venerdì 2 novembre 2018

Qualcuno sta usando il nome del blog senza permesso

L'ironia ha voluto che io me ne accorgessi un anno esatto dopo la creazione di quella pagina, e a seguito di una serata trascorsa a chiedere una mano con le segnalazioni eccomi ora sul luogo primigenio del misfatto.
Quando abbiamo in serbo un bel nome per il nostro progetto dovremmo avere il buon senso di 'fermarlo' su qualsivoglia sito venga in mente: i maggiori social visitati ad esempio, ugual cosa l'indirizzo email, ecc. Perché quando questa consuetudine non vien portata a compimento possono insorgere omonimie, come in questo caso:

Se su Instagram cercate Sentieri di neve rossa vi uscirà una pagina che promuove l'autolesionismo. Eccola: http://www.instagram.com/sentieridineverossa/
Quel che dovete sapere è che a gestirla non sono io, né ho acconsentito alla persona nascosta dietro di utilizzare tale nome. Non ho mai spiegato perché ho battezzato il blog in codesta maniera se non forse a tre o quattro utenti quando iniziai a palesare l'intenzione di un rinnovamento alla grafica, fatto sta che mai e poi mai lo userei per pubblicare foto che circolano bellamente da almeno un decennio e che possono per prima cosa arrecare disturbo alle persone più sensibili, minorenni in primis. È vero, sono l'autrice di un vecchio post -guarda caso il più letto della storia del blog- in cui, in occasione della giornata mondiale contro l'autolesionismo (Qui), stilavo un elenco di letture "atte a capire il fenomeno" come scrivevo all'epoca, non ad elogiarlo. E della stessa idea rimango anche a distanza di tre anni. Ma come dicevo, se il nome 'Sentieri di neve rossa' nulla ha a che fare con l'autolesionismo, ed è conosciuto nella blogosfera ed il web in genere come un blog letterario, vi pare che l'avrei infangato così, in ricordo di un post? Sappiate che non mi ha mai fatto granché piacere fosse proprio quello in pole position, su 258 post frementi di essere letti.

In ogni caso, la mia corsa sul blog è stata innanzitutto per avvertirvi del problema e, se potete/avete Instagram, chiedo di segnalare la pagina affinché venga rimossa. Su Instagram il blog sostanzialmente non è presente ma ci sono io e mi chiamo Lumifugum. Dovessi aprire in futuro un profilo per il blog (vorrei utilizzare il suo nome, se fosse possibile riaverlo indietro, che è una mia invenzione), tutti gli annunci riguardo la sua creazione partiranno sempre da me, da Lumifugum.
Per cominciare ho provveduto a registrarlo su Facebook, lo trovate Qui. Aggiungetemi pure, che con la sua apertura non mi venga voglia di comunicare le uscite dei nuovi post anche là sopra!
Vorrei ringraziarvi uno per uno se tutte le segnalazioni andranno a buon fine, per il momento sappiate che la mia fiducia in voi non si è mai spenta. Se la blogosfera è ancora, nonostante segni dell'età ed acciacchi, in vita e posso sentirla sotto questi polpastrelli che stanno battendo sulla tastiera, è grazie a voi che non avete permesso ad alcunché di abbattervi. Forza!
Un abbraccio 💘

2 commenti:

  1. Cara Lumi, che rabbia che il tuo nome sia stato ripreso senza permesso, peraltro per una pagina che diffonde un messaggio non certo positivo... che ti posso dire? Ti capisco in pieno. Pensa che perfino il mio blog è stato "derubato" del nome... un blog gemello (ma nato ben dopo il mio) si chiama tale quale. Non mi sono mai troppo arrabbiata nè ho segnalato la cosa all'autrice del blog copione, solo perchè è una pagina in disuso che lascia già intendere di chi sia l'idea e l'impegno originario. Ma dà fastidio, e molto.

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    1. Ciao Silvia, sono risalita al blog tuo clone e sono rimasta sbalordita. Dieci anni che curo e scrivo su diari virtuali ma son caduta dal pero comunque. Non immaginavo, non credevo assolutamente. Eppure non sono nata ieri...
      Che dire, io con un po' di fatica da parte di una follower che ringrazio con tutto il cuore son riuscita a riappropriarmi del nome. La sua era una pagina purtroppo attiva (ultimo post datato 18 ottobre) e che stava anche cercando di farsi pubblicità per mezzo di pagine apposite e passaparola. Certo, bastava digitare su Google per rendersi conto che era un'idea rubata, ma trasmetteva un messaggio che ho rifiutato non appena l'ho visto. Sentieri di neve rossa con quel post sull'autolesionismo ha commesso un grave errore ma deve poter parlare di libri in totale libertà e rispetto non soltanto per me ma anche dei miei lettori.

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