per non dover rivivere le conseguenze tragiche che l'han portata a perdere un fratello. Se si vuol dirla tutta, Betty è un personaggio abbastanza inutile che non contribuisce all'arricchimento della storia. Esistono eccezioni felici di pellicole senza donne tra i personaggi principali (Il nome della rosa) e la loro celebrità non è stata minimamente intaccata dalla mancanza. E se proprio vogliamo trovare un difetto vero e proprio (almeno secondo il mio parere), è il fatto che lei stessa affibbi un nome al micio pel di carota, dicendo che «è lui a voler essere chiamato così». Una spiegazione che più finta, ipocrita e studiata a tavolino non si può.
Ottima la colonna sonora a firma di Treadaway, Bowen cinematografico che sullo schermo canta e strimpella senza aiuti superflui ed orpelli digitali. Non udire canzoni note è un bene per l'intera durata della pellicola, sembra proprio di essere a Londra ad assistere ad una delle loro tante esibizioni e rende il tutto più vero e magico. A spasso con Bob è uno dei pochi progetti dove il protagonista animale non subisce il trattamento salvatore dell'umanità. Ambe le parti empiono lo spazio in misura equivalente, perfetta per non decidere per chi fare il tifo e godersi appieno la storia narrata in un crescendo di complicità e famigliarità. James ha avuto una seconda possibilità scegliendo di prendersi cura di Bob e tirarsi definitivamente fuori dall'incubo della droga, ma ciò non significa necessariamente sia tutto come una classica fiaba pur avvicinandosi molto. Forse come i volontari che partono per gli angoli più poveri del mondo per -dicono- salvare delle vite e rendersi utili, James si è aggrappato al micio nel momento del bisogno più estremo e, convincendosi di aiutare lui, altro non faceva che curare se stesso dalle ferite autoinfertosi nel corso di lunghi anni. Ma non ce ne lamentiamo perchè è ciò che anche noi facciamo ogni giorno, ringraziando invece l'editore naturale Hodder & Stoughton per aver creduto nell'effetto (e al denaro) che possono generare un animale ed il suo sfortunato padrone. Perchè James e Bob siamo noi, e anche a noi è concesso dire di essere stati baciati dalla fortuna ogni volta incrociamo il musetto del nostro fedele amico.

4 commenti:

  1. Bellissima e veritiera recensione, per un film che anche io ho apprezzato tantissimo... la verità è che quando esistono storie reali così meravigliose, che raccontano non solo l'amore tra noi e i nostri animali, ma anche la speranza e il cambiamento che un animale riesce a portare nella nostra vita, non possiamo non innamorarcene!

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  2. Purtroppo da me il film è uscito abbondantemente in ritardo ed è durato al cinema per pochi giorni, non so perché! Ma lo recupererò appena uscirà il DVD!😍 La storia è meravigliosa!❤

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    1. Anche da me è già fuori dalle sale, arrivato il giorno dopo la data ufficiale e durato una quindicina di giorni. C'è da dire che a volte gli insuccessi se li vogliono proprio i distributori perchè il pubblico c'era, io ho dovuto prenotare il posto o non l'avrei avuto!

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